L’interruzione di una gravidanza è una scelta mai facile che nessuno si dovrebbe permettere di giudicare…tantomeno con un gesto meschino e vigliacco come questo.

? L’accaduto: una ragazza di una scuola superiore di Piacenza decide di abortire. Torna a scuola, e sulla porta della classe trova dei bigliettini: c’è disegnato un feto stilizzato, e scritte frasi come “Io feto, tu aborto”, oppure “ho bisogno di afFETtO”, “Questo eri tu”.
Un atto incommentabile, crudele e irrispettoso che i compagni della ragazza, disgustati dall’accaduto, hanno reso pubblico con un post sui social:
““Una mia compagna ha abortito.. questo è quello che abbiamo trovato sulla porta della nostra classe e su quella del nostro piano. Mi viene da vomitare e vorrei prendere a ceffoni tutti quegli sfigati che hanno fatto ‘sta cosa. Fanno veramente venire il vomito. Succede in una scuola italiana, con gente giovane che speravo fosse diversa dalle vecchie generazioni. E’ questo che più mi inquieta: che ciò che dovrebbe rappresentare il futuro e il cambiamento sia ancora così maledettamente indietro”.

Non si conosce l’identitá dell’autore, per ora (il dirigente scolastico dell’istituto ha dichiarato che sono in corso accertamenti) ,ma la notizia é giá arrivata all’attenzione nazionale e anche in Senato: la capogruppo di Forza Italia Anna Maria Bernini ha infatti condannato il gesto e invitato a fare luce sulla vicenda. Queste le sue parole:
“Mettere alla gogna in un ambiente scolastico una ragazza per aver scelto di abortire è un attacco inqualificabile ai diritti delle donne. Per questo va fatta piena luce su quanto avvenuto nella scuola di Piacenza: le istituzioni a tutti i livelli hanno il dovere di tutelare la privacy e la dignità delle donne costrette a compiere, spesso in solitudine, una scelta così difficile. Diritti che sono stati invece calpestati in modo ignobile criminalizzando una legge dello Stato e soprattutto una studentessa a cui sarebbero dovute solidarietà e comprensione, non certo il cordone di ostilità che le è stato costruito intorno”.
Anna Maria Bernini
Il post dei compagni della ragazza, già ricondiviso migliaia di volte sui social network, è stato ripreso anche dall’avvocato e attivista Lgbt Cathy La Torre, che su Instagram ha scritto “farò un esposto contro questo orrore. Se il diritto ha uno scopo è quello di generare diritti e rispetto. Non altro dolore”.
Anche “Non Una di Meno Piacenza” si è espressa sull’accaduto:
“Anno 2021. Scuola Piacenza. Una ragazza DECIDE di abortire e nei giorni in cui a scuola è attivo un progetto sull’Inclusività. Questo è ciò che trova sulla porta della sua classe. Dopo più di 40 anni dalla 194 siamo ancora in un Paese dove la libertà di scelta viene additata e giudicata. Dove devi sentirti in colpa per la SCELTA che fai. Lu student* della scuola non ci stanno e prendono le difese della ragazza dichiarando che ‘se si tratta di uno scherzo o di propaganda vogliono affrontare il tema con dialogo e confronto responsabile’. Alla ragazza tutta la nostra solidarietà e il suo pieno diritto di restare anonima. Fuori gli obiettori da scuole e ospedali. Fuori gli obiettori dalle nostre vite”.
Non Una di Meno – Piacenza





