L’ipotesi di un ricorso al Tar comincia a prendere corpo, supportata dalla nascita di un gruppo su Fb(Dante, Calvino, Faustini, Frank), di un comitato e dal proposito di scrivere al Prefetto. Il fronte del NO agli Istituti Comprensivi a Piacenza non arretra. Questa mattina presso la Scuola Media Anna Frank si é svolta una riunione, definita urgente, organizzata da alcuni docenti della Frank-Faustini-Nicolini e Dante-Carducci; rivolta ai docenti, alla valutazione di come cambierà la scuola nei prossimi mesi per loro e in generale per il sistema didattico piacentino, ma aperta anche a genitori e dirigenti. “Un momento di discussione consapevole e documentata alla luce delle informazioni oggi disponibili e delle numerose criticità emerse. Un confronto collegiale e condiviso per arrivare a richieste chiare e risposte concrete da parte dell’Amministrazione comunale del Provveditorato.”
Un confronto, dunque, per analizzare le criticità della proposta e i possibili strumenti per contrastarne l’applicazione secondo i tempi stabiliti. Trasporti, viabilità, sicurezza, ma anche organizzazione e nuove iscrizioni. La protesta non nasce da un rifiuto alla rivoluzione in sé, in cantiere da anni, ma soprattutto alle modalità con cui sta per essere attuata. Una verticalizzazione didattica che ha in sé elementi positivi, ma che “é impensabile far partire già a settembre 2026, anche alla luce dei ritardi dei cantieri che stanno realizzando le due nuove scuole medie, all’ex Pontieri e all’ex Manifattura Tabacchi.”

Nuove azioni di protesta e di mobilitazione sono al vaglio di docenti e famiglie; tanti i genitori contrari a questa riforma che cambierà radicalmente la mappa della scuola piacentina. Le attuali nove autonomie scolastiche diventeranno otto istituti comprensivi, con una presa in carico degli alunni dai tre ai quattordici anni.
Per molti si tratta di una scelta puramente politica che non tiene conto delle esigenze degli alunni, contraria dunque proprio a quella continuità didattica che si sbandiera come leva primaria dei Comprensivi.
Il ricorso? Ancora da valutare. Qualcuno tra i docenti presenti all’incontro é scettico “Costi, appelli, burocrazia, si rischia di avere tempi troppo lunghi. Per i genitori che hanno i figli già a scuola si rischia di arrivare alle superiori senza aver ottenuto ancora nulla.”
Ma la determinazione resta. Un gruppo di genitori, in particolare, non rinuncerà facilmente ed é pronto ad andare avanti.



