E’ soddisfatto Fabrizio Bertamoni, preside del Liceo San Benedetto di Piacenza, e soprattutto resta più che mai convinto della validità della proposta. 11 iscritti (per ora), tante idee e il coraggio di sostenere una didattica innovativa sono il punto di partenza della nuova Scuola Media di Piacenza, ufficialmente operativa dal prossimo anno scolastico 2026/27.
Un progetto nato dalla collaborazione tra il Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti (CPP) diretto da Daniele Novara e la Fondazione Licei San Benedetto (la foto di copertina ritrae Novara e Bertamoni durante un incontro con le famiglie); in pratica una scuola secondaria di primo grado basata sul metodo del pedagogista piacentino, prima esperienza in Italia di un approccio pedagogico centrato sull’educazione non punitiva, sull’apprendimento esperienziale e sulla valorizzazione del percorso di apprendimento.
Una proposta di cui si era già parlato nei mesi scorsi, con incontri e open day per le famiglie, per accompagnarle verso una scelta convinta.
” Potevamo partire già a settembre 2025- spiega il prof. Bertamoni-eravamo pronti, ma le iscrizioni erano poche; abbiamo quindi preferito aspettare, fare altri incontri con le famiglie, arrivare ad una consapevolezza, anche per i genitori e per i ragazzi, circa l’opportunità di sostenere e provare qualcosa di veramente nuovo.”
Dal punto di vista organizzativo, la nuova scuola media avrà lezioni dalle 8.30 alle 12.30, pausa pranzo, e ancora lezioni dalle 14.00 alle 16.00; il tutto su modello europeo.
L’orario si svilupperà dal lunedì al venerdì, sabato a casa. L’operatività didattica prevede anche una supervisione ogni mese con alunni, docenti e genitori, in una sorta di autoregolazione, secondo i principi di una comunità vera.
Le incertezze causate dalla rivoluzione dei Comprensivi che investirà la scuola pubblica piacentina hanno avuto un peso sulle scelte di alcuni genitori? Il dubbio é legittimo “Non ho seguito molto la vicenda-ammette Bertamoni-ma non credo che questo aspetto influenzi i genitori a vantaggio delle paritarie. Nel nostro caso, noi offriamo un modello completamente nuovo di didattica e puntiamo su quello, oltre che sulla preparazione dei nostri docenti e sulla qualità degli spazi che possiamo offrire.”

La nuova scuola secondaria di primo grado sorgerà infatti all’interno dell’Istituto delle suore Orsoline, nella storica, bellissima sede che oggi accoglie i Licei San Benedetto con due percorsi: Liceo scientifico ad indirizzo sportivo e Liceo delle scienze umane, opzione economico-sociale.
Il tutto a pagamento, questa é già una scrematura “Certo-ribadisce Bertamoni- é vero. Ma ogni volta che mi viene fatto notare, non posso fare a meno di ricordare che comunque anche la scuola pubblica ha dei costi, almeno per la comunità, per lo Stato: si parla di 8000 euro all’anno per ogni alunno/a”.
Ma come sarà quindi la nuova scuola media? Davvero senza voti?
Bertamoni rimanda a quanto ribadito più volte nei mesi scorsi, negli incontri con le famiglie e nelle occasioni di divulgazione attraverso la stampa. Il “senza voti” é uno slogan che attira la curiosità di molti, ma il progetto é molto più articolato e nasce da lontano.
Il metodo di Daniele Novara, sviluppato in oltre trent’anni di ricerca pedagogica e pratica educativa, si fonda su alcuni principi chiave: l’apprendimento cooperativo, la centralità dell’esperienza, l’educazione alla gestione del conflitto e l’idea che gli studenti imparino meglio in un contesto relazionale positivo e non giudicante.
“La lezione frontale verrà sostituita da un laboratorio maieutico-ha spiegato Novara in più di un’occasione- con il docente che mantiene il ruolo di regista preservando però la centralità degli studenti, il loro protagonismo. È in questo senso che nasce l’inserimento del mio metodo in una scuola che fa dell’innovazione e dell’approccio realmente pedagogico i suoi punti di forza. I ragazzi, le ragazze e i genitori e di Piacenza avranno un’opportunità unica: vivere la scuola come spazio di crescita, riconoscimento, accoglienza e sviluppo di tutte le proprie risorse. Un luogo in cui l’errore è una possibilità, il gruppo è una risorsa e la valutazione sarà basata non su classifiche ma sul riconoscimento dei propri progressi”.



