HomeAttualitàLorenzo Botti, Suggerimenti "Sono leadership anche senza stella Michelin"

Lorenzo Botti, Suggerimenti “Sono leadership anche senza stella Michelin”

In viale Malta dal 1989. E a cambiare non ci pensa proprio, se non nel caso di una location davvero speciale, magari in centro storico a Piacenza.

“Mi sarebbe piaciuto lo spazio occupato dall’INPS, quello che affaccia su piazzetta San Francesco. Ma non mi interessano locali che sono già stati di altri, in centro mi sposterei solo se trovassi uno spazio che non é mai stato ristorante”.

DIECI MINUTI con Lorenzo Botti, Suggerimenti a Piacenza: ristorante, ricevimenti, lounge, come ricorda la sua pagina Instagram. Chef, creativo, artista della cucina e non solo. Una forte personalità, originale, mai omologata, anche a rischio di non piacere a tutti per forza “Il menù? Non ce l’ho, nel mio locale non serve. Chi cerca questo tipo di proposta deve andare altrove”.

Nell’intervista per PiacenzaDiario Lorenzo Botti racconta anche i recenti successi. Un esempio su tutti, del maggio scorso “A Cremona, per il Rotary, abbiamo curato e allestito un grande evento al Teatro Ponchielli, ne hanno parlato in tanti”

Ne hanno parlato anche a Piacenza? ” Da Piacenza non ho mai avuto grandi riconoscimenti, ma comunque lavoro bene anche qua, ho fatto tante cose e godo di considerazione e stima da parte delle istituzioni; mi si riconosce serietà confermata in tanti anni di lavoro, ma anche empatia e capacità di far sentire il cliente coccolato a mille; oltre a doti umane che nel tempo ripagano. Per quanto riguarda la cucina, posso dire che sono migliorato molto in questi anni. Nel mio ristorante i clienti sono distratti, ma non da qualcosa che non va. Bensì da tanto é buono quello che trovano nel piatto”.

Bravo, ma mai stellato “In realtà due volte, molti anni fa, non come attribuzione personale, ma comunque a fianco di chef premiati con la stella Michelin. Devo anche dire-prosegue Lorenzo Botti- che oggi questo riconoscimento ha perso valore. Così come la Guida, sostituita da altri strumenti digitali, molto più agili e capillari, tra cui i social. Chi vuole informazioni su un ristorante cerca lì”.

Nessun cruccio dunque, per il fatto di non avere stelle e non solo ” Ritengo di essere leadership nel mio settore, anche senza stelle e aggiungo che la Michelin mi ha escluso anche dalla Guida, il mio ristorante non é nemmeno citato. Sono state privilegiate altre realtà, secondo una logica che trovo superata e che a me non interessa “.

I prezzi del tuo ristorante, dei tuoi eventi? La qualità si paga“Chiunque può venire da noi a mangiare anche solo qualcosa, senza l’impegno di un pasto completo, con la curiosità di provare piatti diversi e con il piacere di non dover pensare a nulla. Quindi c’é anche la possibilità di spendere meno. Ma ci tengo anche a dire che mi é capitato spesso, parlando di eventi e ricevimenti, di essere pagato più di quanto pattuito. E questo é il miglior riconoscimento al mio lavoro e a quello della mia squadra”.

Il futuro di Suggerimenti e di Lorenzo Botti? “Non ci penso, non ho un obiettivo, non mi sono mai fissato mete professionali, eppure sono arrivato fin qua:50 anni di lavoro di cui quasi 40 con lo stesso brand che é cresciuto e che é apprezzato un pò ovunque. Sono stato invitato anche alla Bocconi per illustrare il mio modo di accogliere il cliente; questo pochi anni fa, prima del Covid.”

Eventi, ricevimenti, piatti e proposte che sono diventati dei must, il tutto con cura ed eleganza. E tanta passione. Nell’intervista Lorenzo non le manda a dire, carattere dirompente, é autentico come lo stile che caratterizza la sua proposta. Che piaccia o no. Innegabilmente, un’eccellenza.

In una precedente intervista lo avevo provocato dicendogli che a volte il parlare di sé con tanto entusiasmo può far pensare ad una mancanza di umiltà. Ma forse é solo consapevolezza e orgoglio per quello che é riuscito a fare, partendo da una bottega in viale Malta e con tanto lavoro.

Un’idea di successo che Botti sintetizza raccontando con soddisfazione di quando un personaggio famoso, uscendo dal suo ristorante dopo una cena, ha salutato così:

“Attenti al gradino, quando tornerete al passato”

 

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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