“Da questa storia vorrei venisse fuori qualcosa di buono, vorrei aiutare chi sta passando una cosa simile, magari con un progetto per sensibilizzare i miei coetanei a non affibbiare etichette a chi abortisce, come fosse una poco di buono.”

L’ha detto a “La Repubblica” la 18enne piacentina a cui sono stati rivolti da un mittente anonimo (sarebbe comunque un altro studente dello stesso istituto superiore di Piacenza) bigliettini con frasi e disegni offensivi riguardanti la sua scelta di abortire.
Lei è stata coraggiosa: dopo aver visto le pareti “tappezzate di quei manifestini – prosegue nell’intervista – ho tremato, mi veniva da piangere, li ho strappati, accartocciati”, ma poi con le sue amiche ha trovato la forza di fare il giro delle poche classi in presenza e spiegare: “Abbiamo detto che l’aborto non è una scelta facile, ma chi si permette di giudicare che ne sa? Io ho avuto dubbi, paure, pensieri, succedono cose non programmate e a 18 anni, con il liceo da finire e l’università da iniziare, che futuro potevo dare a un figlio? Non è bello quel che è successo, ma ho fatto una scelta e non c’è giusto o sbagliato. È un fatto privato, difficile, ma le ragazze e le donne devono essere libere di scegliere senza giudizi e pregiudizi e io non mi vergogno”.
La studentessa ha anche reso noto che l’autore dei biglietti nel frattempo si è scusato con un nuovo cartello, sempre non firmato, che recita “immagini e messaggi erano ironici e non erano riferiti a nessuna persona in particolare. Per quanto fuori luogo, lo scopo non era certo quello di offendere o criticare qualcuno. Mi dispiace tantissimo per la situazione che si è creata, soprattutto per le persone che si sono sentite ferite. Chiedo scusa a tutti“.

La ragazza sempre a La Repubblica ha detto che da parte sua vorrebbe “incontrare chi è stato, parlarci, spiegare, solo io e lui, non pubblicamente…non cerco giustizia pubblica o vendetta, non voglio far male a nessuno, vorrei solo dimenticare questa storia e magari portare avanti un progetto per sensibilizzare i giovani su questo tema”.



