HomeCulturaArteDino Maccini "Mi piacerebbe realizzare una grande opera pubblica per Piacenza"

Dino Maccini “Mi piacerebbe realizzare una grande opera pubblica per Piacenza”

Una grande opera pubblica per la sua città. Tra i sogni di Dino Maccini, mosaicista piacentino conosciuto in tutto il mondo, c’è anche questo. Le tante e diverse committenze, i corsi tenuti anche all’estero, ne hanno fatto un artista di livello internazionale, abile nel proporre il mosaico come straordinario esempio di materia viva, pulsante, custode di saperi antichi, eppure così moderno nello stile e nell’espressività.

Passione, formazione, talento. Nelle opere di Dino Maccini c’é la padronanza di una tecnica che arriva da lontano, ma anche il desiderio di spingere quest’arte verso nuove prospettive. Il mosaico in Dino Maccini é strumento e base per opere tridimensionali, materiche, ma allo stesso tempo leggere fino alla trasparenza.

LEGATO A PIACENZA Profondamente legato alle sue radici, Maccini racconta “Mi consigliano spesso di aprire un laboratorio a Milano, ma io preferisco restare a Piacenza. A Milano ovviamente mi é capitato di esporre, ma non mi sposterei lì per lavorare e creare “. Lungo Corso Vittorio Emanuele, all’interno di uno dei tanti palazzi piacentini che svelano scorci inaspettati, il suo laboratorio si apre su spazi verdi e luminosi, un rifugio che é anche sede di formazione per nuovi artisti e di continua sperimentazione, in profondità “Lavorare ad un mosaico per me, ma anche per tanti altri, é una terapia. Rompere le piastre, ricavarne delle tessere e poi ricomporle in modo diverso é un pò come cambiare la propria vita, ridisegnandola in modo nuovo”.

LE OPERE Mosaici religiosi, figurativi, ambientali. Il mosaico nelle opere di Maccini appare quanto mai attuale, pur conservando il valore di tecniche antiche e di una manualità esperta, gesto e fatica mai sostituiti da facili automatismi. Drappi, ricami, trasparenze, ombre, movimento. Tra le opere che Maccini ama di più, ci sono sicuramente i due abiti femminili realizzati come sculture di mosaico e la riproduzione della Primavera di Botticelli “Una vera sfida. Un’opera impegnativa, che ha richiesto molto lavoro e molta ricerca, per rendere nel migliore dei modi abiti e volti”. Il mosaico anche su pareti o pavimenti “Abbiamo realizzato un pavimento di 22 mq da inviare in Russia-racconta Maccini-e sono tanti anche i mosaici parietali, ancora oggi molto richiesti.”

ARTE ANTICA NELLA CONTEMPORANEITA’ La passione per il mosaico, nel caso di Dino Maccini, é nata visitando le opere di Ravenna, più di venti anni fa. Colpito da tanta bellezza, da tanta storia, l’artista piacentino ha scelto di fondere tecniche antiche con un linguaggio moderno. Le sue opere sono uniche, curate nei dettagli “Non potrei mai usare tessere già pronte, tutte uguali, piatte, senza personalità. Ogni tassello é creato manualmente”. Marmo, vetro, smalto, vengono forgiati in modo da diventare elementi d’arredo, di design, segni d’arte che impreziosiscono luoghi di culto, abitazioni, spazi pubblici. Ai materiali più usati Maccini ne aggiunge altri, come schegge di legno o inserti di metallo; innesti legati di volta in volta a nuove esigenze espressive. “Di bozzetti nel cassetto ne ho tanti-conclude Maccini-ma non sempre ho il tempo per trasformarli in opere”. Il prossimo corso, nel suo laboratorio di Piacenza e con studenti anche stranieri, sarà sulle trasparenze. Quel bicchiere, nell’opera “Aperitivo” fotografata da Alessandro Bersani e pubblicata su Italia Oggi, ha già un suo posto nella storia del mosaico. Un’altra eccellenza piacentina, riconosciuta nel mondo.

 

 

Grazie ad Alessandro Bersani per le foto

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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