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INTERVISTE NEL METAVERSO

La piacentina Giada Verona racconta la vita virtuale su VR CHAT

Metaverso, intelligenza artificiale, chatGPT, realtà virtuale… termini divenuti sempre più familiari e che fanno ormai parte della nostra quotidianità.

Voglio condividere con voi un progetto cominciato qualche tempo fa, in cui, munita di avatar (ossia un alter ego virtuale), mi sono immersa nella virtual reality, realizzando alcune interviste proprio all’interno del cosiddetto “metaverso”. 

Mi sono collegata alla piattaforma indipendente VR Chat, che nulla ha a che vedere con il metaverso di Zuckerberg: qui la creatività degli utenti trova uno spazio pressoché illimitato, tutto è personalizzabile e customizzabile.

Su VR Chat ho incontrato la piacentina Giada Verona, admin della community VRChat Italia, che mi ha introdotto a questo mondo del tutto particolare, con le sue regole (poche, con tutti i pro e i contro del caso) ed abitanti: ogni giorno migliaia di persone da tutto il mondo si incontrano e interagiscono su VR Chat, arrivando a costruire rapporti e amicizie che non hanno nulla di virtuale. 

Ma chi sono gli utenti del “metaverso”?

Cosa cercano nella realtà virtuale che nel mondo reale forse non trovano? 

Nel video qui sotto alcune risposte a queste ed altre domande :) e più in basso qualche riga sul concetto di metaverso, che vi consiglio se avete poca familiarità col termine, o se vi interessa approfondire l’argomento.

 

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Il termine metaverso fu coniato nel 1992 da Neil Stephenson, autore di fantascienza che per primo lo utilizzò nel suo romanzo Snow Crash dove gli utenti sfuggivano ad un mondo distopico rifugiandosi nella realtà virtuale.

Negli scorsi dieci anni abbiamo visto crescere la popolarità della virtual reality grazie ai visori (caschi o maschere utilizzati per accedere alla VR, i cui schermi posti vicino agli occhi annullano il mondo reale dalla visuale dell’utente, rimpiazzandolo con una realtà artificiale. Il visore può contenere sistemi per la rilevazione dei movimenti, in modo che, ad esempio, girando la testa da un lato si ottenga la stessa azione anche nell’ambiente virtuale – da Wikipedia), ma, non tutti lo sanno – io per prima nell’approcciarmi a questo progetto – non è indispensabile un visore per accedere al “metaverso”.

Che cos’è il metaverso?

Si definisce metaverso un ambiente costruito in digitale, che può coincidere con realtà virtuale, aumentata o mista, dove è possibile muoversi attraverso un avatar e dove – scrive Emanuele Capone su Repubblica – “le interazioni fra gli utenti, che possono essere presenti in numero illimitato, simulano la vita reale e sono fluide e senza ritardi, dando una sensazione di effettiva presenza in quel luogo e in quel momento”.

Il metaverso è chiamato anche web 3.0, ed è l’evoluzione di internet come lo conosciamo oggi. Da quando Facebook nel 2021 ha cambiato il nome della compagnia in META, investendo miliardi di dollari nel progetto metaverso, il mercato è esploso e le “big tech” (ovvero i colossi della tecnologia) hanno iniziato a vedere la VR come un’opportunità di guadagno. NFT, compravendita di terre virtuali,  meeting di lavoro in VR… Sembra che alla fine si parli sempre di denaro o di lavorare per produrre altri soldi, soldi, soldi. Non sorprende che la gente non abbia già più voglia di sentir parlare di metaverso.  Anche l’idea che sia fondamentale dotarsi di un visore per accedere alle piattaforme di realtà virtuale non aiuta gli utenti ad avvicinarsi.

Ma se vi dicessi che il metaverso è divertente e soprattutto è già una realtà per tanti ragazzi da tutto il mondo che da anni lo vivono per ritrovarsi con gli amici, conoscerne di nuovi, sperimentare nuove identità… ma anche andare a ballare,  al cinema, visitare musei e addirittura dormire …?

Accade su VR CHAT, piattaforma nata dal basso che dal 2017 si sta sviluppando in modo completamente libero, tanto che qualcuno la paragona all’internet degli esordi.

Su VR CHAT ci sono infinite cose da vedere tanto che, ci dicono, non si riuscirebbe mai a perlustrare tutta la piattaforma. È presente anche una consistente community di utenti italiani che ho contattato per realizzare le interviste del video.

Tanti e interessanti gli argomenti che abbiamo trattato, ma ce ne sono altri ancora da approfondire. Per questo mi piacerebbe realizzare una parte 2 del progetto, e magari l’occasione potrebbe essere l’uscita sul mercato del visore della Apple (prevista per inizio 2024). Molti pensano che sarà proprio il Vision Pro a rendere la VR accessibile a tutti e  quindi parte integrante della nostra quotidianità, cambiando radicalmente il rapporto che abbiamo con la tecnologia.

LINK UTILI PER APPROFONDIRE:

 

Laura Parmeggiani
Laura Parmeggianihttps://www.piacenzadiario.it
Laura Parmeggiani è giornalista pubblicista e freelance nel settore della comunicazione. Si laurea nel 2015 in Graphic Design, ma è il video ad appassionarla particolarmente: proprio con questo mezzo inizia a raccontare la città sul blog "Piacenza Diario". Ha collaborato con la TV VideoPiacenza - Canale Italia 159, realizzando servizi e approfondimenti per la redazione del notiziario locale. Per alcuni politici locali cura la comunicazione social e tradizionale.
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