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Da tesi di laurea a catalogo. Pubblicato il lavoro di Fabio Obertelli per il Museo Diocesano di Bobbio

Il Museo Diocesano di Bobbio da oggi ha il suo catalogo. Ma le notizie sono almeno altre due: Piacenza può contare su una nuova giovane eccellenza e il territorio comincia ad affidarsi proprio ai giovani e alla cultura per ricominciare (o cominciare proprio) a valorizzare nel modo giusto ciò che é già sotto agli occhi di tutti, in modo ancora inadeguatamente opaco. Ma andiamo per ordine.

FABIO OBERTELLI L’eccellenza é quella del giovanissimo Fabio Obertelli, tre lauree, tre 110 con lode, tanta passione per l’arte, ma soprattutto tante capacità. Già protagonista di una nostra rubrica, Fabio, 26 anni, di strada ne ha già fatta molta. Premio Gemelli come miglior laureato dell’anno in Cattolica, Laurea Magistrale in Economia e Gestione dei Beni culturali e dello Spettacolo con tesi sul Museo Diocesano di Bobbio e, prima, Laurea in Economia, ha completato da poco anche il corso di studi in Beni storici artistici presso l’Universita’ di Macerata.

In pratica: un fuoriclasse della storia dell’arte che ha studiato anche economia, applicata a questo settore, oggi così strategico proprio per la ripartenza anche economica del paese. E se magari all’inizio poteva sembrare una scelta sbagliata, quella di non dedicarsi immediatamente e in modo diretto a questa passione prorompente, alla lunga invece é stata vincente. Curatore della collezione Giorgio Baratti di Milano e della mostra dedicata a Panini tuttora in corso presso Biffi Arte, ricercatore in ambito storico artistico e autore di pubblicazioni su riviste del settore, Fabio in questi giorni ha coronato un altro sogno a cui teneva molto. La tesi di laurea dedicata al Museo Diocesano di Bobbio, un lavoro a cui ha dedicato diversi mesi di studio nel 2020, é finalmente diventata un catalogo.

IL CATALOGO E IL SUO VALORE PER IL MUSEO Un lavoro scientifico rigoroso, quello di Fabio Obertelli, che darà dignità e peso ad una realtà culturale tra le più significative del nostro territorio; finalmente il Museo Diocesano potrà presentarsi al pubblico con un catalogo che illustra le opere dopo averle analizzate in profondità, ne traccia la storia, ne definisce il valore in sé e in collegamento al periodo e al contesto in cui si collocano. In tanti hanno partecipato con gioia e attenzione alla presentazione del catalogo che si é svolta oggi, 5 dicembre 2023, a Bobbio. Il clima era quello di un luogo ricco di grande considerazione da parte delle istituzioni e dei volontari che se ne occupano. Accanto a Fabio Obertelli, Paolo Rizzi, Direttore del Laboratorio di Economia locale dell’Università Cattolica di Piacenza, Sara Groppi coordinatrice del Corso Cives, sempre in Cattolica a Piacenza, Don Aldo Maggi fondatore del Museo Diocesano di Bobbio e Claudia Gentilini, volontaria e benefattrice del Museo, nonché finanziatrice della pubblicazione del catalogo.

La presentazione si é svolta alternando gli interventi dei relatori a brani eseguiti da Maddalena Scagnelli e Anna Perotti, musiche tratte da manoscritti di Bobbio che hanno impreziosito l’evento ed emozionato i tanti presenti.

Composto da 10 sale, il Museo custodisce oltre 150 opere e fu realizzato in occasione del Millenario della fondazione della Diocesi e della Città di Bobbio (1014-2014); si trova nel piano nobile del Palazzo Vescovile (sec. XI-XVIII) e nelle stanze poste sopra la navata destra della Cattedrale.

CULTURA, C’E’ SPERANZA ANCHE PER PIACENZA Sentendo la presentazione di Fabio Obertelli, che ha raccontato di come ha scoperto l’esistenza del Museo di Bobbio, una prima volta in gita con la scuola, poi tornandoci di sua iniziativa, infine accettando di restarci ogni giorno per mesi, a fare un lavoro capillare di analisi e catalogazione, ebbene, ho pensato che grazie anche a talenti come Fabio, Piacenza forse arriverà ad una valorizzazione convinta delle sue tante risorse artistiche. E magari riuscirà anche a farlo lavorando in rete. Un atto di restituzione, di considerazione, di amore per il luogo in cui viviamo, prima ancora che di opportunità e vantaggio. Ma certo c’é anche questo aspetto. La cultura, per anni negletta tra i vari aspetti su cui puntare (se si escludono le grandi città d’arte) oggi anche a Piacenza comincia ad essere considerata con più attenzione e, speriamo, con attribuzioni di ruoli in base a competenze e meriti. Già motore di interesse da parte della stampa nazionale e internazionale, fonte di orgoglio per tanti di noi, ciò che di culturale propone Piacenza potrebbe essere davvero il nuovo vessillo da mostrare come elemento identitario, la benzina giusta per farci ripartire. Bobbio, che in questo senso ha già investito tanto e bene, anche oggi ha dato una lezione da tenere presente. E da applaudire.

 

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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