HomeAttualitàUNO STUPENDO "PINOCCHIO" DA FAVOLA

UNO STUPENDO “PINOCCHIO” DA FAVOLA

A volte accade l’inaspettato, quello che non si credeva più possibile in questo mondo folle e complicato: la bellezza delle cose semplici, naturali, quel fare insieme affettuoso, gioioso, intelligente, quella gioia limpida , contagiosa e così rara a vedersi. Alla faccia del virtuale, dell’ipertecnologia, dei tanti “contatti” senza incontro, alla faccia di attori famosi impostati, con la pronuncia perfetta, ma proprio per questo anonima e persino fastidiosa. Alla faccia di allestimenti tanto costosi e pretenziosi quanto assurdi, il “Pinocchio, il segreto della vita” organizzato dall’Associazione Nel Nuovo Mondo al Teatro Duse di Cortemaggiore è stato un successo. Meritatissimo.

Quando ci sono le idee scaturite dalla delicata e incisiva fantasia collettiva, quando la regia è scorrevole, accattivante, brillante, i costumi sono allegri e “classici” fedeli alla fiaba, lo spettacolo può essere bellissimo anche se senza pretese di effetti speciali di cui non ha proprio bisogno. Si regge infatti benissimo sul suo linguaggio attualizzato che pure sa mantenere i contenuti della fiaba di Collodi col suo monito valido anche per i giovani di oggi e di sempre. Pinocchio impara a sue spese che rincorrere il facile denaro, non voler studiare , evitare gli impegni, ignorare i sacrifici che qualcuno fa per noi, significa mettersi in pericolo, farsi imbrogliare, trovarsi nei guai.Meglio imparare il più possibile per non farsi imbrogliare, meglio – come suggerisce la Fata turchina – mettere giudizio cioè imparare a giudicare le cose, a distinguere il bene dal male.La pièce è stata così piacevole da essere sembrata troppo breve. È stata un’ opera collettiva, partita da un’idea della regista Rosalba Rosi, dove ciascuno ha aggiunto parole, canzoni, gesti. Insegnanti, genitori e figli insieme, affiatati e sereni. Un’ insegnante recitava con tutta la famigia: lei, il marito e i tre figli. C’è stato posto per tutti, perché tutti volevano partecipare come i due tenerissimi topini. Non solo una recita, ma l’esempio di collaborazione, di collettività, di una piccola società ideale, come un grande coro in cui ciascuno mette la propria nota per dare origine alla splendida armonia complessiva. Con una differenza: in questo “Pinocchio” non solo si lavora insieme, ma ci si vuol bene e questo è ciò che maggiormente trasmette lo spettacolo, ciò che si percepisce e commuove.In questa piccola società ideale bisogna includere il Comune di Cortemaggiore che ha prestato il teatro anche per le prove. È raro che un’ amministrazione locale sappia puntare sui valori veri della sua comunità anche se vengono proposti in modo all’apparenza così semplice. In realtà gli organizzatori con così pochi mezzi (i costumi sono “fai da te”) sono riusciti a fare così tanto con così poco e per questo meritano ammirazione e una lode particolare.Lode anche al Comune di Cortemaggiore che non ha fatto come tante pubbliche amministrazioni che di solito puntano su grandi compagnie famose che però non saprebbero forse proporre una boccata d’aria fresca e pulita come questo tenero, educativo “Pinocchio”. Sarebbero tutti da citare gli interpreti che hanno recitato e alcuni anche cantato. Perfetta la ragazzina che ha interpretato Pinocchio, ma bravi, bravissimi tutti.Uno spettacolo da portare in giro non solo per la fiaba che tutti portiamo nel cuore, ma per quel modo semplice di fare teatro, per quell’ esemplare interagire fra scuola e famiglie, e per l’affettuoso, divertito rapporto tra genitori e figli. A questo speciale
” Pinocchio” va riconosciuto il coraggio di essere oggi controcorrente proponendo, in modo chiaro e gentile, quel “segreto della vita” che è l’eterno valore della bontà e dell’impegno, il comportarsi bene responsabilmente per essere davvero persone e non burattini.

Bruna Milani

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