Per la prima volta (finalmente!) un articolo che solleva una preoccupazione dei cittadini vede il commento della “controparte”. Ringraziamo quindi il signor Maurizio, evidentemente esperto illuminotecnico, per aver gentilmente chiarito alcuni aspetti dell’impianto luminoso esterno a Palazzo Farnese e per aver spiegato perché è impossibile, secondo lui, un’illuminazione interna “mobile”. Come giornalista è mio dovere raccogliere istanze e opinioni della gente, come cittadina esprimo il mio parere consapevole però che non siamo dei tecnici. Chiariamo subito che la contestazione non è rivolta all’impresa che ha installato l’impianto, ma alla scelta polltico amministrativa.
La ditta fa il suo lavoro, e lo fa bene, esegue il compito che le è ststo dato. Continuiamo però ad essere contrari alle luci colorate e all’intensità troppo forte. I colori potrebbero essere usati solo in specialissime occasioni anche se molti rimangono convinti che non sono affatto eleganti su edifici antichi, anzi li involgariscono.
Giusto invece, se si dimostrasse efficace, il suggerimento del sig.Maurizio
di abbassare la luminosità nei mesi di nidificazione dei rondoni. Egli dice che finora questi uccelli sembra non abbiano risentito della vecchia Illuminazione, ma l’attuale è maggiore. Speriamo bene. Saremmo tutti felici se i rondoni restassero. In quanto alle luci interne “itineranti” siamo certi che con le capacità raggiunte oggi dalla tecnologia, un po’ di inventiva e la volontà di riuscirci, si possa trovare la soluzione ad es. scostando di poco l’attacco delle tende dalle finestre e mettere le lampadine tra le tende oscuranti e i vetri e trovare poi altre soluzioni per le varie stanze.
Con le ultime conquiste tecnologiche e la competenza dei professionisti qualche idea in più si può realizzare.
Grazie dunque a chi, dall’alto della sua indubbia competenza, non ci ha ignorati né snobbati, ma ha dialogato coi lettori. Prendano esempio i politici. L’importante è che ci sia la volontà politica di voler ascoltare e capire per poi realizzare qualche “sogno” dei suoi cittadini.
Bruna Milani




Con la buona volontà e l’interesse di cercare le cose migliori per tutti (rondoni compresi) le soluzioni ottimali si possono trovare.
I cittadini non amano soluzioni politiche ma pratiche e soprattutto di buon senso.
Lo dico da fotografo di lungo corso con esperienza anche nel cinema e nella televisione:illuminare grandi superfici non è per niente facile. Certo se si installano i proiettori senza poi regolarne l’ampiezza del fascio di luce e l’orientamento si ottiene un risultato disordinato anziché uniforme di illuminazione a zone più intense e zone buie.
Per quanto riguarda il colore è decisamente di pessimo gusto in generale sugli edifici storici.