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SFORZA FOGLIANI«QUESTO FESTIVAL E’ UTILE PER LANCIARE L’ALLARME SUL PERICOLO DELLA PANDEMIA STATALISTA»

L’avv. Corrado Sforza Fogliani ha aperto la quinta edizione del Festival della cultura della libertà. «Abbiamo voluto organizzare ugualmente il Festival, anche se con modalità diverse dal solito a causa dell’emergenza sanitaria, perché in questo momento è ancora più importante, attraverso questa manifestazione, far risuonare l’allarme del pericolo statalista». Con queste parole Corrado Sforza Fogliani ha aperto dalla Sala Panini di Palazzo Galli la quinta edizione del Festival della cultura della libertà (tema di quest’anno, “Quali strategie per la libertà? Dalla cultura alla politica, dall’imprenditoria al diritto”) che si svolge esclusivamente in diretta streaming. L’avv. Sforza Fogliani ha sottolineato come gli aironi stilizzati simbolo del Festival tornino a librarsi nel cielo in un momento nel quale le menti vengono obnubilate dalla pandemia statalista, con uno Stato che esce rafforzato dalla situazione di disagio che la popolazione sta vivendo. «I poteri costituiti – ha argomentato l’avv. Sforza – provano quasi piacere che si formi una libido servendi che non può certo convivere con il pensiero liberale. Storicamente, da ogni pandemia, quindi da qualcosa di negativo, sono sempre uscite situazioni più aperte, più libere. Certo oggi c’è tanta sofferenza, ma ci sono state anche esagerazioni nelle misure di contenimento, esagerazioni contro le quali i liberali si sono fatti sentire, ritrovando unità».

L’ideatore del Festival ha espresso preoccupazione per la grave crisi economica all’orizzonte, che non si contrasta certo gettando miliardi in buoni vacanze o bonus monopattini. «In Canada – ha esemplificato l’avv. Sforza – nel mese di giugno sono stati creati 952.900 posti di lavoro con una semplice ricetta: regole certe e stato di diritto».

Aprendo il suo intervento Sforza ha ringraziato il direttore scientifico del Festival Carlo Lottieri, il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, Danilo Anelli e con lui tutti i volontari che hanno reso possibile l’organizzazione del Festival, che – è stato ricordato – non beneficia di alcun contributo pubblico o della comunità, tutti i relatori e lo staff della Banca di Piacenza.

Hanno portato il loro saluto, in collegamento, il direttore del Foglio Claudio Cerasa, Giacomo Messina in rappresentanza di European students for liberty e il consigliere comunale dei Liberali Piacentini Antonio Levoni.

Il Festival è proseguito con la prima sessione. Gli editori Guglielmo Piombini, Florindo Rubbettino e Michele Silenzi – coordinati da Antonino Coppolino -hanno tracciato un bilancio (positivo) di trent’anni di editoria a difesa della libertà e con la lectio magistralis su “Ciò che è vivo e ciò che è morto del liberalismo” tenuta dal prof. Luigi Marco Bassani.

Nel pomeriggio appuntamento dalle 15.15 con due sessioni in Sala Panini (“Costruire una rete, diffondere le idee. Associazioni e think-tank per la libertà” e, alle 17.15, “Fare politica al tempo del Covid-19: tra sospensione delle libertà ed espertocrazia”) e due sessioni, contemporanee, in Sala Verdi (“Come amministrare? Ipotesi a confronto” e “Strategie territoriali, autogoverno, libertà”).

Per assistere è possibile collegarsi attraverso i siti internet www.liberalipiacentini.com, www.culturadellaliberta.com e www.confedilizia.it.

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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