HomeAttualitàSCOPERTO INTRECCIO D'ARTE TRA MASCHERE E SANTI

SCOPERTO INTRECCIO D’ARTE TRA MASCHERE E SANTI

Non poteva essere che lui a scoprirlo. Lui, Guerrino Lovato, il “rabdomante dell’arte ” come più volte l’ho definito. Coltissimo studioso delle immagini, autore di pubblicazioni sull’arte, artista con quel fortunato, straordinario talento che lo fa scopritore d’importanti capolavori nascosti o, come di recente, capace di svelare opere d’ arte che erano sotto gli occhi di tutti, ma che nessuno ha mai notato. Nessuno tranne lui.

Suo il clamoroso ritrovamento di una testa in gesso autoritratto firmato di Canova del 1812 scoperta nel deposito del Comune di Bettona. L’ opera restaurata gode ora di una propria sala espositiva nella Pinacoteca del Comune di Bettona e l’anno scorso campeggiava sul manifesto della mostra che Perugia ha dedicato al Canova.

Sempre a Bettona, piccolo delizioso centro storico umbro che sorge davanti ad Assisi, altro importante ritrovamento: un piccolo tabernacolo in legno dipinto che Lovato attribuisce a El Greco, supportato dal ritrovamento di un documento del 1572. Lovato di El Greco scopre anche un altro tabernacolo sempre in Umbria a Castignano. Entrambi i ritrovamenti sono presenti in un suo libro nel quale ha catalogato ottanta tabernacoli.

Insolitamente curiosa la sua ultima scoperta: personaggi della Commedia dell’arte affrescati in compagnia di san Dionigi (protettore dei merciai), Davide, Mosè, gli evangelisti insieme alle figure delle virtù: Prudenza e Temperanza, Fortezza e Giustizia, Pace e Prosperità e la Misericordia.

Gli affreschi, dipinti tra il 1590 e il 1650 da importanti artisti dell’epoca, si trovano sulle pareti e in grottesche sul soffitto della Sala dei Marzari (merciai) dove si facevano gli affari e gli atti notarili, presso il Monte di Pietà di Vicenza.

È incredibile che nessuno di tutti coloro che hanno frequentato quella sala abbia mai notato lo strano connubio di sacro e profano alla faccia del noto proverbio “Scherza coi fanti ma lascia stare i santi” . Secoli di oblio fino a che il “Rabdomante dell’arte”, con l’occhio acutissimo dello studioso di immagini, lo ha notato. Forse era destino. Infatti Guerrino Lovato, appassionato di Carnevale (spesso ne indossa splendidi costumi) ha anche un passato di mascheraio di livello e fama internazionali.


Dal suo laboratorio e negozio di Venezia “Mondonovo” sono uscite le più belle maschere (ora nel Museo di Malo) della tradizione carnevalesca e non solo. Ha infatti eseguito, tra mille altre commissioni importanti, maschere per il regista Kubrick e le ornamentazioni del restaurato teatro La Fenice di Venezia. Chi meglio di lui dunque poteva notare in questi affreschi un “Pantalon de’ Bisognosi” in gabbia schernito da Rosaura e Brighella?

O Pulcinella col prosciutto rubato, ma con la bottiglia del vino vuota? La cortigiana che si fa ammirare? Il Moro coi baffoni a cui due torce bruciano le guance in ricordo della bruciante vittoria sui Mori nella battaglia di Lepanto ?

Scene comiche di Carnevale frammiste a spaccati circensi e cavalieri, animali fantastici. Il tutto inserito fra immagini sacre.

Aveva acconsentito tutto questo il mecenate nobiluomo veneziano Giovanni Dolfin (1622) che diventò vescovo di Venezia, la cui effige è posta sopra il portone del palazzo.

 

La scoperta di Lovato è molto importante sul piano artistico, ma lo è altrettanto dal punto di vista culturale, perché esempio di una libertà espressiva e di una gioia di vivere tipica della Serenissima di quel tempo quando sacro e profano non erano necessariamente antitetici, ma potevano essere complementari . Imperdibile la visione di questa scoperta ritenuta importantissima anche da Danilo Reato eccellente storico del Carnevale. È possibile visitare la Sala dei Marzari in visite guidate organizzate dal Monte di Pietà di Vicenza presso il quale si può acquistare il libro a cura di Lovato.

 

Di lui sono note le qualità di affabulatore che sa far appassionare all’arte umili e dotti, bambini e adulti, perché lo fa con istrionico brio, con pirotecnica simpatia e brillante eloquio, rendendo chiarissimi anche concetti difficili senza mai banalizzarli. C’è innato in lui qualcosa dei commedianti dell’arte :

 

quella spumeggiante gioia di vivere nonostante tutto, la battuta pronta, l’arguzia gentile, tutte doti che, se Guerrino Lovato è presente, trasformano le visite in un salottiero incontro fra amici fatto di simpatia e cultura nel vero spirito veneziano, vero spirito del Carnevale.

Bruna Milani

 

 

 

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