“MONASTIR” è un film del poliedrico artista piacentino FRANCESCO PAOLO PALADINO pluripremiato regista, musicista, soprattutto poeta. Il film sarà proietttato sabato 24 gennaio alle ore 17 nella sala del Cinema Jolly di San Nicolò dove spesso si presentano pellicole particolari di grande interesse culturale. È proprio grazie al Cinema Jolly che si potrà vedere quell’autentico capolavoro che è “MONASTIR” ed è un capolavoro perché di altissimo valore sia tecnico che contenutistico. Il film è un omaggio di Paladino al grande regista e scrittore sovietico Andrej Tarkovskj ed è frutto di un lavoro durato quasi quattro anni. Inizialmente scritto in versi è stato poi adattato alla voce della cantante americana
Dorothy Moskowitz. “MONASTIR” quindi è frutto prevalentemente di un Francesco Paladino poeta e infatti il film è diventato una poesia in movimeno, visiva e uditiva di immagini, parole e musica. Ce n’è già un assaggio nei primi suggestivi suoni che trasportano in un altrove misterioso e magnetico. 
La levatura di “MONASTIR” si fonda sul soggetto che solo a un poeta vero poteva venire in mente. Non raccontiamo la trama per non togliere la sorpresa agli spettatori, diamo soltanto alcuni elementi fantascientifici eppure così collegati all’odierna realtà terrestre. Ad esempio il tema dei detriti/reperti con cui inquiniamo e soffochiamo la Terra e stiamo riempiendo lo spazio extraterrestre.
Il protagonista del film deve proprio ripulire lo spazio e fra i detriti trova un diario che letto diventa reperto cioè racconta qualcosa di un passato che non si conosceva.
Vi si scopre il tentativo di produrre energia con la forza spirituale di menti pure, ma non è un film ingenuo o buonista, è anzi un film che smuove qualcosa nel profondo, interroga, apre a ipotesi impensabili, ma forse non impossibili. Dopo la sua visione “MONASTIR” può portare a chiederci come mai invece che puntare tanto sull’intelligenza artificiale non si potenziano tutte le capacità cerebrali che abbiamo e non usiamo e perché non proviamo a rivalutare la forza della spiritualità. Qualsiasi riflessione ciascuno farà dopo la proiezione di certo avrà goduto dell’angolazione insolita dalla quale Paladino ha affrontato il tema della dimensione umana soprattutto quella interiore, in un futuro nello spazio. Tra pianeti, galassie e satelliti Francesco Paolo Paladino ha saputo unire gli opposti: scienza e spiritualità, tecnica e fantasia, razionalità e sentimento. Lo ha fatto in modo perfetto mettendo in orbita il pianeta umano più immateriale e prezioso: la Poesia.
Bruna Milani



