HomeAttualità"L'ADAGIO" UNA MOSTRA E UN MASTER PER RICORDARE GIORGIO GAMBERINI

“L’ADAGIO” UNA MOSTRA E UN MASTER PER RICORDARE GIORGIO GAMBERINI

Una mostra nello spazio di Biffi Arte e un Master in Furniture Design al  POLI.design di Milano, per due studenti. Arte, giovani, futuro. Questo il modo migliore per ricordare Giorgio Gamberini, dirigente, imprenditore, artista scomparso prematuramente nel dicembre 2020. La moglie, Daniela Molinaroli, ha deciso di condividere la memoria di Giorgio, amore della sua vita, in modo concreto finanziando un percorso di formazione grazie al ricavato della vendita delle opere in mostra.

LA MOSTRA Un percorso espositivo di 35 opere negli spazi di Biffi Arte dal 2 al 12 settembre e un catalogo che propone la traccia artistica dell’esposizione ma anche scorci di vita di Giorgio e Daniela; insieme dagli anni del liceo, uniti da un amore forte, accomunati da sfide professionali affrontate insieme, anche se parallelamente, e da passioni condivise.

Il titolo, L’ADAGIO, unisce i nomi di DAniela e GIOrgio, ma è anche il nome della casa di Montesanto, sulle colline piacentine, dove la coppia ha vissuto anni felici e dove Giorgio amava dipingere. E forse, ripercorrendo un po’ la carriera di entrambi, manager e dirigenti di azienda in giro per il mondo a lungo, riflette anche l’idea di“rallentare”, senza mai fermarlo, uno stile di vita che gradualmente, nelle loro intenzioni, avrebbe dato più spazio alle passioni, allo stare insieme, al godersi scorci di campagna piacentina, all’arte. “La mia terza vita” diceva spesso Giorgio, come racconta la moglie, immaginando il suo impegno sempre più consistente nell’arte, il suo tempo sempre meno risicato destinato alla pittura.

IL PROGETTO DEL MASTER Molto conosciuto a Piacenza, anche per l’attività di progettazione e realizzazione in proprio di cucine in acciaio inox, con sede in via Garibaldi, Giorgio Gamberini era cosmopolita. I viaggi in tutto il mondo, come racconta la sua biografia che pubblico a margine, avevano affinato il suo gusto e completato la sua formazione nei settori del design e dell’arte in generale. Curioso e attento ai cambiamenti, amava i giovani, quelli intraprendenti, quelli, come lui, sempre pronti a seguire le loro passioni ovunque nel mondo. “E’ da qui che è nato il progetto del Master- mi spiega la moglie Daniela-un percorso di formazione che finanzierò con la vendita dei quadri di Giorgio, ma che verrà sostenuto economicamente comunque, a prescindere dai ricavi, e che magari avrà anche un seguito. La scelta è caduta su materie vicine alle passioni di mio marito, la sua capacità di progettare, il suo gusto, i suoi tanti talenti”

Giorgio e Daniela, insieme per 50 anni; gli scatti del catalogo li mostrano in età diverse, sempre uniti

UNA FESTA Commossa e ancora provata dalla perdita del marito, Daniela, di cui pubblico la lettera che spiega le finalità dell’evento e che introduce il catalogo, ha un desiderio ”La mostra-inaugurazione giovedì 2 settembre alle 19.00- sarà una festa. Non voglio che diventi una mesta cerimonia di commemorazione.” Un festa, un abbraccio a Giorgio Gamberini, nella cornice della sua arte e con gli amici più cari, pensando che il suo nome, e la sua vita così piena di bellezza e coraggio, possano ispirare e sostenere le scelte di qualche giovane laureato. Magari, chissà, saranno il trampolino giusto per alimentare nuove speranze e realizzare sogni.

LA LETTERA DI DANIELA

Quando in questo terribile 2020 mi ha lasciata “fisicamente” sola, anche attraverso i messaggi dei tanti amici che sinceramente addolorati si stringevano a me, ho capito che, pur essendo due individui con una propria personalità ben definita, siamo sempre stati coppia e come tale abbiamo vissuto la nostra vita veramente l’uno per l’altra per 50 meravigliosi anni. Eravamo al liceo, 15 e 16 anni, quando ci siamo innamorati per non lasciarci mai più. La nostra è stata una bella vita, con le gioie e i dolori di tutti, condivisi sempre con l’ottimismo di chi sa di essere amato.
Giorgio è ironia, gentilezza, intelligenza, leggerezza, capacità di rendere semplici situazioni complesse senza mai prendersi troppo sul serio.
Il nuovo per lui è vita, una continua esperienza da cui trarre capacità e insegnamenti.

Il giorno dopo il distacco penso a quale possa essere il modo migliore per mantenerne vivo il ricordo, un modo per festeggiare la sua passione per la vita, per l’arte, per il design, per i giovani e per tutto quello che abbiamo vissuto e sognato insieme.
E pian piano il progetto prende forma anche grazie ai tanti amici che lo ricordano sui social pubblicando i suoi quadri e ad altri che chiedono di acquistarne; ecco…i suoi quadri come mezzo per permettere a due giovani di arricchire le proprie conoscenze e seguire le proprie passioni, finanziando un Master in Furniture Design al  POLI.design. di Milano.
Il master affonda le proprie radici culturali nel “modello italiano” di relazione tra impresa e design, ma si pone allo stesso tempo l’obiettivo di sviluppare nuova conoscenza per sostenere l’innovazione necessaria a rispondere alle sfide poste dai cambiamenti tecnologici, sociali e di mercato.
Tutti temi che Giorgio aveva profondamente a cuore, che abbiamo condiviso per tutta la vita e che continueranno ad essere.

BIOGRAFIA
Giorgio Gamberini
(Sacile 22/05/1954-Piacenza 07/12/2020)

Giorgio Gamberini nasce a Sacile (PN) da mamma friulana e padre bolognese, Ufficiale dell’Esercito di stanza in Friuli. Lì vive gli anni della prima infanzia, in seguito al trasferimento del padre abiterà a Roma che rimarrà per lui la città più bella al mondo, per approdare poi a Piacenza nei primi anni 60. 
Conseguita la Laurea in Ingegneria Meccanica nel 1979 al Politecnico di Milano e assolto il servizio militare come Ufficiale di Artiglieria a Cavallo a Milano, diventa progettista di sistemi flessibili di produzione per la meccatronica Mandelli, per la quale apre la filiale americana a Detroit e quando racconta il suo arrivo nel Michigan ricorda quanto sia rimasto colpito dal vedere le vetrine di giocattoli con solo bambole di colore.
Nonostante sia profondamente cosmopolita, decide di rientrare in Italia per non rinunciare alla sua bellezza anche e soprattutto artistica. Di nuovo in Mandelli si occupa del mercato asiatico, l’Iran è una delle mete più frequenti, ricordo con piacere i suoi rientri con caviale e pistacchi e con terrore quando nel 91 sorvola l’Iraq durante la prima guerra del Golfo e il suo aereo attraversa quei cieli ripetendo in continuazione: “Siamo un aereo di linea della Lufthansa, non sparate!”
I racconti dei suoi viaggi hanno sempre affascinato chi lo ascolta perché sono una divertente rappresentazione degli usi e costumi di popoli differenti vista con il suo sguardo arguto e curioso.
Come Direttore Generale della Foster poi, continua a girare il mondo dall’Europa al Far East, dalla Cina all’Australia portando a casa dai suoi viaggi insieme ai nuovi business, nuove esperienze, nuova luce, nuovi colori, nuove idee.
Ed è qui a Brescello, nel paese di Peppone e Don Camillo, che si innamora dell’acciaio inox, materiale duttile, tecnologico e moderno.
Il fascino dell’acciaio e la voglia di mettersi direttamente in gioco, lo portano nel 2002 ad aprire uno show room, a Piacenza nel cuore del centro storico, in cui fare quello che ha imparato: progettare e realizzare in proprio cucine in acciaio inox.
Finalmente tutto ciò che è stato puro piacere diventa anche un lavoro.
In quell’estate ricomincia a dipingere, sì perché esiste una prima produzione di piccoli oli su tela degli anni 80. Ama raccontare che la primissima produzione è iniziata a 6 anni sulla terrazza di casa a Roma, grazie alla mamma che, quando lui si annoiava, gli diceva di dipingere i vasi di terracotta con l’acqua, l’opera d’arte svaniva in fretta e lui ne creava subito un’altra. 
Riprende a dipingere nel portico dell’Adagio a Montesanto, voluto ad immagine e somiglianza delle colline senesi, dove bambino prima e ragazzo poi, frequenta zii paterni a Sinalunga. Quanto lavoro, quanta passione, quanti colori, quanta contemplazione, quanto furore creativo e quanta attesa, quando, seduto, fissava un suo quadro con aria rapita per trovarne la prosecuzione: ricordo che allora gli dicevo ridendo “vorrei tanto essere guardata così”. Contemporaneamente nel suo studio “a bottega” sperimenta piccoli e grandi prototipi: sgabelli, lampade, appendiabiti e svuota tasche, tavoli e piccole cucine su ruote sempre con la leggerezza che lo contraddistingue.
Mette a frutto la sua capacità di progettare con la conoscenza dei materiali inseguendo anche qui la sua vena creativa.
Ama i giovani, quelli intraprendenti, quelli capaci di inseguire passioni nel mondo. Non abbiamo figli ma ci dedichiamo volentieri ai figli degli “altri”: nipoti e figli di amici passano da lui, da noi, per condivisione e consigli su studi, lavoro e problematiche familiari o amorose; dedica loro tempo per gli studi, soprattutto di matematica e di inglese, e li consiglia senza mai forzare le loro scelte con la capacità innata di vivere e lasciar vivere, essendo sempre lucido e a volte anche tagliente nei giudizi sulle persone, apprezzandone però le qualità positive e facendosi per questo tanto amare.

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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2 Commenti

  1. Io penso che la formazione sia l’aiuto piu concreto a chi non se la puo permettere e che sia anche la strada per un mondo migliore e per i designer anche piu bello. Non potevi fare di meglio Daniela.

  2. Con grande commozione abbiamo letto questo bellissimo articolo che delinea perfettamente la figura di Giorgio ,una bella persona che porteremo sempre nel cuore ,ringraziamo Daniela ,impareggiabile “musa ispiratrice” per questa illuminata iniziativa

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