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ILLUSTRATA ALLA BANCA DI PIACENZA LA NUOVA ENCICLICA. MONS. GIANOTTI HA APERTO L’AUTUNNO CULTURALE

A sole 30 ore dalla sua pubblicazione, la terza enciclica di Papa Francesco – “Fratelli tutti” – è stata protagonista a Palazzo Galli (in Sala Panini e nelle altre sale videocollegate) del primo appuntamento del ricco Autunno culturale della Banca di Piacenza che – come tradizione – è stato aperto da un vescovo, quest’anno mons. Daniele Gianotti, della Diocesi di Crema. Il presule aveva scelto come tema “Salvarsi insieme”, tema legato a quello che abbiamo vissuto con la pandemia. «Il Papa – ha spiegato mons. Gianotti – nella nuova enciclica torna tre volte sul concetto del “salvarsi insieme” ed è stato quindi naturale da parte mia pensare di proporre, per l’occasione, un primo sguardo introduttivo su questo testo, dove si riflette sulla circostanza che la tragedia globale della pandemia ci ha fatto capire di essere un’unità mondiale che naviga sulla stessa barca: “Abbiamo bisogno – scrive Francesco – di far crescere la consapevolezza che o ci salviamo insieme,oppure nessuno si salva”»

L’illustre ospite è stato presentato dal presidente esecutivo Corrado Sforza Fogliani («Crema è un bellissimo centro, dove la Banca è presente con una filiale da 16 anni»), che al termine della conferenza gli ha consegnato la targa dell’ospitalità piacentina. Nel ringraziarlo per aver accettato l’invito, il presidente Sforza si è augurato di averlo in futuro ancora ospite a Palazzo Galli, «come lo è stato tante volte il nostro vescovo emerito mons. Gianni Ambrosio, che saluto e ringrazio di essere intervenuto».

Per illustrare i contenuti dell’enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale, mons. Gianotti ha mostrato in anteprima un video della Santa Sede. “Nel firmare la sua terza enciclica ad Assisi – si legge nel filmato – il Santo Padre ha voluto riconoscere la sua ispirazione in San Francesco («come aveva fatto – ha osservato il vescovo di Crema – anche nella “Laudato Sì”»). Sulle orme del Santo di Assisi, ci invita a sognare insieme e a far fronte alle ombre dei conflitti, alle sofferenze e al conformismo”. L’enciclica sociale («perché si rivolge a tutti, non essendo dottrinale», ha spiegato il relatore) individua otto temi di riflessione. Le ombre di un mondo chiuso (“Siamo sempre più divisi, sempre più soli. Si scartano coloro che sono inutili, che non servono. Molti perdono i propri diritti e soffrono a causa di nuove forme di schiavitù”. Dov’è la dignità umana?”); un estraneo sulla strada (“Il Buon Samaritano ci mostra che ci sono cammini di speranza. L’uomo ferito che giace lungo la via è ignorato da molti. Solo uno si è fermato, gli ha fatto dono della vicinanza. Nel mondo di oggi, con tante ferite aperte: passiamo oltre, indifferenti? Siamo come il Buon Samaritano? Dobbiamo scegliere”); pensare e generare un mondo aperto (“Arrivare alle periferie dove vivono gli ‘esiliati occulti’. Pensare alla dignità di ogni persona. Prenderci cura gli uni degli altri. Donarci sinceramente agli altri. Possiamo fare molte cose per evitare il pericolo peggiore: non amare”); un cuore aperto al mondo intero(“L’essere umano non ha frontiere. Di fronte ai limiti di queste barriere possiamo accogliere, proteggere, promuovere e integrare le diverse persone che arrivano. Apriamo il locale all’universale, arricchendoci di altre culture”); la migliore politica (“Possono esistere la fraternità universale e la pace sociale senza una buona politica? Che sia la somma della volontà degli individui e avanzi verso la giustizia per tutti. Una politica che porti la dignità umana al centro e abbia la carità sociale come pilastro. Che affronti i problemi del mondo di oggi e rinnovi le strutture e le organizzazioni sociali.

«Questa enciclica – ha sottolineato mons. Gianotti – non dice niente di nuovo, affronta temi che il Papa ha proposto in tantissime occasioni. Ma è preziosa, perché organizza gli insegnamenti del Santo Padre, che ci chiama al desiderio mondiale di fratellanza».

«“Fratelli tutti” – ha concluso il vescovo di Crema – rappresenta un elemento di continuità con il Concilio Vaticano II, perché esprime il desiderio della Chiesa di non sottrarsi a ombre e difficoltà e porta a compimento un percorso di riconciliazione con la modernità, rivendicando però il ruolo pubblico della religione, che la modernità ha invece relegato a fatto privato. Il Papa dimostra attenzione anche alla coscienza storica: fatti come la shoah e i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki devono essere uno stimolo per costruire un futuro più giusto e fraterno».

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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