L’ aria e la nostra vita sono ormai sature di onde elettromagnetiche i cui effetti pericolosi sulla salute e sulla mente sono noti agli studiosi, ma i risultativengono accuratamente taciuti. Difficilmente ne sentiamo parlare, perché non è la salute dei cittadini e ancor meno la salvaguardia della loro intelligenza che interessa il potere politico e quello economico, anzi.
La colpa però è anche nostra che, senza porci domande, corriamo, entusiasti come bambini con il giocattolo nuovo, dietro a tutte le novità tecnologiche: dai modelli smartphone alle auto elettriche, dall’intelligenza artificiale ai missili nello spazio.

Infantilmente ci fidiamo di chi ci procura il giocattolo e del resto come potremmo pensare che chi dovrebbe tutelarci non ci ama e se ne infischia di noi ?
Basta che compriamo! Che sia Italia o UE poco importa, sanno come stanno le cose, ma gli affari di pochi vengono prima di tutto. Le regioni Basilicata e Calabria sono le uniche ad aver riconosciuto i danni alla salute causati dalle onde elettromagnetiche . Una legge italiana prevede che prima di modificare la soglia di tolleranza di questo tipo di rischio ci sia un incontro fra Governo, Regioni, Sindaci e Comunità Montane.
L’incontro doveva avvenire tra dicembre e oggi, ma non c’è stato. Rischiamo al solito che invece di ridurre l’inquinamento si alzi la soglia di tollerabilità incuranti delle conseguenze sulla salute e sull’ambiente. Ci sono persone che, a causa dell’alta sensibilità alle onde elettromagnetiche, sono costrette a dormire in auto nei boschi perché in casa hanno troppi strumenti collegati a wi fi e non riuscirebbero a dormire. A Trento ci sono persone a cui si alza la pressione e sanguina il naso se si avvicinano alla torre del 5G. Bisogna scollegare wi fi quando non serve. Uno studio ufficiale europeo rileva che una percentuale di europei del 3-5% , pari a un minimo di tredici milioni, è sensibile a tali onde. I più vulnerabili sono i bambini soprattutto i più piccoli che assorbono le onde direttamente guardando cellulari e computer o indirettamente se circondati da strumenti digitali. In auto il cellulare va messo im modalità aereo soprattutto se ci sono bambini.
Le onde elettromagnetiche vengono assorbite dagli occhi, dal viso, dal cervello, dall’ipotalamo in particolare. Non c’è da stupirsi se i risultati INVALSI attestano l’abbassamento intellettivo negli studenti. Ignorando questo si investe sempre più sul digitale nelle scuole, si sostituiscono i libri coi tablet, i contatti personali con quelli via e-mail o Skype come se la salute fisica e mentale dei giovani non fosse importante. I danni da esposizione a onde elettromagnetiche sono molto vari. Sintomi che molti medici non sanno né inquadrare né trattare sia perché sono pochi i medici aggiornati sui danni da nuove tecnologie sia perché costretti a seguire protocolli imposti da chi vuole omologare tutti e dimentica che ciascuno è unico come invece ben sapevano i medici quando erano ancora liberi di curare secondo scienza e coscienza. Alcuni esperti e ricercatori, medici irriducibili e cittadini ancora capaci di riflettere indicono lo sciopero digitale il 30 aprile, giorno entro il quale il governo doveva discutere sulle onde elettromagnetiche e non lo ha fatto.
Spegniamo dunque tutto, scolleghiamoci, ripuliamo l’aria e la nostra vita, almeno per un giorno, per far capire a chi di dovere che non può decidere senza di noi sulla nostra salute e che il progresso va monitorato continuamente e testato bene prima di invadere e condizionare la nostra vita.
Bruna Milani



