E’ un orizzonte di grandi cambiamenti quello che sta interessando la tv italiana; una rivoluzione che prevede che parte delle frequenze siano trasferite ai gestori telefonici che le utilizzeranno per il 5g, la rete mobile di ultima generazione, mentre per quelle rimaste libere, si passerà a uno standard di maggiore qualità, che occuperà meno spazio e trasmetterà immagini in alta definizione. I tempi della transizione non sono ancora certi, però un dato è più che probabile: circa sei milioni di famiglie che non hanno apparecchi compatibili, dovranno aprire il portafogli, acquistare un decoder, una cam o un nuovo televisore.
Tra le opzioni disponibili, c’è anche Tivùsat, piattaforma digitale satellitare gratuita che trasmette dai satelliti Hotbird della flotta Eutelsat (13* Est): i suoi numeri dimostrano che è già un pezzo rilevante del sistema televisivo. “D’altronde, rende disponibile oggi quello che il đigitale terrestre darà, forse, domani” spiega Giuseppe Borea, piacentino, esperto di televisione digitale, consulente dal 2009 di Tivu Srl, (societa’ partecipata da RAI, Mediaset, Telecom Italia, Associazione TV Locali e Aeranti Corallo), proprietaria della prima piattaforma italiana digitale satellitare gratuita.

Un curriculum, quello di Borea, di grande spessore anche grazie ad incarichi prestigiosi ricoperti in passato: e’ stato Presidente e amministratore delegato di Nokia Italia, direttore commerciale prima di Tele+ e poi di Sky, per le quali ha guidato il processo di transizione tra gli azionisti Vivendi e News Corporation di Rupert Murdoch. Dal 2004 Borea ha assunto l’ incarico di consulente per Mediaset, per la quale collabora ancora oggi attraverso la Societa’ Tivu Srl (di cui Mediaset e’ azionista per circa il 48%).
A Giuseppe Borea chiediamo dunque di chiarirci le idee in merito a come sarà la nuova tv e a come Tivùsat stia contribuendo per rendere questo passaggio semplice e soddisfacente per gli utenti.
La missione di Tivùsat- spiega Borea- e’ quella di rendere disponibile la fruizione delle trasmissioni televisive dei principali broadcaster nazionali ed internazionali agli utenti non raggiunti dalla tecnologia cosiddetta ”digitale terrestre”.
Che tempi ci saranno per il passaggio tra vecchio e nuovo standard?
Il digitale terrestre vivra’ un periodo di transizione, entro fine 2022 si completera’ una prima fase che comportera’ il ricambio dei televisori piu’ vecchi, ma non finira’ qui, a partire dal 2023 e per gli anni successivi ci sara’ il passaggio alle trasmissioni DVB-T2 che mandera’ in tensione un numero importante di televisori. Non credo che la qualita’ del digitale terrestre risultera’ migliorata, vedremo. Chi ”passa” a Tivùsat sara’ al riparo da ogni presente e futura tempesta tecnologica o politica.
Quante famiglie non ricevono la tv digitale terrestre?
È un dato davvero complicato da calcolare. La copertura non è omogenea. Le
macchie possono essere di ricezione totale, non molto estese, o più consistenti con
una copertura parziale.
Problemi e inconvenienti da cui Tivùsat è esente.
Esatto. La piattaforma conta già 60 canali in alta definizione contro i nove del
digitale terrestre. Molti altri ne arriveranno. Rappresenta un’opportunità per gli spettatori e per gli editori. La banda sul satellite costa un 15esimo rispetto a quella terrestre. E poi il bouquet Tvsat è l’unico in Italia già in grado di offrire sette canali in 4K, tra cui quello della Rai.
I contenuti disponibili sul satellite spaziano dall’intrattenimento ai film, dalle serie televisive ai programmi per bambini, senza dimenticare i principali eventi sportivi a partire dal grande calcio: Champion’s league, Coppa Italia e l’ultimo atto delle qualificazioni ai Mondiali degli Azzurri di Roberto Mancini in vista del Qatar, il tutto in alta definizione. Inoltre, c’è il bouquet esclusivo di canali di news internazionali, da Al Jazeera a Bbe World News, da France 24 a China Global Television, fino a Cnbc e Bloomberg. È stato fatto un lavoro enorme in questi anni, con una pesca a strascico che ha convinto praticamente tutti a salire a bordo. AII’inizio nessuno conosceva Tivùsat e si avvertiva un po’ di scetticismo. Ora gli spettatori hanno l’imbarazzo della scelta. E poi ci sono anche altri canali esclusivi . Penso ad Arte, franco-tedesco dedicato alla cultura. O a Mezzo, I’unica offerta televisiva al mondo totalmente focalizzata sulla musica classica, il jazz, la danza. Sul digitale terrestre non si trova niente del genere.
Quanti italiani hanno già Tivùsat?
L’ auditel stima siano 2,7 milioni di famiglie, mentre le smart card attivate sono 4.500.000 con una penetrazione sui nuclei famigliari del 17%. L’ obiettivo e’ di raggiungere i 5 milioni di smart card attivate entro il 2024.
Chi sceglie Tivùsat dovrà preoccuparsi dei cambiamenti in arrivo nel mondo della televisione?
Assolutamente no, ha già adesso quello che il terrestre darà forse tra due-tre anni. È
la macchina del tempo che porta nel futuro. Basta salire a bordo.
Quanto si spende? Sono previste agevolazioni?
l bonus ci sono. Per il resto serve una parabola e un singolo investimento per la Cam, che viaggia tra i 90 e i 100 euro. Oppure bisogna dotarsi di un decoder, che va tra i 100 e 140 euro. Si paga qualcosina in più se si opta per il 4K, che offre prestazioni superiori. Ma ne vale la pena.
Parliamo di Piacenza, quanti piacentini vedono già Tivùsat?
Siamo messi molto bene a Piacenza, la penetrazione sui nuclei famigliari e’ del 23% in crescita costante, siamo un punto sopra Parma (22%), quattro sopra la media regionale (19%). Insomma, i piacentini sono attenti agli sviluppi tecnologici sia qualitativi che quantitativi, e non si lasciano scappare una offerta così completa, per di più gratuita!









Il dott. Borea riesce a spiegare in modo semplice la Tv del futuro.
Ottimo servizio di informazione precisa e competente da parte del super esperto Dr Giuseppe Borea Molte grazie ho apprezzato la pubblicazione di una intervista utile alla comprensione del cambiamento digitale