Proviene da una collezione privata il grande bronzo de Il dormiente, opera di Arturo Martini, che sino al 20 aprile accoglie i visitatori della Galleria Ricci Oddi e si offre allo sguardo dei passanti di via San Siro, sostituendo La Pisana del medesimo artista, in prestito alla mostra Notti presso la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. La grande statua è uno dei tre esemplari fusi in bronzo nel 1986 presso la Fonderia Battaglia di Milano a partire dal gesso del 1921 oggi conservato alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma.
La scultura, originariamente destinata a Mario Broglio, fondatore e direttore tra il 1918 e il 1922 della rivista “Valori Plastici” fa del possente nudo maschile, raffigurato seduto, un corpo dai volumi ampi e semplificati. Un braccio si piega a reggerne la testa, mentre con gli occhi chiusi il dormiente accenna un sorriso quieto e misterioso come quello di una statua etrusca. Al grande bronzo si affianca un incisivo Autoritratto in terracotta. Databile tra il 1922 e il 1923, restituisce le sembianze di Arturo Martini poco più che trentenne, fermandone il volto in un atteggiamento fortemente espressivo, gli occhi puntati sul riguardante, i capelli ravvivati all’indietro, la bocca appena dischiusa come nell’atto di prendere la parola.
Al pari de Il dormiente, anche questa terracotta proveniente da raccolta privata, è resa disponibile grazie alla preziosa collaborazione della piacentina Ed Gallery. Di queste opere e dell’eccezionale parabola artistica di Arturo Martini, palerà Fabrizio Malachin, direttore dei Musei Civici di Treviso in un incontro dal titolo Arturo Martini. Il genio della scultura del Novecento in calendario giovedì 12 febbraio alle ore 18:00 presso la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi (ingresso libero). Un’occasione preziosa per ripercorrere la vicenda di uno dei più grandi scultori del XX secolo attraverso le parole di un affermato studioso dell’artista. Fabrizio Malachin, Arturo Martini. Il genio della scultura del No



