Un’ora di sole, poco più, ma tanto é bastato a farne ancora un evento speciale. Dopo giorni di pioggia, e appena prima della neve, anche il cielo sulle colline di Mandrola si é aperto per rendere omaggio al Ten. Gianni Cademartori e al S.Ten. Piergiorgio Zanovello, i giovanissimi piloti vittime di un incidente aereo che in tanti, 52 anni dopo, hanno voluto ricordare. Il sole, e tre splendidi lupi, con tanto di tricolore al collo, hanno contribuito a rendere ancora una volta indimenticabile questa giornata. Speciale, come il monumento realizzato e completato con passione e creatività dall’artista Nemo Salvatore Russo.


Una tragedia, quella di Mandrola, che colpì in modo profondo, spezzando due giovani vite. 27 e 25 anni, questa l’età di Cademartori e Zanovello quando restarono coinvolti nell’incidente a Mandrola, il 14 febbraio 1973. Un dramma ancora senza certezze, quanto a cause. Chi era presente, tra quelli che abitavano e che ancora abitano a Mandrola, non ha dimenticato il boato e quello che rimase di due aerei, due F-104, che impattarono l’uno contro l’altro, tra nebbia e neve.

La “Croce dei Venti” e le foto dei due piloti, hanno dunque completato il monumento ideato e realizzato da Nemo Salvatore Russo, già inaugurato lo scorso anno, e dedicato a due eroi morti troppo presto.
Ex Sottufficiale del 155° GR, di stanza per qualche anno all’Aeroporto di San Damiano, Nemo Salvatore Russo ha lavorato ancora una volta senza risparmiarsi coinvolgendo con la sua arte e con la sua energia tante persone, tra istituzioni, associazioni, ex ufficiali dell’Aeronautica e semplici cittadini.
Nella giornata del 52° anniversario, sono state inaugurate e benedette dal cappellano militare don Luigi Marchesi, la “Croce dei Venti” e la Bandiera, “A Perenne Memoria del Sacrificio dei Nostri Piloti Deceduti” mentre il tenente colonnello Salvatore Occini, Comandante del Distaccamento Aeroportuale di Piacenza San Damiano , ha presieduto in modo ufficiale la cerimonia di scopertura delle foto dei piloti e della targa ricordo di tutti gli Ufficiali e Sottufficiali del 155° Gruppo di ieri e di oggi.
Una cerimonia semplice, ma sentita, che ha rinnovato in modo autentico e sentito tutta l’emozione che il ricordo di quella tragedia porta ancora con sé.
Non sono voluti mancare i rappresentanti delle principali istituzioni:il Comune di Rivergaro, il Comando del Distaccamento Aeroportuale di Piacenza “San Damiano”, il Comando del 6° Stormo di Ghedi, il Comando del 155° Gruppo. Presenti anche le associazioni A.A.A. di Piacenza, Fiorenzuola, Lugagnano Val d’Arda,Treviglio, Casorate, la sezione CRA di Fidenza, e ancora, amici ed colleghi dei due piloti coinvolti nell’incidente del ’73.
Tra loro anche il generale Roberto Bordigato, destinato a quel volo del ’73 insieme al Ten. Gianni Cademartori, sostituito all’ultimo dal S.Ten. Piergiorgio Zanovello, per un improvviso problema di salute. Lo ricorda lui, ancora emozionato, nell’intervista realizzata da Carlandrea Triscornia direttore di QuotidianoPiacenzaonline.
L’abbraccio di Mandrola Qualcuno dice che a Mandrola c’é un’energia particolare. Poche case, un’agriturismo, verde e boschi tutt’intorno, sulle colline sopra Rivergaro. L’aria pulita che si respira qui racconta qualcosa anche di chi, in questa frazione, ha scelto di viverci. Una comunità silenziosa, riservata, autentica, che sa accoglie senza chiedere niente i tanti che passano di qua, alla ricerca di natura e di pace.

Mandrola ha accolto, per sempre e con gesti concreti, anche ciò che rimane di quella terribile tragedia del ’73. Non solo i poveri resti, ma soprattutto il ricordo, vivo più che mai, di due giovanissimi eroi e delle loro speranze.
Sergio Gioia ha ospitato per mezzo secolo il primo monumento, Marco e Francesca Bessi, hanno donato il terreno che oggi ospita il monumento di Nemo Salvatore Russo. Tutti gli abitanti, ciascuno a modo suo, rendono omaggio ogni giorno al Ten. Gianni Cademartori e al S.Ten. Piergiorgio Zanovello. Piccoli gesti quotidiani, grande cuore. Un cuore che pulsa ancora dopo oltre mezzo secolo.



