HomeAttualitàCHE BELLO SE I GATTI GOVERNASSERO IL MONDO!

CHE BELLO SE I GATTI GOVERNASSERO IL MONDO!

In uno studio recente dell’Università di Leuven in Belgio si è scoperto che il DNA dei gatti non si è mai modificato nel tempo. Nei gatti dell’antico Egitto,il mummificati perché ritenuti importanti quanto i Faraoni, come nei gatti di oggi o di secoli fa il loro DNA è uguale. Chi ama questi felini non aveva certo bisogno di tante, lunghe, accurate ricerche per saperlo anche se ovviamente sono ben contenti di veder confermata scientificamente la loro convinzione: i gatti non hanno mai avuto bisogno di mutamenti perché già perfetti dall’origine, da sempre.

Università di Leuven, Belgio

Altri studi dimostrano che non è stato l’uomo ad addomesticare il gatto ma esattamente il contrario. È stato il gatto a conquistare gli umani con l’astuzia e le fusa. Per questo mentre il cane ha un padrone e ha proprio bisogno di averlo, un gatto è indipendente e non sarà mai proprietà di qualcuno se non per sua scelta e solo per amore, mai per convenienza.

Non possiamo mai dirci padroni di un gatto, semmai suoi schiavi, suoi prigionieri, suoi innamorati.

Gli orientali amano i gatti di cui apprezzano soprattutto la pulizia. Nessun altro animale si lava e si pettina come lui e occulta i propri escrementi. Nessuno come lui sa curarsi le ferite e quasi sempre guarire tanto che si dice che abbia ben “sette vite”.

Da cucciolo è l’incarnazione della tenerezza più fragile e delicata, più morbida e struggente, di un’intensità che fa scaturire da noi i sentimenti migliori.

Da adulto è sempre perfetto, elegante, regale, ovunque si posi sembra assiso sul trono. A volte sodo, massiccio, imponente, a volte un nuvolone di morbidezza o in versione Sua Rotondità, come lo definisco io, nell’opera di Botero.

Fernando Botero, GATTO bronzo.

È accertato che i gatti fanno bene alla nostra salute perché accarezzarli regola la pressione e la circolazione sanguigna mentre le loro fusa accelerano la saldatura delle fratture. Si comincia a introdurli in ospedali e case di riposo come pet therapy. Prendersi cura di loro, così indipendenti, che sanno farsi rispettare, aiuta chi ha fragilità psicologiche e adolescenti problematici.

 

Persino i più potenti del mondo hanno amato i gatti. Winston Churchill primo ministro inglese importantissimo personaggio della seconda guerra mondiale, amò talmente il suo gatto rosso Jock da portarlo con sé anche alle riunioni politiche. Il gattone gli fece compagnia negli ultimi anni di vita fino a raccogliere, sul letto accanto a lui, il suo ultimo respiro. La famiglia di Churchill donò la sua villa al National Trust nel 1996 purché ci abitasse sempre anche un gatto rosso con una macchia bianca sul petto e con “calzini” bianchi chiamato di volta in volta Jock II, Jock III e così via come si fa coi re.

Winston Churchill con il suo Jock

Ma quello che più amo dei gatti è il piacere tattile che danno, la loro morbidissima flessuosità, quel loro camminarci addosso che è quasi senza peso, perché anche quando sono molto grossi e grassi noi sentiamo solo dei piccoli tocchi da cui partono vibrazioni lievissime, cerchi concentrici di purissimo piacere fisico e spirituale.

Più ancora, se mai è possibile, adoro il loro magnetismo, il loro sguardo calmo che penetra pur rimanendo a distanza da noi come il medico, lo psicoanalista o la guida spirituale che ti indagano dentro ma restano “fuori”.
Il gatto, a mio giudizio, li supera tutti e tre insieme.
Lui è decisamente superiore quando si tratta di connettersi alla parte più misteriosa di noi e del mondo. Sarà che il suo DNA è rimasto quello dei primordi per cui, non avendo altre “memorie” sovrapposte a far confusione, ricorda, percepisce, è ancora in contatto con quello che fu l’ Inizio.
Percepisce quindi il senso dei primordi, il significato vero che aveva e dovrebbe ancora avere tutto ciò che esiste, che accade. Ci guarda con gli occhi più belli del mondo da una saggezza che gli viene da un’altra dimensione dell’esistenza, da un mondo parallelo a questo, dentro questo.
Il gatto immobile per ore al sole, vicino al mare, accanto a un camino, nascosto fra i libri o dentro una scatola, sembra un’antenna sintonizzata su una stazione radio che non conosciamo. È la sua filosofia che mi appassiona, perché simile a quella dei poeti: percepisce che il Trascendente è fra noi, nell’immanente, che
l’ Oltre è qui e il Qui contiene già l’ Altrove.

Meglio dei Dolmen di Stonehenge

Per tutto questo un mondo governato dai gatti sarebbe un mondo migliore perché governato meglio. I gatti non si farebbero comprare né dai grandi finanzieri né dalle multinazionali del farmaco, non si farebbero dettare l’agenda da Davos, non giudicherebbero la vita dal PIL. Nessun influencer potrebbe plagiarli, nessuna pubblicità potrebbe convincerli a comprare ciò di cui non hanno bisogno, loro che nemmeno fanno scorta di cibo come invece fanno i cani che nascondono l’osso.
I gatti non accumulano , si fidano della vita, non combattono se non per amore e talvolta per il territorio, ma in prima persona senza mandare innocenti a morire al posto loro.
Se governassero i gatti le strade sarebbero più pulite, la natura rispettata. Bandita la fretta regnerebbe la calma, diminuirebbe l’aggressività.

Il silenzio avrebbe spazio e nel silenzio ogni tanto potremmo riascoltare i suoni veri degli animali, della natura, delle voci. So che il mondo governato dai gatti è una fantastica utopia ma questo 17 febbraio 2025 Festa Internazionale del Gatto, lasciatemi sognare.

Bruna Milani

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9 Commenti

  1. Chi ha un gatto , o meglio ,chi è stato accettato come amico del nobile felino, sa quanto sia gradevole questa amicizia.
    Devozione, calore e una modesta richiesta di costose cure ci ricambiano delle attenzioni che abbiamo per lui. Se poi la nostra abitazione gli consente una maggiore autonomia ne sarà soddisfatto e più indipendente.
    Grazie Bruna

  2. Gatti: con sciolta semplicità la ns Bruna ci snocciola, oltre alle caratteristiche comuni
    a queste speciali creature, interessanti spunti storici, scientifici ed .. immaginifici. Alla fine ci ritroviamo con una qualcerta dose di conoscenza in più sui nostri amati, morbidosi, fieri, regali, fascinosi, misteriosi quindi magici e carismatici gatti dagli occhioni imperscrutabili ma scrutanti, incantatori ed instancanti. Ed in Bruna cogliamo il contrasto fra la sognante immersione nel mistero felino e la cruda realtà del Mondo governato senza moralità. Perché non sognare dunque fino in fondo immaginando dunque proprio i ben più degni gatti a governarlo? Meglio nemmeno proporglielo: quali occhiatacce, ci lancerebbero!

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