Il Presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano si gode l’esordio di successo della Mostra del Guercino e in un incontro al Rotary Piacenza conferma la disponibilità ad un secondo mandato, solo se sarà davvero indispensabile.
E’ un’analisi lucida e chiara quella che Massimo Toscani, Presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, traccia nel corso di un incontro al Rotary Piacenza, il club guidato da Eleonora Savi, di cui fa parte.
Che cosa è la Fondazione, come è cambiata, quali sono le priorità dei suoi investimenti, quali le scelte realizzate in questi tre anni, un periodo intenso in cui il notaio piacentino, insieme alla sua squadra, è riuscito a dare una svolta netta rispetto al passato. Un passato di cui Toscani non parla più di tanto. Non ci sono polemiche o recriminazioni rispetto alla situazione ereditata dalla precedente gestione. Messi a punto alcuni strumenti fondamentali, nel segno della trasparenza e della verifica circa l’effettiva ricaduta sul territorio di quanto viene finanziato, ci si è impegnati soprattutto per investire nel territorio, ricorda Toscani ai soci del Rotary, e per contribuire in modo deciso alla sua valorizzazione. Progetti culturali e di istruzione/ricerca (le mostre di Bot, Croce, quella di Guercino appena partita, ma anche la riapertura di palazzo ex Enel e la sua candidatura a centro di arte contemporanea, naturale completamento della Ricci Oddi. Senza dimenticare il sostegno al Conservatorio, al Teatro e al Politecnico, solo per citarne alcuni), ma soprattutto progetti di welfare per i quali la Fondazione stanzia il 40% dei suoi investimenti. Tra gli altri il progetto, in fase di realizzazione, del supermercato solidale che punterà ad aiutare famiglie in fascia grigia, ovvero persone in difficoltà temporanea che qui troveranno molto più di un luogo dove fare la spesa senza costi.
Pensando ai progetti futuri Toscani parla in particolare del complesso di Santa Chiara e della possibilità di recuperarlo completamente, senza doverne alienarne una parte come previsto in primo tempo. Un sogno che ridarebbe vita ad una struttura storica, in pieno centro, con 8000mq di verde, e che potrebbe essere restituita alla comunità piacentina come centro per anziani, per bambini, come luogo aperto alla città.
Tra i progetti di welfare continua quello delle cure palliative, nel segno della dignità della persona, e si pensa, come risposta a quella che sta diventando un’emergenza, ad un progetto per contrastare il disagio giovanile. Per la fascia 11/14 anni, in particolare, potrebbe nascere un percorso di affiancamento, una sorta di dopo scuola, che possa colmare le lacune della famiglia, di genitori assenti per lavoro o per altro, sostenendo i ragazzi in una fase delicata della loro crescita. Un’idea su cui lavorare ancora, nei prossimi mesi. Intanto Toscani, presidente uscente, conferma la disponibilità ad un secondo mandato solo nel caso sia davvero indispensabile. Sono stati anni intensi, da conciliare con una professione già molto impegnativa (Toscani, come notaio, vanta diversi primati professionali e uno studio tra i più prestigiosi della regione). Gli anni alla guida della Fondazione, ricorda lui, sono stati arricchiti dalla conoscenza di persone straordinarie e dalla scoperta di un territorio che, in modo silenzioso, vanta una costante attività di solidarietà con circa 20.000 volontari tra città e provincia. Un fine mandato, arricchito anche dalla soddisfazione per un mostra/evento che ha già illuminato la città di luce diversa. Il Guercino apre le porte di Piacenza a turisti di territori vicini ed è strutturata in modo da farli restare in città il più a lungo possibile(almeno una giornata) spingendoli, perché no, anche alla scoperta del territorio provinciale. Un successo che suggella un ottimo lavoro svolto da Massimo Toscani Presidente. Uomo intelligente e preparato che, confermato o no Presidente, ora può sicuramente dire di aver portato a termine la sua difficile, complessa mission, anche in Fondazione.



