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PASSEGGIATE E BODY PERCUSSION. ED.FISICA E MUSICA, COME CAMBIA LA SCUOLA (IN PRESENZA)AL TEMPO DEL COVID

Neglette dell’istruzione in Italia, eppure così importanti, sono Educazione Fisica ed Educazione Musicale le due materie più penalizzate dalle recenti restrizioni anti-Covid per le scuole che ancora resistono con lezioni in presenza. Parlo in particolare delle scuole secondarie di primo grado che a Piacenza, ancora zona arancione, restano, insieme a materna e primaria, baluardo di una scuola che non rinuncia, pur tra mille difficoltà, a restare un presidio di socialità e di formazione vera. Ma a che prezzo, in termini di formazione? E sorvolo sulle difficoltà degli insegnanti, sulla frustrazione che si prova a non poter trasferire ai ragazzi le competenze e i valori per i quali si é studiato tanto, e tanto a lungo.

PALESTRE CHIUSE? TUTTI A CAMMINARE E così, a palestre chiuse, l’attività per gli insegnanti di Educazione Fisica, si sposta in parte in classe. Con quali contenuti? Dai principi di educazione civica a quelli del fair play, dalla storia dello sport e dei grandi campioni alle regole fondamentali delle varie discipline, sono tanti gli argomenti che si possono affrontare con una lezione frontale. Certo. Ma due ore sono lunghe, e la teoria non può certo sostituire la pratica, soprattutto nelle aspettative dei ragazzi, costretti, quest’anno, a stare a distanze fisse, immobili e con mascherine. Ecco dunque che scatta il piano B, con Dirigenti e docenti al lavoro per inventare qualcosa che possa sostituire l’attività in palestra. Tra le idee più apprezzate, quella delle passeggiate all’aperto. Soprattutto in provincia, quando é possibile, camminare all’aperto nel proprio comune diventa l’occasione per conoscere meglio anche il territorio in cui si vive. Un progetto spesso sviluppato in collaborazione con associazioni locali e con i genitori, un modo per non rinunciare a muoversi, divertendosi.

VADE RETRO FLAUTO, ORA SI SUONA CON IL CORPO Anche la musica non é messa bene. Il flauto, amato/odiato strumento tipico della scuola dell’obbligo, é stato definitivamente bandito dalle programmazioni scolastiche. Nemmeno i due metri da bocca a bocca lo hanno salvato. Fiato e saliva in circolo durante l’esecuzione, sono un rischio troppo alto di contagio. Chitarra, tastiera, ukulele? Prezzi alti, non accessibili a tutti, e necessità di lezioni individuali, ravvicinate, per alcuni di questi strumenti, li rendono comunque difficili da proporre soprattutto a classi numerose. Ci viene in aiuto la body percussion, un’esperienza espressiva di gruppo che sfrutta le potenzialità del corpo come strumento musicale. Mani, piedi, schiocco delle dita, ma non solo. I ragazzi restano attivi, protagonisti della lezione, non fruitori passivi di contenuti. E si rendono conto che si può fare musica con poco, comunque con dignità, anche battendo le mani o sfruttando le stoviglie di casa.

CE LA CAVIAMO. MA QUANTA AMAREZZA Certo, nel paese dove lo sport coinvolge tanta gente, ma anche in quell’Italia culla del bel canto e della musica, meta di tanti appassionati da tutto il mondo, é un pò poco. Molti ricordano, con amarezza e sconcerto, che anche in questa situazione di emergenza restano aperte attività ben più rischiose, quanto a contagi, di un museo, di un teatro, ma allo stesso modo di una classe dove ragazzi cantano o di una palestra ampia dove fanno attività fisica. E poi, a dirla tutta, con tanti mesi a disposizione, si poteva intervenire in modo più mirato per consentire a studenti e insegnanti di lavorare serenamente, senza rinunciare a nulla. Non é stato fatto, non ovunque. La scuola resiste lo stesso. Ma il conto, prima o poi, questo periodo di continue rinunce lo presenterà. Il timore, fondato, é che a pagarlo saranno i nostri ragazzi. Quelli che dovranno disegnare il futuro e ai quali, adesso, stiamo togliendo un bel pò di presente.

Mirella Molinari

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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1 commento

  1. Brava, perfettamente d’accordo con te.
    Cogliamo comunque l’occasione, noi docenti, di reinventarci proponendo qualcosa di nuovo, magari anche x noi, x arricchire le nostre proposte e noi stessi.

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