HomeCulturaArte"Prima Classe" opere di Mazza, Rossi e Tedeschi nello Spazio Rosso Tiziano

“Prima Classe” opere di Mazza, Rossi e Tedeschi nello Spazio Rosso Tiziano

Resterà aperta fino a mercoledì 7 dicembre la mostra “Prima Classe” allestita presso lo Spazio Rosso Tiziano a Piacenza.

Claudio Mazza, Fede Rossi e Paolo Tedeschi  propongono le loro opere in un’esposizione elegante e, pur con stili diversi, omogenea e ben inserita nello splendido contesto della galleria di via Taverna.

Colpiscono in particolare le opere di Claudio Mazza, pittore piacentino di adozione, che si è dedicato fin dalla più giovane età a poliedriche esperienze artistiche, percorsi che lo hanno portato a spaziare dalla composizione musicale all’arte visiva in genere.

Dopo un lungo percorso di ricerca, dall’ambito fantastico e surreale all’astrazione geometrica, Claudio Mazza si esprime oggi attraverso una figurazione originale, che non fa tanto leva sulla rappresentazione mimetica del soggetto, quanto sulla riscrittura di elementi corporei riconoscibili, fondamentali per la costruzione di un inedito equilibrio compositivo, derivante dalla messa in tensione di forme e colori.

Se ad un primo sguardo i dipinti di Claudio Mazza sembrano, infatti, astratte composizioni di piani ritmicamente sovrapposti, ad un’analisi più attenta si intravvede, ad es., la silhouette semplificata di un corpo femminile, che non viene scelto per esigenze narrative, ma per la fluidità e l’eleganza delle forme. Protagoniste delle sue opere sono soprattutto acrobate, ginnaste e danseurs, insomma figure che evocano immediatamente l’idea del movimento, amplificata dall’artista attraverso la progressiva scomposizione dell’immagine, che va successivamente a ricomporsi negli occhi di chi guarda. Su fondi uniformi, generalmente blu o polvere, si sovrappongono forme regolari ed irregolari, definite con una precisione quasi chirurgica, che prevede l’utilizzo di un solo colore – il grigio – declinato in molte varianti tonali.

A facilitare la lettura dell’opera, alcune accensioni cromatiche ed inserti materici, volti ad evidenziare gli elementi chiave della figura, in un progressivo percorso di affrancamento dalla bidimensionalità della tela, che ha inizio con lo studio dei piani prospettici e si conclude con l’esplicito richiamo scultoreo.

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