Riflessioni libere sulla cultura a Piacenza. “Servono dialogo con tutti e un miglior coordinamento”. Non hanno dubbi Mauro Mozzani e Rolando Tarquini dei Manicomics Teatro di Piacenza. Li ho incontrati a pochi giorni dalla presentazione del Festival L’Ultima Provincia che anche quest’anno, terzo consecutivo, non ha avuto sostegno dal Comune di Piacenza e ci lascerà a secco in un’estate piacentina che di culturale non ha proposto nulla; accolto, invece, con entusiasmo, da diversi altri Comuni della Provincia piacentina, il Festival di teatro itinerante farà tappa un po’ ovunque portando la magia della recitazione dal vivo e all’aperto
PRODUZIONE, FORMAZIONE E RICERCA TEATRALE Un progetto di teatro indipendente che va avanti dal 1985 a Piacenza, con forme diverse e in modo sempre più organico. I Manicomics producono spettacoli, organizzano eventi teatrali, si occupano di formazione professionale attoriale, ma anche di teatro sociale, di applicazioni del teatro al di fuori dei luoghi canonici e della scuola di teatro. Una micro-impresa che dà lavoro a diverse persone e che oggi può contare anche su uno spazio fisico adeguato, espressione coerente del progetto.
LO SPAZIO DI VIA SCALABRINI La sede dei Manicomics è in via Scalabrini 19, sede di ASP, ed è fantastica. Prima solo laboratorio di teatro e qualche ufficio, ora anche auditorium. E si pensa anche di far vivere il chiostro e di attivare un servizio bar in occasione degli eventi teatrali (con la disponibilità dei ragazzi di ASP a mettersi in gioco). Il tutto in collaborazione, appunto, con ASP Città di Piacenza, azienda di servizi alle persone, che oltre a mettere a disposizione gli spazi dove opera, condivide finalità e modi di alcuni progetti. Teatro e sostegno alla persona, cultura e welfare. Un bel modello di sinergia efficace, un bell’esempio di quando Piacenza sa fare squadra.
OPEN SPACE 360° Si chiama così l’auditorium di via Scalabrini 19, uno spazio duttile, che si può trasformare e utilizzare in modi diversi, tecnologicamente attrezzato e dotato di un fascino davvero particolare. Inaugurato nel marzo scorso, è pronto ad accogliere una stagione di teatro e di circo contemporaneo. Un fiore all’occhiello della proposta culturale della prossima stagione firmata Manicomics Teatro, una compagnia che, unica a Piacenza oltre a quella di Teatro Gioco Vita, avrà finanziamenti del MIBAC, ed è annoverata tra le compagnie Ministeriali.
UN PO’ DI PIACENZA AL CIRQUE DU SOLEIL Tra i fondatori di Manicomics Teatro, oltre a Rolando Tarquini che fa parte della Compagnia Finzi Pasca, c’é Mauro Mozzani, che prosegue anche la sua collaborazione con il Cirque du Soleil. Nell’intervista ci racconta qualcosa di questa esperienza, ormai quindicinnale, e ci annuncia che, per la prima volta, sarà in tournee in Italia, vicino a casa. Torino, Milano, Bologna e Pesaro. Una settimana in ogni città da fine settembre 2019. “Al lavoro in macchina e non in aereo” scherza Mauro. E speriamo che tanti piacentini lo raggiungano per vederlo e applaudirlo.
CULTURA A PIACENZA Nota dolente. “Quasi un’emergenza”commenta Mauro Mozzani, e la valutazione non è politica perché il declino, anche secondo Rolando, si registra da tre, quattro anni almeno, tra la fine del mandato di Dosi e i primi anni della giunta Barbieri. Dunque, a prescindere dal colore dell’amministrazione comunale, serve più dialogo ma anche un miglior coordinamento, secondo i Manicomics, e un più frequente coinvolgimento di realtà non solo istituzionali. Il teatro non è solo il Teatro, o quel Teatro, a Piacenza ci sono tantissime realtà che da anni fanno TEATRO e CULTURA in modo egregio e che sono state dimenticate. Dopo 25 anni, il Festival Ultima Provincia non farà tappa a Piacenza. Ed è il terzo anno che non ci arriva, in città. “Stiamo perdendo eccellenze della cultura, che se ne vanno da Piacenza-conclude Mozzani- “Penso che sia arrivato il momento di riconoscere il giusto merito a tante realtà culturali che lavorano da anni sul territorio e che sia necessario da parte della politica lo sforzo di incontrare queste realtà e di capire come poter organizzare un’attività culturale più organica”



