Sul tema del verde sono entrate nuove espressioni: “svolta green”, “green economy”, e altre sfumature di verde; insomma Verde è il colore del momento, il tema cruciale . Convegni internazionali, ministeri appositi e persino il nuovo ministero per la transizione ecologica promettono di occuparsene quindi possiamo star tranquilli? Salveremo la natura e sopratutto gli alberi? Macché. Tutto questo sbandierato amore istituzionale per la salvezza del pianeta e dei suoi abitanti sembra più una postura, un modo per tenerci calmi. Infatti mentre si fanno grandi discorsi sui massimi sistemi permettono la continua distruzione del verde rimasto. Ciò avviene ovunque senza che le Sovrintendenze intervengano, non si oppongono neppure quando si tratta di parchi di ville antiche tanto che ci si chiede se molte non siano Enti inutili o con dirigenti assolutamente da sostituire. Si sta distruggendo la foresta amazzonica meraviglioso polmone del mondo, ma anche incendi inceneriscono distese di verde in molti Stati tra cui Australia, California, Italia. Finora qui avevamo come esempio virtuoso il Trentino Alto Adige, ammiravamo la sua capacità di salvaguardare il suo territorio invece recentemente ci sta dando cocenti delusioni. Ad Arco stanno abbattendo una bella villa con tracce settecentesche e il suo parco stupendo ricco di piante secolari, non solo, vogliono abbattere anche palazzo Angerer e il suo storico parco.

Perché non ristrutturare, perché non salvare tutto quel bellissimo preziosissimo verde? Ovvio! per farci le solite anonime palazzine col solito spazio commerciale!
Secondo gli amministratori locali di questo abbiamo bisogno per vivere, non di ossigeno, non di alberi che abbattano l’inquinamento e diano ristoro dal caldo, non di bellezza che renda attrattivi i luoghi.

Non basta: anche a Riva del Garda si vogliono sacrificare, per farci un parcheggio, gli alti cipressi che sono la caratteristica di quello spettacolare paesaggio lacustre
E qui ci scontriamo di nuovo col pensiero breve: perché incentivare l’uso dell’automobile offrendo comodi parcheggj invece di dissuadere dall’uso dell’auto offrendo bus navetta o piste ciclabili decenti? Si vuole o no ridurre l’inquinamento? Ci si decida una volta per tutte. I cittadini consapevoli, quelli che si sentono responsabili di come va il mondo lottano eccome, pacificamente, puntando sull’evidenza, sulla logica, sul buon senso, denunciano omissioni d’atti d’ufficio, evidenziano leggi che ci sono e non vengono applicate. Il Potere è insensibile, prepotente e troppo spesso privilegia l’interesse di pochi a scapito di quello, ben più importante, della collettività. A volte il potere si permette pure di irridere i pacifici manifestanti come ha fatto il sindaco di Arco dicendo loro: “Siete patetici”. Arroganza di chi si crede impunibile Anche a Piacenza ci sono problemi sul fronte del verde. Indimenticabile l’abbattimento dell’Albera dei Poeti la pioppa in vicolo del Guazzo ora sostituita da una striminzita quercia. Terrificante la capitozzatura di un Populus Nigra che era un albero altissimo e rigoglioso in quel di Roncaglia.

Il valore delle piante non l’hanno ancora ben capito gli amministratori, ma i cittadini sì e sanno che una pessima potatura può sbilanciare l’albero e farlo cadere, sanno che se gli si tolgono tutte le foglie non respira più, deve attingere forza dalle radici che s’indeboliscono e lo fanno cadere o morire. A Piacenza abbiamo una prestigiosa Università di Agraria di cui mio padre era orgogliosissimo, io sarei orgogliosa se Comune e Provincia facessero un accordo con questa Facoltà per seguire con competenza la manutenzione del verde pubblico, potrebbe essere utile anche agli studenti collegare teoria e pratica ed eviteremmo un inutile scempio. La tutela del verde è in pericolo, ma tra le pieghe della legge una speranza c’è. Per la prima volta in Italia due importanti associazioni bresciane si sono rivolte alla Corte dei Conti per chiedere un’indagine per danni erariali e ambientali derivati dalla capitozzatura eseguita a Bagnolo Mella. La Corte di Cassazione (Cass. Sez.VI penale, sentenza. 24396/15) si è espressa dicendo che anche il verde privato concorre con quello pubblico all’apporto di benefici ecologici, sociali, funzionali ed estetici per la collettività, sentenziando che “il taglio degli alberi ad alto fusto seppur presenti in giardini condominiali, produce danni “irreversibili’ non solo per i condomini ma più in generale per i cittadini”. Dunque la sentenza sostiene che, privato o pubblico che sia, UN ALBERO È PATRIMONIO COMUNE.

Tra poco sarà primavera, la stagione dell’ ostinata speranza, della rinascita testarda. Non solo in boschi, prati, giardini, non solo nei vasi sui balconi, ma da ogni fessura di muro o di strada spuntano quei piccoli steli ostinati come ecologisti che con la stessa fantasia primaverile colorano le loro manifestazioni con singolari forme d’arte.
L’abbiamo visto a Piacenza per salvare i tigli di piazza Cittadella, ad Arco di Trento per salvare i parchi, a Riva del Garda dove per salvare i cipressi si è ricorsi alla Guerrilla Kipping arte femminile della maglieria.

Se si trovasse finalmente il modo di farla pagare a chi distrugge la natura, o la lascia distruggere, forse il verde tornerà ad essere il colore della speranza.
Bruna Milani




Ineccepibile. Grazie Bruna
Concordo con quanto hai scritto, cara Bruna, con passione e competenza. Grazie a te l’opera dei distruttori ma soprattutto quella di quanti si oppongono alla devastazione varca i confini del Trentino.
Ancora grazie un abbraccio
Ostinatamente ci tolgono il verde, il verde urbano che d’estate ci dà sollievo nella calura della pianura. Le piante sono esseri viventi indispensabili a rigenerare l’aria. Hanno essi stessi bisogno di curesopratutto quelli urbani, per non minare la nostra incolumità, invitiamo nel verde anziché distruggerlo. Grazie
Bellissimo articolo! Dobbiamo difendere
gli alberi e il verde, ne va del futuro dei nostri figli e tutti coloro che ci succederanno! Rispettiamo anche gli animali che vivono nel verde e la natura ovunque!