Bella, intelligente e giustissima, perché necessaria, la scelta della Regione Emilia Romagna di creare le luminarie natalizie con versi di poeti accuratamente scelti fra quelli che, in un modo o nell’altro, sono stati collegati ai luoghi che ora i loro versi illuminano. Si comincia da Ravenna dove Dante, il Sommo Vate, sovrasta il centro storico con “Amor che nella mente mi ragiona…” e Dio sa quanto in questo periodo abbiamo bisogno di ragionare con amore invece che con pessimistico egoismo. A Bologna sopra le vie dello shopping campeggiano le parole della canzone “Futura ” di Lucio Dalla sempre amato e indimenticato, sicché molti passando ne cantano i suoi versi: “Chissà chissà domani su cosa metteremo le mani.” Infatti il domani è un’incognita. A Rimini, la Rimini fantasmagorica, ottimista oltre ogni ragionevole dubbio, piena di iniziative favolose come le boe galleggianti luminose e molto altro, a Rimini non potevano mancare due poeti che esprimono due aspetti diversi, ma complementari, dell’animo romagnolo: Tonino Guerra e Vasco Rossi. “Se hai bisogno e non mi trovi, cercami in un sogno” parole di Vasco interpretabili in vario modo, ma adatte a questo periodo: cercare nel sogno tutti quelli che abbiamo perduto, ma cercare nel sogno, per essere realizzate, anche le soluzioni che mancano. A Scandiano, nell’angolo più suggestivo, brilla l’elogio che Carducci dedicò a questa cittadina: ” Scandian, faro gentile che ardi…” e infatti Scandiano è terra di sapienti e di poeti. A Imola terra di automobilismo si mettono nei motori un cuore e una mente responsabile, cuore e mente di Ayrton Senna. Sulla via Emilia infatti sfavillano i suoi pensieri ad es. “I ricchi non possono vivere su un’isola circondata da un oceano di povertà “. Nell’entroterra forlivese l’antichissima Sarsina rende omaggio al suo illustrissimo concittadino Tito Plauto commediografo acutamente ironico, padre della comicità moderna. Infine Piacenza dove sulla Munta’ di Ratt è stata messa una luminaria con “Tal dig in piasintein” parole della popolarissima canzone di Gianni Levoni. “Tal dig” cosa? “Che ti ho sempre voluto bene” parole di conforto e solidarietà di cui tutti oggi abbiamo bisogno. Con l’iniziativa delle poesie luminose, la nostra regione invita a fare un salto di qualità nei nostri pensieri e di conseguenza nei nostri comportamenti. Costretti a guardare in alto non compiamo solo un gesto fisico, perché quando il nostro sguardo incontra quelle parole sospese esse aprono orizzonti dentro di noi, inducono a riflessioni e ricordi, coltivano valori e speranze. Distogliere per un po’ lo sguardo dalle vetrine per leggere poesie sospese, non significa mettere in contrapposizione le esigenze dello spirito e quelle del corpo (gli acquisti) semplicemente è un aiuto a scegliere col cuore pensando a regali, forse meno di moda ma più mirati, avendo ben presenti le persone che amiamo. Le poesie luminose tracciano il nostro percorso regionale per illuminare un Natale speciale, per invogliarci a far luce fino al suo significato più profondo.
Bruna Milani



