HomeAttualitàTERZO APPUNTAMENTO ALLA XIII BIENNALE DI VOLPEDO

TERZO APPUNTAMENTO ALLA XIII BIENNALE DI VOLPEDO

Prosegue il ricco programma della XIII BIENNALE DI VOLPEDO quest’anno intitolata “LA FORZA primigenia DELLA NATURA”.

Venerdì 19 settembre alle ore 21 presso l’HUB Volpedo in via Mazzini, 32 “CARTOLINE DI VOLPEDO” (immagini dalla raccolta di Fausto Galli, Tortona) con Massimo Galluzzi e Pino Decarlini.

Sabato 20 settembre dalle ore 16 presentazione della RUOTA RESTAURATA DEL MOLINETTO (raggiungibile da via Rosano, a sinistra dopo lo studio del pittore).

A seguire:
Presentazione dei frutti del raccolto 2025 del frutteto delle CULTIVAR OTTOCENTESCHE (zona cimitero). Come non pensare immediatamente al dipinto di Pellizza raffigurante una giovane e una bambina con un piatto di ciliegie?

Un altro esempio di come l’Associazione Pellizza sappia cogliere ogni spunto dall’arte, dalla vita, dal territorio del suo grande artista per attualizzarlo e collegarlo anche concretamente all ‘oggi. Non solo teoria dunque , ma splendida concretezza.

Alle ore 21 in Piazzetta dei Migranti ci sarà la performance “Matteo Rigadin Olivero” a cura del gruppo teatrale Coltelleria Einstein S.C.
Lo spettacolo sarà particolarmente interessante poiché è sulla vita e sull’arte di Matteo Olivero (1879-1932) pittore divisionista piemontese che fu amico di Pellizza.
La performance di e con Giorgio Boccassi e Donata Boggio Sola

è stata ideata per la
Pinacoteca “Il Divisionismo” di Tortona e viene proposta a Volpedo nell’ottica di continuare ad esplorare il mondo e i legami di Giuseppe Pellizza e far conoscere meglio un pittore della zona, Matteo Olivero, uomo dalla personalità esuberante.

Matteo Olivero, autoritratto                                                              Matteo Olivero , Il paese dell’anima

I testi dello spettacolo sono di Daniela Bernagotti ma si ascolteranno anche lettere intercorse tra Olivero e sua madre e tra lui e Pellizza.
I costumi sono di Valentina Corcetti. Nel frattempo saranno visibili alcune opere di Olivero.
Occasione preziosa per chi non conoscesse ancora questo pittore e per chi, conoscendolo già come artista volesse approfondirne l’aspetto umano.

Il giorno dopo musica e poesie

 

Anche questa terza parte del programma conferma la grande capacità ideativa e organizzativa di Volpedo, il suo ampio spaziare tra vari temi, il saperli tenere insieme in modo logico eppure originale, poetico e pratico, semplice e dotto. E sempre, sempre la trasparente presenza di Giuseppe Pellizza che non è un fantasma perché lo si percepisce anche fuori dal suo studio, ovunque: nei luoghi da ripercorrere col suo sguardo (la Montagna), nelle cose che egli ha visto e che vengono restaurate perché rimangano come le ha amate (la Ruota).
In qualche modo lo ricordiamo nei frutti della sua epoca (i Cultivar ottocenteschi) e persino nel proporre chi si è relazionato con lui come Matteo Olivero. Volpedo è un gran bell’esempio di come si fa cultura e promozione del territorio.

Bruna Milani

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