Un tema che torna spesso, quello della scuola che diventa, in modo diretto o indiretto, luogo di propaganda politica. A questo proposito, e legandoci all’attualità piacentina, pubblichiamo l’intervento di Sara Soresi (FdI) capogruppo in Consiglio Comunale a Piacenza, preso dal suo profilo social.
“Mi hanno contattato alcuni genitori e insegnanti infastiditi per quanto sta accadendo in almeno due scuole superiori della città:
🔸 Cartelloni nella sala professori che invitano a votare SI al referendum.
🔸 Comunicazioni interne che promuovono il Pride tra i docenti.
🔸 Email inviate dalle scuole ai genitori per pubblicizzare la partecipazione al Pride.
Ora, indipendentemente dalle opinioni personali, questo non è normale. Il Pride è ormai un evento fortemente politicizzato, sostenuto da partiti e movimenti politici. E il referendum è, per definizione, uno strumento politico.
❌ La scuola deve restare un luogo neutro, dove si educa, si cresce, si dialoga, non un luogo dove si fa attivismo o si spingono orientamenti ideologici.
Chi lavora nella scuola ha una grande responsabilità: formare, non influenzare.
Chiederò chiarimenti nelle sedi opportune, perché episodi del genere non possono essere ignorati.
La scuola è di tutti, non può diventare lo spazio politico di pochi.”



