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Sopralluogo al Farnese di Confindustria, sponsor dei restauri e dell’allestimento della statua di Kleomenes

Sopralluogo da parte del direttore Luca Groppi e del vicedirettore di Confindustria Attilia Jesini a Palazzo Farnese insieme all’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi e al direttore dei Musei civici, Antonella Gigli alla statua di Kleomenes, finalmente valorizzata appieno nella Sezione Archeologica dei Musei civici, di cui è sempre più vicina l’inaugurazione con l’esposizione di circa millequattrocento reperti appartenenti alla storia della città dall’età preromana all’invasione dei longobardi nel VI secolo d.C.: “Questa sponsorizzazione – hanno detto Luca Groppi e Attilia Jesini – rientra nella nostra tradizionale attività di sostegno del patrimonio artistico e culturale che si è manifestata in diverse forme nei decenni di vita dell’Associazione. Con l’intervento per la valorizzazione della statua di Kleomenes torniamo di nuovo con molto piacere a Palazzo Farnese dove siamo intervenuti con la realizzazione della teca del Tondo di Botticelli o del plastico in legno di Palazzo Farnese. Nel 2021 abbiamo risposto all’appello del Comune e ci faremo carico del restauro della statua di Giandomenico Romagnosi; il nostro intento è di intervenire attraverso interventi di carattere artistico a favore della comunità e del territorio, in questo senso la collaborazione con l’Amministrazione è assai proficua”.

Ha aggiunto Papamarenghi: “Grazie alla sensibilità di Confindustria è stato possibile dare alla preziosa statua la giusta valorizzazione attraverso la sistemazione nella sua collocazione definitiva. Nel 2019 decise di sponsorizzare un intervento di restauro nonché l’allestimento appositamente improntato, un’illuminazione adeguata, un sistema di proiezione che simula la figura integrale dell’opera in marmo e un’interessante documentazione sul rinvenimento della statua che sarà ora valorizzata al meglio”.

La scultura, di proprietà dello Stato, è custodita a Palazzo Farnese grazie alla convenzione stipulata con il Ministero dei Beni Culturali nel 1985. Venne esposta su un basamento al centro del pianerottolo fino al 1998, quando fu concessa in prestito alla città di Cremona in occasione di una mostra sulla via Postumia e alla città di Brescia per l’esposizione “Roma e le genti del Po”. Da allora non era stata più visibile, bensì tenuta, per ragioni conservative, nei depositi civici. Fu ricollocata nel 2016 nella nicchia sul pianerottolo al primo piano dello scalone del palazzo dopo essere stata collocata nei depositi.

La statua di Kleomenes risale alla metà del primo secolo avanti Cristo anche se la datazione non è chiara del tutto, ma la critica considera attendibile questa ipotesi. L’opera sepolta per duemila anni nel cuore del centro storico, è stata scoperta nel 1938 in occasione degli scavi per le fondazioni di Palazzo Inps. Resta incerta l’identificazione del soggetto, è vero, ma la versione più accreditata è quella di un Apollo, rafforzata dal vicino ritrovamento dell’elemento inferiore della base di un tripode, tipico attributo apollineo, che non faceva parte del gruppo statuario, ma era probabilmente collocato nello stesso contesto.

Conclude Papamarenghi: “Il rapporto pubblico privato – in questo caso con Confindustria – anche nella tutela dei beni culturali è molto importante per rivitalizzare opere e percorsi che senza aiuti le pubbliche amministrazioni difficilmente riuscirebbero a portare a termine. Serve, nell’interesse del nostro territorio, un intenso lavoro di squadra che Confindustria, ancora una volta, ha saputo promuovere e proseguire. Un ricordo particolare va anche a Cesare Betti, che nel 2019, assieme a chi ha poi proseguito il percorso, ha subito colto l’importanza della collaborazione con la sensibilità e lo spirito che lo ha sempre contraddistinto”.

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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