Sabato 24 giugno alle ore 16 nelle sale del ristrutturato Palazzo Costa Picasso un evento poetico, artistico e musicale ricorderà il grandissimo poeta dialettale Mirco Maffini a 10 anni dalla sua scomparsa. Soarza sul fiume Po, piccola enclave di pianura e frazione di Villanova sull’Arda, è un mondo a sè sia esteriormente che interiormente. Molte sue case hanno il colore di quelle liguri a testimonianza delle famiglie genovesi, prima Costa poi Picasso Ratto, proprietarie del feudo.
“Soarza come idea” è il perfetto titolo dell’evento. Per Mirco Maffini infatti “Soarza è un’idea” cioè un pensiero particolare che coincide con un certo sentire che si fa stile poetico. Mirco Maffini e Soarza hanno la stessa sostanza fatta di naturalità, essenzialità, disincanto e meraviglia insieme. Mirco era coltissimo eppure coglieva con amore quell’ambiente contadino sua radice. Di Soarza, che era uno dei suoi temi preferiti come il Fiume e il concetto di Tempo, ha scritto ogni sfumatura: dai ciliegi al gioco delle carte fino al modo di pensare la vita. Scriveva perciò in dialetto, linguaggio scarno, senza artifici, senza fronzoli, senza sentimentalismi, senza illusioni, proprio come Mirco pensava si dovesse scrivere in poesia.

Mirco Maffini è il poeta dialettale che preferisco e, in assoluto, uno dei poeti che più amo.
La sua poesia ” I bàlän ‘l Branséri” mi fa piangere e non so perché, ma, di tantissime poesie di vari autori che ho letto, è l’unica che mi commuova . È il mistero della sua scrittura che sembra fatta di nulla perché si limita a nominare le cose. In realtà contiene una potenza delicata, una magia segreta che non sono mai riuscita a scoprire nonostante ci rifletta da anni, nonostante abbia scritto tanto di lui e dei suoi versi, nonostante le lunghe conversazioni con Mirco che teneva sempre in tasca dei foglietti e una matita nel caso arrivasse l’ispirazione.
Fare poesia così aderente alla vita, nominandola soltanto e riuscire a creare visioni perfette, emozioni incredibili, è un miracolo che sa fare solo lui. Potrei scrivere a lungo sulla poesia di Mirco Maffini, uno di quei talenti che Piacenza non ha saputo valorizzare. “Nemo propheta in patria” viene per fortuna smentito nella piccola patria di Soarza tanto che in una sala della zona museale del rinnovato palazzo Costa Picasso ci sarà in permanenza uno spazio dedicato all’aedo di Soarza, Mirco Maffini, il cantore che l’ha resa immortale. Non mi stupirei se Soarza dedicasse al suo poeta la lunga strada dei ciliegi.

L’ evento dedicato a Maffini sarà condotto dalla figlia Simona cantante e cantautrice, esecutrice del brano inserito nel CD “I fiori segnano il tempo” che raccoglie voce, pensieri e poesie di Mirco. In apertura dell’evento Matteo, figlio di Maffini, leggerà “Soarza è un ‘idea”.
Seguiranno stralci del video e riflessioni su temi cari al poeta. Nell’intervallo Luigi Serra armonicista e Lorenzo Colace alla chitarra classica eseguiranno musiche sudamericane colte (milonga, tango) che tanto piacevano al poeta.
Si riprenderà con riflessioni e poesie fra i dipinti esposti dell’artista Graziano Bertoldi che si è ispirato alle poesie di Maffini su Soarza.
Altro momento musicale e poi in chiusura il pittore Fabrizio Merisi ricorderà l’amico poeta.
Chi ha conosciuto Mirco vorrà sicuramente riascoltare quei semplici gioielli che sono le sue poesie, ma è chi ancora non lo conosce (e non sa cosa si perde) che dovrebbe partecipare all’evento per incontrare una poesia davvero altra, altra ma priva di assurdi sperimentalismi, perché altra era la filosofia del poeta che ha colto la vera essenza della vita, la sua verità, nella nudità primordiale del tutto, naturale e vitale , come la “sensualità” calda e innocente del colore carnale di certe abitazioni di Soarza (che è anche quello delle sue pesche) case tinte in quella tonalità di rosa fra umano e vegetale: il colore del dio Pan.
Bruna Milani




Una bella iniziativa
Mirco, grande poeta, grande persona. Un insegnante come ne sono esistiti pochi ed oggi, purtroppo, sembra non ne esistano più. Un uomo libero, un libertario, Radicale nel profondo, generoso, dalla mente “irregolare”. Non amo le celebrazioni, ma Mirco Maffini va ricordato e fatto conoscere a chi non ha avuto il destino, da privilegiato, di incontrarlo. Alcuni incontri hanno il potere (karmico?) di segnarti nell’intimo e renderti una persona diversa da quella che eri. Mirco l’ha fatto con me quando da studente lo incontrai alle Magistrali, dove insegnava educazione fisica.
Luca Ferrari
CHE BELLISSIMA INIZIATIVA
Mirco poeta “locale”.
Mirco scrive in dialetto in onore della sua Soarza. Egli ama profondamente il “locale”, inteso sia nella dimensione geografica, sia nella dimensione intima. Un “locale” ricco di valori personali e universali. Un “locale” che genera benessere individuale, favorisce la vita sociale e promuove una visione globale del mondo mantenendo inalterati valori più profondi.
La poetessa Bruna Milani con impareggiabile stile ,delicata sensibilità,colta sapienza, dipinge un perfetto ritratto dell ‘amico poeta dialettale della bassa .Iniziativa che si interseca con l ‘inaugurazione del Palazzo Costa Picasso .Per far diventare il piccolo borgo a ridosso del Po l’ombelico del mondo, di cui il poeta Maffini ne ha tratteggiato la cultura e vita di campagna ,con devozione di pensiero e singolarità dialettale,cogliendone le sfumature di lessico più autentiche e genuine della parlata di quel lembo di terra , incuneato tra il grande fiume , la sponda cremonese e la parte parmigiana .
Posso solo dire di essere onorata di aver conosciuto Mirco Maffini, una persona con un grande talento ma anche molto aperto a nuove culture e generoso delle sue cose.
Mi ha accolta e mi ha guidato nel suo mondo della poesia nonostante non conoscevo il suo dialetto mi ha fatto comprendere il loro valore e il loro signifitato, dono poedie che vengono dal cuore e dalla tradizione, poesie che rimarranno veri cimeli.