Giulia Barletta, 13 anni, vive a Vigolzone e gioca a calcio nel ruolo di portiere da quando ne aveva 5. Ha iniziato, quando era ancora alla scuola materna, insieme al fratello gemello, Federico e ai tanti amici. Unica femmina, in un gruppo di maschi, in uno sport ritenuto ancora per maschi. Unica, sicuramente a Piacenza, anche per la sua storia, davvero particolare. Di quelle che partono così, che neanche ci si crede tanto, e che invece, da sogno, diventano realtà.
GIULIA, SOLO CALCIO Aveva le idee chiare fin da piccola, Giulia. Ci hanno provato, i suoi genitori, a proporle altri sport, più adatti alle femmine. Ma niente. Il termine adatto, per fortuna, anche per Giulia, non si sposa per forza con il genere di appartenenza, ma, semmai, con quello che fa battere il cuore.

E così ce la immaginiamo, e ce la mostrano alcune foto, piccolina, che guarda i suoi amici giocare e che vuole entrare in campo con loro, perché no? Le femmine non sono ammesse, ma Guido Baldrighi, responsabile della scuola calcio di Vigolzone, e Marco Garilli, allenatore, decidono di farla almeno provare. Gli allenamenti proseguono, Giulia si diverte, dimostra da subito di avere una buona tecnica e tanta voglia di imparare e ad un certo punto sceglie il suo ruolo, in porta. A 8 anni iniziano anche le partite, nessuno ha più dubbi, Giulia si é conquistata stima e rispetto direttamente in campo, anche da parte degli avversari. “Quando vedevano che in porta c’era una ragazza-racconta la mamma di Giulia- i giocatori delle squadre avversarie, pensavano di vincere facile. Ma in partita, ogni volta, si dovevano ricredere. Giulia dava filo da torcere a tutti”.
NEL PARMA CALCIO FEMMINILE Lo sport é fatica, sudore, costanza. Giulia Barletta “ha scalato la sua montagna” con capacità, predisposizione e tanta, tanta volontà. Due allenamenti a settimana, il sabato la partita e, da tre anni, anche una seduta di allenamento con Antonio Ricci, preparatore di portieri. Da gennaio di quest’anno, poi, é arrivata anche l’opportunità di giocare nella squadra femminile del Parma Calcio under 12. Un bel colpo. Giulia é felicissima, si trova bene, e dopo anni di gavetta si gode questo primo, importante risultato che riconosce i suoi sforzi e le sue capacità.

“Il ruolo di portiere- ci ricorda la mamma di Giulia-non é facile, a maggior ragione per una ragazza in una squadra di maschi. Alle tante aspettative, possono seguire anche diverse delusioni, e non sono mancate a volte le lacrime, ma Giulia é tosta, e riparte sempre con il sorriso. Anche per questo ammiro molto la mia ragazza (all’inizio di questo percorso solo una bambina) e quando gioca é come se fossi in porta con lei- continua la mamma di Giulia- Se é importante fare gol lo é altrettanto salvare la proprio squadra, con una buona parata”. Insomma, le tensioni del calcio sono tante fin dall’inizio, ma Giulia può contare sul sostegno della sua famiglia e dei suoi allenatori, ed é brava anche a scuola.
“Spero che mia figlia sia un buon esempio per altre ragazze, perché possano avvicinarsi al calcio e al ruolo di portiere, con curiosità e passione. Insieme a mio marito, ringrazio chi ha dato fiducia a Giulia e chi l’ha sempre sostenuta- conclude- in particolare Guido Baldrighi, Marco Garilli e Camillo Ronda, presidente dell’Upd Vigolzone. Un’impresa che all’inizio sembrava davvero impossibile; oggi, non senza emozione e orgoglio, posso dire che nemmeno io avrei mai pensato che Giulia facesse tanta strada”




