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Sgarbi “In Santa Maria di Campagna la prima grande cupola romana del Nord Italia, grazie al Pordenone”

Una vera e propria lezione di storia dell’arte, dedicata non solo al Pordenone e al “Manierismo padano”, ma anche ad alcuni dei più grandi artisti rinascimentali. Una lezione tenuta questa mattina davanti ad oltre cinquecento persone nella basilica di S. Maria di Campagna dal prof. Vittorio Sgarbi, ospite della Banca di Piacenza per uno dei più importanti eventi collaterali alla “Salita al Pordenone”.

“Senza questa importante iniziativa culturale della Banca di Piacenza, fortemente voluta dall’avv. Sforza Foglianiha detto Sgarbi all’inizio della sua conversazione durata oltre un’ora – Giovanni Antonio de’ Sacchis sarebbe rimasto uno dei tanti grandi artisti italiani semi sconosciuti. Non ce ne hanno parlato a scuola, così come non ci hanno fatto studiare Lorenzo Lotto, perché fino agli inizi del ‘900 l’arte italiana coincideva esclusivamente con quella toscana. La grande arte italiana comincia con Giotto e continua con Masaccio e Michelangelo, tutti straordinari maestri e tutti toscani. Solo nel ‘900 è stato tolto questo primato alla Toscana per valorizzare pittori e realtà artistiche di altre parti d’Italia”.

Un merito che, secondo Sgarbi, va in parte ascritto a Roberto Longhi grazie alla mostra d’arte sul Rinascimento organizzata a Ferrara nel 1933. Un’esperienza simile fu ripetuta l’anno dopo a Bologna con una mostra che aiutò a rompere il concetto unico di arte solo toscana, e a valorizzare quello che Sgarbi ha definito una sorta di “federalismo artistico”.

“Caravaggio, grande artista milanese, trasse ispirazione in tutto il nord Italia, sicuramente anche in questa chiesa davanti agli affreschi del Pordenone e davanti alla sua Deposizione realizzata a Cortemaggiore; ma al nord non lasciò traccia, operando poi soltanto a Roma. Pordenone, al contrario, operò prima nel Veneto, rivaleggiando a lungo con Tiziano, e successivamente a Roma, tra il 1516 e il 1518, per studiare e trarre ispirazione dalle opere di Raffaello e di Michelangelo. Così riuscì a caricarsi di una dimensione che va oltre Tiziano e non a caso Vasari, nella sua raccolta di biografie, lo definì “il più bravo e celebre nelle invenzioni delle storie e nel disegno a fresco…”. Per questo Pordenone è diventato, e va considerato, il primo vero “manierista padano”. Parafrasando Manzoni, potremmo dire che ha risciacquato le vesti in Tevere diventando il primo ad esprimere la Maniera moderna, cioè la Maniera di Michelangelo. Pordenone è il primo interprete della pittura romana nel nord Italia, che grazie agli affreschi di questa cupola fiorì a Piacenza, a Cremona, Ferrara, Mantova, Brescia e in altri centri che sono, appunto, i luoghi del “Manierismo padano”. Il Rinascimento declinato al “Manierismo padano”, quindi, si è concretizzato proprio qui, in questa città che vanta la prima grande cupola romana del nord Italia”.

Prima del lungo applauso tributatogli dal pubblico, Sgarbi ha anche ricordato i nudi femminili della cupola pordenoniana, unione tra il mondo pagano e quello cristiano, che fortunatamente non sono passati sotto la scure del Braghettone.

La mattinata, dopo i saluti di padre Secondo Ballati, è stata conclusa dall’avv. Corrado Sforza Fogliani, Presidente del Comitato esecutivo della Banca di Piacenza, che ha ringraziato Sgarbi per l’alto impegno artistico profuso a favore del Pordenone, di S. Maria di Campagna ma anche di tutto il territorio piacentino.

Mirella Molinari
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Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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