Spesso snobbati, ignorati dalla stampa, seguiti da famiglie a volte annoiate e interessate solo alla performance del proprio figlio/a. I saggi scolastici di fine anno, e mi riferisco a scuole di vario tipo, sono protagonisti assoluti del mese di giugno ma spesso non se ne parla come si dovrebbe, liquidandoli come spettacoli di serie B (la foto di copertina é di Danila Corgnati).
Ne parlo io perché, quest’anno, a diverso titolo, ne ho seguiti tanti e voglio dire la mia. Come mamma, ho ricordi relativamente lontani e poco obiettivi. Come insegnante di musica sono già più lucida nella valutazione e conosco bene la fatica e l’impegno indispensabile per allestire uno spettacolo che possa definirsi tale. Come giornalista, non posso fare a meno di spendere qualche parola a favore di questo tipo di esibizione, anche alla luce di commenti recenti, che non mi trovano per nulla d’accordo.
Teatro, musica, danza. Mesi di prove si esauriscono in pochi minuti sul palcoscenico, con costumi e scenografie spesso fatte in casa, e con testi o coreografie inventate ad hoc da insegnanti straordinari che ogni anno si inventano qualcosa di nuovo.
E’ il caso della Scuola Media di Vigolzone che da anni, con il sostegno del Comune di Vigolzone, propone un laboratorio di teatro a partecipazione libera, coordinato dalle Proff. Enrica Salvadori e Daniela Micco con la collaborazione dei Manicomics e con una buona dose di volontariato di alcune colleghe (sante subito). In scena, quest’anno, al teatro Don Bosco di Podenzano, l’Orlando Furioso, of course, rivisitato. Oltre un’ora di teatro, con cambi continui di costumi e di scene, ha divertito il pubblico presente. I ragazzi, in particolare qualcuno, hanno dimostrato capacità interpretative straordinarie e presenza scenica da attori consumati.

Sempre con il supporto dei Manicomics per la parte teatrale, ma al Teatro San Matteo a Piacenza, un programma di esecuzioni musicali con flauti, archi e percussioni, seguiti da alcuni scketch autoironici dedicati all’uso/abuso della tecnologia da parte degli adolescenti, ha visto in scena ragazzi della Scuola Media Dante-Carducci di Piacenza.Un progetto finanziato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, curato, per la parte musicale di orchestra da Lucia Tagliaferri, Francesco Brianzi, Alessandro Carreri e Francesca Fratino. Anche in questo caso uno spettacolo scorrevole, divertente, con ragazzi bravissimi e completamente disinvolti sia come musicisti che come attori.
Bello, professionale e nuovo lo spettacolo di fine anno al Municipale proposto da Danzinscena di Gaia Spingardi, con coreografie anche di Danila Corgnati e Giulia Cella. Una sinergia con Sopra La Riga, e con la tradizione piacentina che il progetto propone da qualche anno, ha suggerito il filo conduttore alla danza. I testi di Danila Corgnati, interpretati da Fauzia E Bon, ci hanno raccontato storie e personaggi della nostra città. Uno spettacolo di altissimo livello, che meriterebbe una visibilità diversa e, speriamo, una riedizione rivolta ad un pubblico che apprezzi davvero questa proposta.

Infine, con una nota di merito particolare, la proposta della scuola di Danza di Vigolzone “Move Art” di Mia Molinari e Nathalie Malvi in scena con Mary Poppins al teatro Don Bosco di Podenzano e, in replica, in piazza Cavalli, lo scorso weekend. Uno spettacolo delizioso, curato nei minimi dettagli, con soluzioni tecnologiche azzeccate e con coreografie perfette per valorizzare tutti i partecipanti. Una prova di grande professionalità per una stella della danza del calibro di Mia Molinari, artista piacentina protagonista di master e di spettacoli internazionali come ballerina, insegnante e coreografa, che ha saputo ricavarsi un posto anche nella dimensione di provincia. Che sia il teatro di una grande capitale o un piccolo teatro parrocchiale, poco importa. Lo stile e il rigore di chi ama davvero ciò che fa e ci crede fino in fondo, restano inalterati, e Mia lo ha dimostrato, con grande classe.

La piccola Amanda allieva di Move Art 




Un insegnamento che, in generale, emerge dalla maggior parte dei saggi o spettacoli scolastici. E’ facile ricavare grandi prestazioni da artisti di professione, ma forse lo è meno partendo da qualcosa di molto più semplice. Pochi mezzi, capacità eterogenee, la necessità di far sentire tutti i ragazzi importanti allo stesso modo. Ecco, questa è la sfida dei saggi scolastici. Una magia che si rinnova ogni anno e che continua ad stupire chi ha la finezza di coglierne l’essenza.
E AGLI INSEGNANTI DICO che
se anche uno solo dei nostri ragazzi, su quel palcoscenico, si sarà sentito parte di una squadra, tassello importante e indispensabile, se anche uno solo di loro avrà provato la sensazione unica di essere libero, di volare e magari di essere davvero sé stesso suonando, ballando o recitando, bé allora poco importa che le note siano state stonate, il ritmo un po’ zoppicante o le battute non proprio recitate alla perfezione. Avremo vinto la nostra piccola sfida e, al di là di ogni retorica, sapremo per certo che tutto quel lavoro fatto e ripetuto per mesi non è stato vano. Pronti, già da settembre, a ricominciare da capo.
Grazie a Paola Fugazzi per la foto della piccola, dolcissima Amanda






