E’ di qualche giorno fa, ma ancora senza risposta, l’interrogazione di Sara Soresi (riportata in questo articolo) in merito alla riforma scolastica che porterà alla creazione di otto Istituti Comprensivi a Piacenza. La capogruppo di Fratelli d’Italia, sottolinea i dubbi e le criticità riferite da famiglie e da personale della scuola, aspetti ancora non chiariti che hanno sollevato non poche preoccupazioni. In vista dell’imminente termine per le iscrizioni, ci si aspetta dunque un incontro pubblico, nel segno della partecipazione, per spiegare i vari passaggi e le possibili soluzioni che porteranno a ridisegnare la mappa della scuola piacentina, tra infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
Oltre all’improbabile completamento, entro settembre 2026, delle due nuove scuole, dei Pontieri e dell’ex Manifattura Tabacchi, restano domande in merito a diversi aspetti:
quello organizzativo e logistico, quello del possibile aumento del traffico, in contrasto con le finalità del progetto stesso, quelle dello stravolgimento degli organici di docenti e personale della scuola e, non ultimo come importanza, quello relativo alla tanto raccomandata continuità didattica, a rischio, vista la prospettiva di smembramento di alcune classi e di trasferimento di docenti. Lo rimarca anche l’intervento di una docente nella chat attivata dall’Amministrazione(con scadenza 24/11) ricordando che la scuola é soprattutto luogo di relazioni e rapporti personali costruiti nel tempo. Conquiste da preservare, un patrimonio educativo e affettivo a cui assicurare un futuro, anche in un contesto rinnovato.
Da parte di Sara Soresi resta l’impegno a sollecitare un incontro pubblico. L’idea non é certo quella di impedire o contrastare la realizzazione della Riforma, ma semmai di attivarla con la gradualità necessaria, dunque con tempi più lunghi, quelli necessari perché i cambiamenti siano davvero opportunità di miglioramento e non causa di caos e disagi.
Interrogazione a risposta scritta ex art. 73 del vigente Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari.
Per sapere – premesso che:
– a partire dall’anno scolastico 2026-2027, nel Comune di Piacenza è prevista la soppressione dei circoli didattici e delle attuali scuole medie autonome, con la conseguente creazione di otto nuovi Istituti Comprensivi operanti in verticale dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di primo grado (3-14 anni);
– il nuovo assetto prevede la trasformazione dell’attuale sistema scolastico composto da 9 plessi di scuola dell’infanzia, 16 plessi di scuola primaria e 8 sedi di scuola secondaria di primo grado, in 8 istituti comprensivi, con l’obiettivo dichiarato di garantire una maggiore continuità didattica e territoriale;
– con Delibera del Consiglio Comunale n. 11 del 18 marzo 2024, il Comune di Piacenza ha approvato la proposta di riordino della rete scolastica e di creazione dei nuovi Istituti Comprensivi;
– nella citata delibera, al punto relativo alla tempistica, si legge testualmente che «L’avvio previsto nell’anno scolastico 2026/2027 è condizionato dalla conclusione dei lavori per la realizzazione delle due nuove scuole presso il Laboratorio Pontieri e l’ex Manifattura Tabacchi; il Comune terrà monitorato l’andamento dei lavori e, qualora si registrassero slittamenti nella data di consegna, l’avvio dei comprensivi verrà rinviato all’anno scolastico successivo»;
Considerato che:
– numerose famiglie hanno contattato la scrivente per segnalare forti criticità organizzative relative in particolare al nuovo Istituto Comprensivo 2, che comprende: per la scuola secondaria: Alberoni e Pontieri; per la scuola primaria: Alberoni, Mucinasso e San Lazzaro; per l’infanzia: Alberoni, Borghetto e Gerbido;
– in particolare, le famiglie della zona di San Lazzaro e Mucinasso (oltre che Montale e Borghetto) lamentano che gli alunni di quinta primaria dovranno accedere alla futura scuola media dei Pontieri o dell’Alberoni, distante rispetto ai quartieri di provenienza, mentre, attualmente, fanno riferimento alla scuola media “Anna Frank”, corrente in via Manzoni, più prossima ai luoghi di residenza di detti discenti: chi oggi raggiunge la scuola a piedi sarà costretto a usare auto o autobus, con aggravio di tempo, costi e impatto sul traffico;
– è stato riferito dai dirigenti scolastici che tale trasferimento avverrà anche nell’ipotesi in cui la scuola Pontieri non sia ancora pronta per settembre 2026: gli alunni sarebbero, quindi, assegnati, momentaneamente, in altre scuole del territorio, ove verranno allocati in un’ala circoscritta per dividerli dagli altri discenti, docenti e collaboratori scolastici, per poi essere trasferiti ai Pontieri o alla ex Manifattura Tabacchi;
– molte famiglie hanno figli in scuole diverse (ad esempio un bambino alla primaria di San Lazzaro ed un altro che avrebbe dovuto proseguire all’Anna Frank): con la nuova riorganizzazione il secondo potrebbe essere assegnato ai Pontieri o all’Alberoni o a scuole vicine ai Pontieri, generando difficoltà logistiche enormi e imponendo ai genitori spostamenti in punti opposti della città;
– la riorganizzazione comporterà inoltre, per molti alunni, la perdita degli attuali insegnanti, che perderanno la titolarità sui precedenti istituti in ragione della riduzione delle classi e quindi delle cattedre complessive (circa il 70%) e saranno smistate due sezioni della scuola media “Dante” ed una sezione della scuola media “Frank” verso la struttura dei Pontieri, con ripercussioni sulla continuità didattica e sul benessere dei minori. Anche i bambini ed i ragazzi con disabilità non potranno dunque beneficiare di quella continuità didattica che rappresenta un diritto fondamentale che mira a migliorare il percorso educativo ed il rapporto di fiducia tra alunno e docente. Inoltre, verrebbe leso non solo il principio dichiarato della continuità didattica ma anche il principio territoriale, sempre a base dell’obiettivo dichiarato, posto che lo smistamento di alunni attualmente frequentanti la scuola media Dante (due sezioni, equivalenti a sei classi) e Frank (una sezione, equivalente a tre classi) porterebbe ad uno spostamento radicale di circa 250 alunni da un luogo ad un altro della città diametralmente opposti tra loro, con notevoli ripercussioni sull’organizzazione delle famiglie e sul traffico cittadino, senza, peraltro, considerare che, attualmente, molti dei minori che frequentano le suddette scuole e che raggiungo le stesse a piedi o in bicicletta, sarebbero costretti a trovare differenti soluzioni per il raggiungimento della nuova sede scolastica;
– per quanto riguarda il plesso Alberoni, le famiglie segnalano che gli studenti attualmente iscritti alla scuola media dello stesso istituto, anche in caso di permanenza nel plesso Alberoni, subiranno, quasi certamente, un cambio di docenti e dirigente scolastico: i primi, per via della ri-organizzazione e per la scelta di un differente plesso in considerazione del dirigente che potrebbe esservi assegnato, ed i secondi, i dirigenti, in virtù del nuovo assetto che li vedrà assegnati a nuove sedi, peraltro, senza che agli stessi venga comunicata la nuova sede in tempi congrui per meglio definire l’organizzazione scolastica e l’offerta formativa da proporsi alle famiglie;
– sempre per quanto concerne il plesso Alberoni, con l’introduzione dello stradario, presso lo stesso saranno tenuti ad iscriversi solo gli alunni residenti nella medesima zona che, notoriamente, accoglie soprattutto famiglie di origine straniera e neo-arrivati in Italia con l’ovvia conseguenza che la sede Alberoni verrà stigmatizzata, e di fatto sarà, la sede degli alunni stranieri, a discapito del principio di integrazione sociale. Undici anni or sono, la percentuale degli alunni stranieri si attestava, presso le medie Alberoni, al 92% della popolazione scolastica complessiva. Il lavoro svolto negli ultimi dieci anni ha consentito, invece, un ritorno degli alunni italiani verso la sede Alberoni, integrandoli con gli alunni stranieri, raggiungendo il ragguardevole risultato di una percentuale del 50% di alunni italiani e stranieri, grazie ad un’offerta formativa che, col nuovo assetto, non si potrebbe più garantire a causa del cambio dei docenti ed, eventualmente, del dirigente scolastico;
– la riorganizzazione dovrebbe partire a settembre 2026, ma la stessa Amministrazione alle famiglie ha in più occasioni ribadito che né la scuola Pontieri né la nuova scuola dell’ex Manifattura Tabacchi saranno pronte entro tale data, circostanza che richiama direttamente quanto previsto dalla delibera di Consiglio sopra citata per procedere al rinvio dell’avvio degli Istituti Comprensivi. Si aggiunga che anche la scuola dell’ex Manifattura Tabacchi sarà interessata dallo spostamento di alunni dalle sedi dell’attuale scuola media Calvino con le stesse problematiche già evidenziate per la scuola Pontieri;
– nella definizione degli otto istituti comprensivi si prevedeva anche la ristrutturazione o creazione ex novo delle segreterie didattiche afferenti a ciascun comprensivo: allo stato attuale, le opere edilizie non risultano avviate ed i tempi di realizzazione delle segreterie didattiche non sono certi. Peraltro, la strutturazione delle nuove segreterie non comporta, meramente, la realizzazione delle opere edilizie ma anche la predisposizione degli impianti elettrici, lo spostamento degli apparati wi-fi, delle linee internet, dei server delle segreterie, dei fascicoli, del mobilio, delle scaffalature, delle casseforti, ecc. lasciando prevedere, molto presumibilmente, un ritardo considerevole anche nella predisposizione di tutto l’apparato amministrativo dei costituendi istituti comprensivi. Inoltre, la segreteria del comprensivo n. 1 risulta che, per ragioni logistiche, sarà divisa in due diversi edifici: la casa del custode presso la sede della scuola elementare “Giordani”, che dovrebbe ospitare due stanze, e la sede stessa del “Giordani” che dovrebbe contenere altre due stanze adibite a segreteria con un impatto negativo sul lavoro del dirigente scolastico, del direttore dei servizi generali amministrativi e degli applicati di segreteria che si vedrebbero costretti ad operare in strutture diverse, sebbene contigue. Tale impostazione, inoltre, andrebbe a ridurre, ulteriormente, gli spazi, già esigui, della sede del “Giordani” per le attività didattiche;
– nella predisposizione dei costituendi istituti comprensivi si era definito che gli stessi avrebbero avuto, all’incirca, il medesimo numero di studenti. Dalle ultime proiezioni, invece, risulta che tre istituti avranno oltre 1500 alunni, un istituto circa 1000 alunni, e gli altri tre avranno, rispettivamente, 925, 797 e 886 iscritti, con ciò venendo meno anche al predetto equilibrio quantitativo;
– a gennaio 2026 le famiglie dovranno procedere alle iscrizioni scolastiche per l’anno successivo, e allo stato attuale né i dirigenti scolastici né gli insegnanti sono in grado di fornire risposte chiare ai genitori riguardo alla reale destinazione dei figli, creando un clima di incertezza assoluta;
– ad oggi, gli istituti sopra menzionati non hanno ancora stabilito e reso noti i criteri con i quali saranno scelte le sezioni da migrare nei nuovi istituti;
Tutto ciò premesso e considerato,
CHIEDE:
- Per quale motivo l’Amministrazione stia portando avanti la riorganizzazione della rete scolastica con avvio nell’a.s. 2026/2027, nonostante la delibera di Consiglio Comunale n. 11/2024 preveda espressamente il rinvio dell’avvio qualora le scuole Pontieri ed ex Manifattura Tabacchi non siano pronte congiuntamente alle segreterie didattiche;
- Per quale ragione non sia stato programmato un incontro pubblico con le famiglie degli alunni coinvolti, nonostante l’imminente scadenza delle iscrizioni scolastiche (gennaio 2026) e l’evidente clima di disorientamento e incertezza;
- Se l’Amministrazione stia valutando di prorogare l’entrata in vigore del nuovo sistema degli Istituti Comprensivi, in attesa che i plessi Pontieri ed ex Manifattura Tabacchi siano completati e operativi, nel rispetto della delibera comunale;
- Se si stiano ipotizzando altre ipotesi di riorganizzazione delle segreterie e della composizione degli istituti comprensivi per evitare disuguaglianze qualitative e quantitative tra gli stessi;
- Quale sia lo stato effettivo dei cantieri delle due nuove scuole e quali siano oggi le previsioni aggiornate di consegna dei lavori;
- Quali misure intenda adottare per garantire la continuità didattica degli alunni coinvolti, evitando smistamenti, cambi di docenti e trasferimenti in plessi distanti dal territorio di appartenenza. In particolare, se sia stata considerata la possibilità di consentire agli studenti già frequentanti i diversi plessi (sia della scuola primaria, sia della scuola secondaria di primo grado), di portare a termine il proprio ciclo di studi nell’edificio scolastico attualmente frequentato, prevedendo l’applicazione della nuova riorganizzazione solo per gli alunni che inizieranno un nuovo ciclo (prima primaria e prima media), così da evitare trasferimenti forzati, cambi di docenti e smistamento di classi;
- Se sia stato effettuato uno studio sugli impatti logistici e sul traffico generati dai nuovi percorsi casa-scuola, soprattutto nelle zone di San Lazzaro, Mucinasso; Montale, Borghetto, Frank, Dante e Alberoni, e se siano previste misure compensative. Sara Soresi



