E’ andata bene, anzi benissimo. La Marcia di Veano edizione 2025 ha superato le aspettative, compensando ampiamente la delusione dello scorso anno, prima edizione della rinata kermesse, rovinata però dal maltempo (con poco più di 50, intrepidi partecipanti)
Numeri diversi, invece, per la seconda edizione; organizzatori e volontari hanno guardato con apprensione le previsioni per giorni e hanno salutato con relativo sollievo il temporale della sera prima che ha spazzato via un pò della calura di questa estate anticipata, sfogando i malumori delle nubi minacciose di sabato. E così, domenica 22 giugno, ecco una splendida giornata di sole ma anche, almeno nelle prime ore del mattino, di piacevole brezza e cielo limpido. Giornata perfetta, per il popolo dei marciatori.
LA CARICA DEI 680 Sono stati 680 gli appassionate di trekking che hanno raggiunto la frazione di Vigolzone per godersi un suggestivo doppio itinerario (6 km oppure 12 km) . Partenza libera dalle 8 alle 10, diversi punti di ristoro, tappa finale presso Villa Alberoni con rinfresco e scambio di suggestioni sull’esperienza appena vissuta.
L’iniziativa, promossa da Opera Pia Alberoni e CSI Centro Sportivo Italiano, e inserita nel Calendario provinciale delle marce, ha ripreso la tradizione della Marcia di Veano organizzata, per oltre vent’anni dal Gruppo Sportivo Alta Val Nure e poi interrotta ai tempi della pandemia. Hanno collaborato all’iniziativa anche il Gruppo Sportivo Valnure, con il presidente Angelo Ratti, ma anche Angelo Ferrari e Manuele Battaglia che si sono occupati di sistemare i sentieri.
Al taglio del nastro, tanto entusiasmo già di prima mattina, con la presenza, tra gli altri, dell’assessore del Comune di Vigolzone Giulio Borlenghi.

Una proposta apprezzata, quella della marcia di Veano, che ha dato modo a tanti di godere di una parte bellissima del territorio piacentino. Il tutto con un’ organizzazione perfetta, grazie anche al contributo di tanti volontari e dell’impresa sociale Il Viaggio che prosegue l’attività di ristorazione e di soggiorno avviata lo scorso anno, nel segno della sostenibilità e dell’inclusività.

SPORT E NATURA Ma sono le foto, oltre le parole, a raccontare qualcosa di più di questa bella giornata di sport e natura. Scatti realizzati anche con il drone, per fissare in modo quasi documentaristico la bellezza di questa parte del territorio, oppure foto improvvisate tra amici per raccontare la gioia di una marcia affrontata insieme, in libertà, con il piacere della condivisione.
I luoghi, poi, parlano da soli. Veano, grazie all’impegno dell’Opera Pia Alberoni, del Comune di Vigolzone e dei tanti che l’hanno scelta come luogo dove vivere, é cresciuta molto. In tanti la stanno riscoprendo o scoprendo, per ora, nel rispetto di una frazione che resta in gran parte intatta, ancora lontana dalle trasformazioni di turismo di massa, senza identità. Qui restano i segni di un territorio autentico, orgoglioso delle proprie radici e attraversato anche dalla grande storia, in uno scenario a tratti internazionale.
VEANO LA PRIGIONE DELLA LIBERTA’ Natura, sport ma anche storia e memoria. La due giorni a Veano é iniziata sabato 21 giugno con la presentazione del libro di David Vannucci intitolato Veano, la prigione della libertà (edizioni Tip.Le.Co) un’opera pubblicata con il sostegno di Banca di Piacenza e Opera Pia Alberoni e dedicata agli anni della Seconda Guerra Mondiale in cui Villa Alberoni divenne campo di prigionia per i prigionieri britannici.
Un periodo particolarissimo della vita della storia della Villa Alberoni segnato da tentativi avventurosi di fuga e dalla grande fuga del settembre 1943; episodi raccontati da Vannucci, tenente colonnello dell’Arma dei Trasporti e Materiali dell’Esercito Italiano noché studioso di storia militare, e da Maria Rosa Pezza, studiosa della storia del Collegio Alberoni e della Villa Alberoni di Veano, durante la partecipata presentazione presso la Chiesetta della Villa Alberoni con successiva visita guidata attraverso i luoghi e gli ambienti più significativi della Villa.




