HomeAttualitàPRIMO MAGGIO DAL "QUARTO STATO" IN POI

PRIMO MAGGIO DAL “QUARTO STATO” IN POI

Per essere davvero la FESTA dei lavoratori il lavoro dovrebbe essere l’espressione di una passione, la realizzazione delle proprie capacità, dovrebbe essere giustamente retribuito, sicuro, non pericoloso né precario, dovrebbe essere un orgoglio e una soddisfazione, la certezza di contribuire al bene comune. Non è così, ma la “festa” è comunque occasione di bilancio, analisi, ripensamento.

A Volpedo il primo maggio a partire dalle 9,30 una serie di eventi coinvolgerà i sindacati, le autorità, la gente. Dal discorso del sindaco alla banda musicale fino alle visite guidate al museo e allo studio di Pellizza. Particolarmente intenso sarà l’omaggio a Giuseppe Pellizza quando sulla sua tomba, nel cimitero di Volpedo, verranno letti alcuni scritti del grande pittore e notizie d’epoca. Il tema della giornata di Volpedo è “Costruiamo insieme un’ Europa di pace, lavoro e giustizia sociale”. Volpedo è il luogo perfetto per la giornata dei lavoratori, perché di Volpedo è l’artista che ha saputo non solo rappresentarli esteriormente, ma ha impresso sulla tela anche il loro stato d’animo, i loro pensieri, la loro volontà.

Pellizza li ha davvero amati per essere riuscito così bene ad immortalarli nella loro interezza umana. Medito guardando il capolavoro di Pellizza, quel “Quarto Stato” che magnificamente ritrae una moltitudine di sfruttati che sembrano impastati di terra e di fatica mentre avanzano con determinazione e speranza a pretendere giustizia.
Come potremmo oggi ritrarre gli ultimi dei lavoratori? E chi sarebbero? Quelli col cellulare ma sfruttati nei campi dai caporali ? O quelli che pur avendo un lavoro non arrivano a fine mese e devono mangiare alle mense dei volontari? O ancora quelli che lavorano oggi, ma non sanno se lavoreranno domani ? O sono quelle donne che lavorano fuori e dentro casa fino allo sfinimento? Dopo tanto tempo dalle prime rivolte,

dopo la nostra Costituzione, dopo lo Statuto dei lavoratori purtroppo tradito, esiste ancora lo sfruttamento, ci sono troppe morti non “sul” lavoro ma “per” il lavoro. Il problema non è solo che chi guadagna davvero, cioè chi incassa gli utili, non ne ha mai abbastanza, ma è che non viene riconosciuto il vero valore ad ogni lavoro, soprattutto a quelli più umili, faticosi, rischiosi, che sono i più indispensabili all’esistenza di tutti.

Tanto per fare qualche esempio vorrei che fossero molto ben pagati i vigili del fuoco, i soccorritori, quei medici che salvano la vita, le forze dell’ordine addette alla nostra sicurezza, i contadini, i minatori, gli operai. E, secondo me, in un Paese davvero civile, non si dovrebbe consentire che chi non fa niente di utile come chi vive di ospitate in TV , influencer e simili vengano strapagati.

Populismo? Moralismo? Non m’importa. Credo fermamente che sia sprezzante e offensivo sventolare guadagni facili ed esagerati quando c’è ancora chi non ha soldi per una vita dignitosa. Vale anche per le retribuzioni dei politici e non si dica che li strapaghiamo perché non si facciano comprare da qualcuno. Io sono per “Lavorare meno, lavorare tutti”, ancor più sono per riconoscere valore ad ogni vero lavoro, quello fatto di capacità, impegno, responsabilità. Se si riconoscessero davvero l’utilità e la dignità di OGNI lavoro allora sì che il Primo Maggio sarebbe una festa.

Bruna Milani

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3 Commenti

  1. complimenti vivo in costa rica da pensionato .bellissimo articolo coinvolgente e carico di valori .un saluto e un abbraccio 🙏🌈💫

  2. Semplice e sintetica sequenza espositiva, tipica di chi ha ampiamente approfondito un tema (Lavoro) e ci si è immedesimata con intima partecipazione. Ancora una volta (e certamente non ce ne stupiamo!): brava, Bruna Milani! Grazie e buon proseguimento

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