La bella villa con parco che Giuseppe Verdi progettò personalmente e nella quale andò a vivere nel 1851 sarà venduta all’asta. La villa che sorge in località Sant’Agata di Busseto contiene arredi e ricordi del grande Maestro, ma soprattutto contiene il suo spirito perché lì si vedono i suoi gusti, si intuisce la sua personalità, si respirano le sue atmosfere e nel parco dove scorrono le stagioni possiamo vedere ciò che egli ha visto, sentire gli stessi profumi, ammirare i medesimi colori, godere della quiete frusciante che ha segnato tanti periodi di Verdi. Ora rischiamo di perdere tutto questo, ma poiché lo Stato ha diritto di prelazione possiamo salvare la villa, lo dobbiamo agli italiani e soprattutto al Maestro. Durante quest’ultima campagna elettorale tutti i candidati hanno fatto promesse, parlato di cultura, di bellezza e responsabilità, lo dimostrino. Villa Verdi è un ottimo banco di prova. Vogliamo vedere quali proposte, quali idee sapranno trovare, cosa sapranno concludere. Villa Verdi è un patrimonio reale e simbolico che deve essere comune e trascendere i confini provinciali. I comuni, le Regioni , a partire dall’Emilia Romagna, dovrebbero partecipare al salvataggio di villa Verdi, non solo perché è un bellissimo edificio ottocentesco, non solo perché fu dimora di un grande musicista, ma anche perché quel grande compositore fu un un politico integerrimo, generoso, buono, precursore dei tempi. Insomma, un tipo di politico che oggi manca e di cui l’Italia ha estremo bisogno. Salvare tutto ciò che riguarda Giuseppe Verdi significa dunque salvare almeno il ricordo di quei valori, culturali, sociali e persino politici, a cui tutti i politici dovrebbero ispirarsi per prendere esempio e per agire per il bene comune senza cedimenti o compromessi. Se davvero pubblici amministratori e politici credono nei valori di cui tanto si riempiono la bocca lo dimostrino premendo sul ministro della cultura Franceschini, sul FA, propongano un consorzio fra Comuni o qualcosa di simile, ma si diano da fare, si rendano credibili. Ce lo devono, lo devono a noi cittadini a cui non sanno dare progetti di alti contenuti e di senso, lo devono a Verdi che ha insegnato come fare una politica buona e seria a servizio soprattutto degli ultimi, che ci ha insegnato ad essere umili anche quando si è un genio, ad essere semplici anche con una mente immensa. Giuseppe Verdi è stato il cittadino onesto che tutti dovremmo essere, l’amante della natura che anche noi dovremmo amare, ha fatto onore all’Italia come artista ed è stato persino il politico migliore tanto che dovremmo pretendere solo politici he gli somiglino. Salvando villa Verdi salviamo la speranza e l’impegno ad essere migliori.
Bruna Milani



