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Perché vegano? Tutti i segreti del successo del ristorante Lo Fai, numero uno a Piacenza

50 coperti, 9 dipendenti, il vegano piace e come.

1208576_456302274487376_1031181672_n Dopo tre anni di vita, all’interno di un progetto più ampio che coinvolge anche musica e artigianato, Lo Fai, il ristorante vegano di via Cavalletto, si colloca in vetta alle classifiche di gradimento del food a Piacenza.

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Riso, pasta, involtini, polpette, persino kebab. Tutto rigorosamente privo di alimenti di origine animale e con ingredienti che seguono la stagionalità.

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Una scelta estrema? Per chi ha sposato una filosofia di vita ben precisa? Nulla di radicale. Il ristorante è frequentato da un pubblico eterogeneo quanto ad età (dai bambini agli ottantenni) ma soprattutto quanto a scelte alimentari e di vita. C’è il vegano convinto e informato (sempre di più anche a Piacenza), c’è chi ogni tanto, al solito panino/piadina, preferisce un pasto leggero e comunque salutare, c’è poi chi arriva qui per caso senza nemmeno sapere che il locale è vegano (“qualcuno lo ha scoperto dopo aver frequentato per settimane il ristorante” ci racconta Nicola Curtarelli di Lo Fai).

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Un luogo accogliente, con un approccio inclusivo, che non rinuncia a diffondere un messaggio molto chiaro e sempre più condiviso, quantomeno a livello di informazione.

Al di là di questo, un’avventura imprenditoriale giovane che ha sfondato in un mercato non facile e in una città diffidente per tradizione nei confronti di qualsiasi novità, a prescindere!!

Il locale e tutto il progetto che vi ruota attorno, sono gestiti con professionalità, competenza, gentilezza e disponibilità.

 

Il cibo è buono, con prezzi bassi, accessibili ai più. E infatti, senza sforzi di comunicazione e marketing, il giro del vegano è aumentato in modo esponenziale. Il locale è quasi sempre completo e il passaparola lo ha già ampiamente premiato, anche oltre i confini provinciali. Da pochi tavoli e poche portate si è arrivati a 50 coperti e un menù articolato che varia ogni giorno. Non resta che provarlo, con lo spirito di scoprire nuove frontiere per il nostro palato e con il piacere che sempre si prova a trovare cibo già pronto e a mettere, come si dice, “le gambe sotto al tavolo”. Buon lavoro a questi ragazzi, dunque, e a voi b appetito!!

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Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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