Da venerdì 7 a domenica 16 febbraio, Eataly Piacenza ospita “Una mostra di Paola Foppiani e Silvia Galletti” nei suoi spazi: un’occasione imperdibile per immergersi in un universo artistico che esplora la femminilità, l’intimità e la forza interiore attraverso due linguaggi distinti, ma perfettamente complementari.

PERCHE’ UNA MOSTRA DA EATALY? “Per varie ragioni – dice Maria Grazia Sabato – prima fra tutte l’idea di esporre delle opere molto comunicative, piene di significati e di messaggi e dai colori netti e decisi, in un ambiente tutto di sapori, qualità, profumi, gusti, di prodotti alimentari italiani prelibati, anch’essi “capolavori”…esattamente come lo sono le opere d’arte di Paola e di Silvia. E poi perché gli spazi di Eataly direi che non sono molto conosciuti a Piacenza, quindi è una novità allestire una mostra qui, trovo che siano particolarmente adatti ad accogliere e ospitare l’arte. Ma in più ho pensato a questa location espositiva perché è situata in una zona dalla città che mi piacerebbe diventi vero e proprio luogo di aggregazione e di scambio di emozioni che passino per tutti e 5 i sensi non solo attraverso il cibo, ma anche attraverso la cultura e l’arte. La mostra, curata da Paola Riviezzo, rappresenta l’incontro tra due mondi, due visioni artistiche, due tecniche espressive che si fondono nell’intento comune di esplorare e dare forma all’essenza femminile, immerse e integrate nel contenitore Eataly, tra gustosità e profumi: è questa la proposta della mostra bipersonale che vede protagoniste Paola Foppiani e Silvia Galletti. Due artiste, due donne, due amiche che hanno costruito un sodalizio profondo nel tempo, accomunate dalla necessità di esprimere le proprie emozioni e sensazioni più intime attraverso l’arte.”
DUE ARTISTE DIFFERENTI Nonostante le differenze nelle loro tecniche – Paola che lavora l’argilla con un approccio fisico e dinamico, Silvia che traccia segni sottili e raffinati – le due artiste si ritrovano nel bisogno di esplorare l’animo femminile e di utilizzare l’arte come uno strumento per raccontare storie interiori. Le loro opere non sono solo oggetti estetici, ma vere e proprie mappe emotive che permettono all’osservatore di entrare in contatto con il proprio mondo interiore. In questa mostra, l’arte di Foppiani si intreccia con quella di Galletti, dando vita a un percorso che invita a fermarsi, a riflettere su ciò che ci rende unici, sulla nostra individualità e sull’essenza più profonda di ogni essere umano.
PAOLA FOPPIANI
Paola Foppiani nasce a Piacenza dove vive e lavora. Ha frequentato l’Istituto d’Arte Gazzola, dopodiché inizia a fare scultura. Il suo esordio fu alla Rosso Tiziano nel 1999. Ad oggi, ha partecipato ad un centinaio di personali, in Italia e all’estero. Paola affronta la materia con un’energia esplosiva e travolgente. La creta, definita dalle sue mani come “fango”, diventa il suo strumento di rinascita e liberazione. Nelle sue sculture, la forma femminile prende vita in modo rigoglioso, abbondante, esplosivo: donne piene di vita, dalle curve sinuose e rigogliose, intrise di vizi e virtù, di piaceri e sofferenze. La sua tecnica esprime un’energia primitiva, che va oltre la mera rappresentazione, incarnando una vera e propria forza vitale che emana dal corpo, dalla materia stessa. Paola crea attraverso l’argilla, in un processo che è sia catartico che liberatorio, plasmando il dolore, la gioia e le emozioni più profonde in figure piene di vitalità e intensità.
Dice di sé: “La mia creatività è paragonabile ad un’esplosione di sentimenti, che, raccolti nel mio essere, vengono poi canalizzati alle mie mani, creando un movimento che plasma la terra. Le mie dita si muovono al ritmo di una magica energia che mi tiene connessa all’universo e mi fa manifestare l’opera.”.
SILVIA GALLETTI
Al fianco di Paola, Silvia Galletti, con la sua pittura minimalista ed essenziale, racconta una storia diversa, ma altrettanto potente. Silvia nasce a Piacenza, dove vive e lavora. Da sempre coltiva la passione per l’arte e si dedica al disegno. “Disegno volti attraverso poche linee, spesso monocromatiche, tracciate con una mano sicura e delicata, per far emergere le espressioni che li caratterizzano”. I volti sono caratterizzati da linee essenziali e dalla continuità dei tratti somatici, che mostrano il personaggio nel suo lato interiore e donano eleganza e forza all’opera. Silvia costruisce un’intimità che è essenza, è silenzio e suggestione. La sua arte si concentra sulla figura umana, in particolare sul volto femminile, simbolo di una vulnerabilità che viene tratteggiata con grande eleganza e raffinatezza. Ogni segno, ogni tratto, sembra scivolare sulla tela come un sussurro, rivelando una personalità che non ha bisogno di imporsi, ma che si fa semplicemente percepire. La sua pittura è un viaggio nell’anima, un invito a riflettere su sé stessi, a guardarsi dentro per cogliere sfumature nascoste e silenzi profondi. A volte però queste linee discrete esplodono in luce abbagliante che inonda con decisione gli ambienti. Einstein sosteneva che “la realtà è una semplice illusione, seppure molto persistente”. Ispirandosi a questo concetto, l’artista disegna figure sospese tra realtà e fantasia, in cui ci si può riconoscere. Il lavoro dell’artista punta all’essenza del ritratto, a definire le linee minime entro le quali il soggetto può essere rappresentato, individuando gli elementi intrinseci che ne trasmettono la personalità unica.

La mostra, voluta e organizzata da Maria Grazia Sabato, imprenditrice piacentina legata da lunga amicizia alle due artiste, inaugura venerdì 7 febbraio, alle ore 19, con la presenza delle artiste e con la possibilità di visitare l’esposizione. A seguire brindisi.
Alle ore 20, la serata prosegue con la “Cena ad arte”: un menu speciale ideato per l’occasione e realizzato dagli Chef di Eataly. Per partecipare è necessario prenotare il proprio posto al link:
https://bit.ly/40uCvDx
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