“Non sarà una scuola nella quale l’insegnante entra in classe e fa uno spiegone agli studenti” é diretto e incisivo Daniele Novara nell’illustrare il metodo che sta alla base della nuova Scuola Media che partirà con il suo sigillo, forse già da quest’anno, presso l’Istituto San Benedetto.

La possibile apertura, é stata annunciata dal Preside Fabrizio Bertamoni nell’incontro di presentazione ai genitori e a chiunque fosse interessato “Siamo pronti a partire con una prima e lo faremo se arriveremo ad almeno 5 iscrizioni.” Ed erano molti più di 5 i genitori presenti presso la sede di via Genocchi e molte di più sono state anche le telefonate e le manifestazioni di interesse nei confronti di un percorso didattico-pedagogico nuovo. Che incuriosisce.
STUDENTI AL CENTRO “La lezione frontale verrà sostituita da un laboratorio maieutico-ha spiegato Novara- con il docente che mantiene il ruolo di regista preservando però la centralità degli studenti, il loro protagonismo. L’insegnante ha il compito di creare una situazione-stimolo e di monitorarne lo sviluppo attraverso domande dei ragazzi, attraverso ricerche e approfondimenti che nascono da una curiosità autentica”.
E non manca il confronto con la scuola tradizionale “I nostri studenti hanno inventato lo sguardo catatonico, di chi guarda senza ascoltare. Una situazione comprensibile se alla quinta ora del venerdì siamo ancora lì in cattedra a somministrare contenuti…La scuola che abbiamo in mente noi é completamente diversa. Tutto quello che proporremo é pensato e basato su un metodo, questa é la differenza. Un metodo che tutela i ragazzi dai personalismi dei docenti e che pone la scuola nella posizione di rispondere di quanto accade. Soprattutto, una scuola basata sul lavoro e sul recupero, anche, della manualità e del fare.
UNA SCUOLA SENZA VOTI PUNITIVI Certo l’aspetto più stimolante di questa nuova scuola rimane quello della prima comunicazione, uno slogan efficace “una scuola senza voti punitivi” ma oltre a questo c’é molto di più. “I voti ci saranno-assicurano sia Novara che Bertamoni- ma serviranno a segnalare progressi, non il contrario, non per punire. Quanto alla bocciatura, é provato scientificamente che si tratta di un trauma, possibile causa anche di un suicidio (e non mancano statistiche che purtroppo lo provano)”. Cardini del metodo Novara i sette punti che definiscono la scuola come comunità di apprendimento, ovvero:si impara dai compagni, con le domande, nel laboratorio, valutando i progressi, sbagliando, lasciando protagonisti i ragazzi, divertendosi.
Un progetto articolato che i protagonisti sintetizzano bene nelle nostre interviste video, con Novara che commenta anche la situazione complessiva della scuola in Italia.
COME SARA’ LA NUOVA SCUOLA “Il tempo scuola riprenderà un pò i ritmi della primaria- ce lo aveva spiegato Bertamoni nella prima intervista, ricordando l’idea di proseguire con questo modello oltre la terza media, nei primi due anni di secondaria di secondo grado- Lezioni dalle 8.30 alle 12.30, poi pausa pranzo: il pasto verrà portato da casa e consumato in spazi adeguati con garanzia della sorveglianza. Il tutto su modello europeo. Dalle 14.00 alle 16.00 ancora lezione.”
L’orario si svilupperà dal lunedì al venerdì, sabato a casa. Da un punto di vista operativo/didattico, é prevista una supervisione ogni mese con alunni, docenti e genitori, in una sorta di autoregolazione, secondo i principi di una comunità vera.
LA SFIDA DI NOVARA “Quando il San Benedetto mi ha proposto questa avventura, sulle prime ho stentato a crederci, sulle seconde mi sono rassegnato”. Ironico e simpatico, Daniele Novara, pedagogista tra i più apprezzati in Italia e anche all’estero, ha il dono della comunicazione e risulta di facile comprensione anche quando parla di massimi sistemi della pedagogia. In cattedra, insomma, non si mette nemmeno lui, neanche adesso che é una star nel suo settore, conteso in diverse piazze italiane, divisivo su un tema delicato come quello della scuola, ma sicuramente apprezzato per le sue innovazioni e intuizioni, oltre che per la sua competenza. “Sono sempre emozionato quanto torno nella mia città, a maggior ragione oggi perché presento qualcosa di davvero nuovo- ha ricordato a margine della presentazione della nuova scuola-Ringrazio Fabrizio Bertamoni e la Fondazione San Benedetto per avermi dato fiducia. Questa nuova scuola sarà una grande opportunità per Piacenza, che non ha, come altre città, una grande diversificazione quanto a sistema scolastico; un’ esperienza nuova, ma allo stesso tempo legata al solco dei grandi modelli pedagogici della storia italiana.”



