E’ apparso in forma Tommaso Foti nella conferenza stampa sul tema “1000 giorni di Governo Meloni”. Nella sede provinciale di Fratelli d’Italia, il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, ha incontrato la stampa alla presenza del Presidente Provinciale di Fratelli d’Italia Filippo Bertolini ed ad altri dirigenti del partito, tra cui il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri, Erika Opizzi, vice coordinatrice provinciale FdI, la capogruppo in Consiglio comunale Sara Soresi e la consigliera Gloria Zanardi, Massimiliano Morganti, assessore a Fiorenzuola e consigliere provinciale.
Informale, sintetico, con toni convinti e autorevoli, ma non propagandistici. Foti ha seguito una scaletta di argomenti prioritari, tra i tanti, per tracciare un bilancio di questi mille giorni di Governo targato Meloni. E se non sono proprio mille per lui come ministro (dicembre 2024) Foti può a tutti gli effetti, come presenza costante tra i fedelissimi di Giorgia Meloni, esprimere pienamente lo spirito di questi primi anni di mandato, alla guida del paese.
“Penso che parlino più i numeri delle parole – così il Ministro Tommaso Foti-nel senso che in 1000 giorni di governo Meloni sono aumentati di un milione di posti di lavoro, quindi 1000 posti di lavoro in più al giorno.” E ancora “Il rapporto deficit Pil è sceso dall’8,1 il 2024 ha registrato il record di recupero dell’evasione con 65 miliardi.
E’ diminuito in modo drastico lo spread, abbiamo inoltre dati economici che, per quanto riguarda il cosiddetto disavanzo, sono esattamente la metà della percentuale inizialmente raccolta dal precedente governo; mi pare quindi che ci siano elementi di positività, pur in un quadro di politica internazionale che evidentemente desta preoccupazione e che produce effetti a volte del tutto inconcepibili.

Sanità, immigrazione, lavoro, sicurezza Il bilancio di mille giorni di Governo Meloni non è cosa facile da sintetizzare e passa attraverso vari ambiti. Il taglio che il Ministro Foti da al suo intervento è improntato alla sintesi e all’obiettività, per quanto possibile. E così ricorda le nuove assunzioni, oltre 41mila per il personale delle forze dell’ordine, ma anche il prestigio conquistato dalla Premier Meloni in ambito internazionale (vedi G7 in Puglia) a dispetto di quanto “gufato” dai detrattori della leader di Fratelli d’Italia. E anche sul fronte dell’immigrazione- ha ricordato Foti- i risultati ci sono con un calo degli sbarchi illegali pari al 37%.
Quanto poi al suo Ministero, Foti ha precisato che “Per quanto riguarda il PNRR è vero che sono salito su un treno in corsa- commenta Foti-ma è anche vero che mi trovo a vivere la fase più delicata e decisiva di questo percorso. Ormai si deve chiudere e quindi non c’è più tempo per sperare in proroghe che in realtà la la commissione europea ha già negato in più occasioni, bisogna fare tutti uno sforzo per ottenere un risultato che potrebbe davvero essere un fiore all’occhiello dell’Italia in Europa”.

Artefice di più di un intervento per dare risposte concrete alle istanze del territorio piacentino, con le recenti presenze dei Ministri Giuli e Piantedosi, Foti ha inoltre condiviso la preoccupazione, per alcuni settori della meccanica piacentina, per il peso che avranno i dazi, che renderanno difficile portare alcuni prodotti in modo competitivo sui mercati internazionali, pur con la speranza circa le possibili esenzioni sui singoli prodotti, in modo da riportarli in linea con l’impostazione iniziale.
Infine Giuseppe Verdi e il tanto atteso rilancio culturale del territorio piacentino grazie ai legami con il grande Maestro “Il tema non è tanto e solo la valorizzazione dell’ex Albergo San Marco-ha concluso Foti riferendosi alla visita del Ministro Giuli a Piacenza- quanto quello di tutti i segni del legame di Verdi con Piacenza e il suo territorio. Non dimentichiamoci che Verdi fu eletto consigliere provinciale a Piacenza e che sono tanti i collegamenti che ancora provano il valore di queste radici. In questo senso si è svolta la visita del Ministro Giuli, un tour per tracciare la mappa di luoghi verdiani, anche e soprattutto piacentini, che aspettano un’adeguato rilancio culturale, nell’ottica di un progetto di ampio respiro”



