Il Presidente della Repubblica sarà a Piacenza il 23 settembre. E che una delle prime reazioni alla notizia della visita arrivi dalla scuola è sicuramente un buon segno. Una reazione che in realtà è un desiderio, un auspicio, una richiesta.
Una richiesta ardita certo, perché rischia di perdersi tra le tante che caratterizzeranno quella giornata o, alla peggio, di scontrarsi con il rigido protocollo che inevitabilmente ne scandirà i ritmi.
Ma perché non provare? Sicuramente Mattarella, A Piacenza per i 220 anni del Teatro Municipale e nell’ambito della seconda edizione del Festival del Pensare contemporaneo, avrà modo di incontrare anche una rappresentanza della scuola; e non serve molto di più. La docente della scuola di Vigolzone che ha scritto questa lettera aperta, una prof. giovane e piena di entusiasmo, sa bene che ai suoi ragazzi basterà uno sguardo, un saluto, una stretta di mano o anche solo poter assistere all’intervento del Presidente, magari al Municipale o in altri luoghi della città.
Perché vedete la scuola è anche e soprattutto questo: offrire ai ragazzi esperienze vere, occasioni per capire velocemente quello che decine di lezioni dalla cattedra non potrebbero mai spiegare. In questo caso il valore e l’autorevolezza di una istituzione, si.
In un mondo in gran parte svuotato di sostanza, svilito e fiaccato nei suoi fondamentali, restano pochi presidi autentici. La scuola è tra questi. Diamole dunque una possibilità, rendiamo questa giornata qualcosa di più di una bella vetrina, facciamo in modo che ne resti un ricordo duraturo. Per i nostri ragazzi, cittadini di oggi e di domani.
LA LETTERA APERTA DELLA PROF. SILVIA FAVA AL PRESIDENTE MATTARELLA
Gentile Presidente Mattarella
Non appena ho letto la notizia della sua visita a Piacenza, ho pensato a quale magnifica occasione sarebbe per i miei alunni il poterLa incontrare; insegno in una piccola scuola media di provincia, parte di un istituto comprensivo che raccoglie sedi e realtà sociali molto differenti fra loro e cerco, con il mio lavoro, di rendere questi giovani ragazzi appassionati e interessati alla vita, oltre che allo studio. Spesso, purtroppo, nella provincia gli stimoli culturali sono circoscritti, per i nostri ragazzi è già un evento il poter andare a teatro una volta o due all’anno, così come la possibilità di incontrare l’autore di un libro.
Con i colleghi negli ultimi anni abbiamo cercato di costruire occasioni di incontro al fine di permettere ai nostri alunni di allargare gli orizzonti, scoprire mondi diversi e uscire dai limiti, a volte soffocanti, della provincia. Tra tutte le proposte, però, è sempre mancata la componente politica, come se fosse meglio lasciarla fuori dalle aule scolastiche. Del resto, lo vediamo bene tutti, la politica sembra ormai lontanissima dagli interessi della popolazione, sempre più spesso si sentono adulti “disillusi” che si vantano di non essere nemmeno andati a votare, ma gli adolescenti di oggi hanno bisogno di capire che è solo attraverso l’impegno sociale e anche politico che potranno provare a cambiare le cose, perché tra meno di dieci anni saranno loro i giovani adulti che avranno la possibilità di mettersi in gioco.
E allora, quale occasione migliore di quella di incontrare il Presidente della Repubblica?
Lei, Presidente, ha dimostrato di essere un uomo solido, saggio, e appassionato; mi piacerebbe che i miei studenti la incontrassero per capire che Lei, come carica più alta dello stato e come organo costituzionale, rappresenta qualcosa che é oltre le discussioni tra partiti o schieramenti; potere neutro e garante di noi cittadini. Chi non vorrebbe incontrarLa?
Silvia Fava
docente di lettere presso Scuola secondaria di Vigolzone
Istituto Comprensivo della Valnure- Piacenza



