Neonati e mamme disinvolti davanti all’obiettivo. Abbiamo scelto le foto di Paola Signaroldi per raccontare come, anche a Piacenza, si stia diffondendo la moda di fissare le emozioni della maternità e dei primi 15 giorni di vita dei bambini con foto particolari, che ritraggono momenti intimi e intensi di vita familiare. Una scelta presente da anni negli Stati Uniti e in Australia
Scatti buffi e tenerissimi, di neonati che dormono, collocati al centro di set fotografici allestiti ad hoc. Ci hanno colpito, in particolare, tra quelli di professionisti di Piacenza, i lavori di Paola Signaroldi, fotografa piacentina con studio a San Giorgio, insieme al marito, Sergio Amici.
Le abbiamo chiesto di raccontarci come è nata la passione per la fotografia e in particolare l’idea di dedicarsi a bimbi appena nati
E’ stato Sergio, mio marito-ci racconta Paola- a far partire, nel 1994, l’attività di fotografia che svolgiamo oggi. A quel tempo-precisa – si occupava principalmente di fotografia industriale, still-life e servizi matrimoniali. Io seguivo l’attività in modo un po’ più distaccato, dietro le quinte, diciamo.
Nel 2000, dopo la nascita del mio secondogenito, Sergio mi volle a fianco per i servizi wedding, per me fu bellissimo e subito cercai corsi e work shop che mi potessero supportare e specializzare in una “ritrattistica” così particolare.
La fotografia di ritratto era, all’epoca, un po’ in disuso e si limitava a pochi scatti.
Nel frattempo io e Sergio abbiamo ingrandito la famiglia, era arrivata la terza figlia e la voglia di fotografare i nostri figli ci portò a pensare ad una attività fotografica specifica sui bambini, ma la cosa, allora, non decollò nel giusto modo, il pubblico non era ancora pronto.
Anno 2013:la svolta-racconta ancora Paola- scoprii la fotografia new born, immagini di bambini ancora più piccoli di quanto io avessi pensato, e fu subito passione; ripresi in mano il mio progetto e partii … mi buttai a capofitto in questa specializzazione, e, grazie a corsi di preparazione mirati svolti in tutta Italia, conobbi un mondo di immagini dolcissime che amo profondamente.

Nel tempo, come si può immaginare dal breve racconto, il nostro stile fotografico ha subito tanti mutamenti, amiamo aggiornarci e sperimentare, abbiamo attraversato l’evolversi della fotografia stessa, si pensi solo al passaggio da pellicola a digitale. L’esperienza è un po’ come una ruga in viso, ti segna, ma ti rende espressiva.
Al momento ci distingue una tecnica minimalista, pulita lineare e chiara, ma che non lascia niente al caso.
Nel 2014 l’associazione italiana fotografi ci propose un aggiornamento riguardo al nostro lavoro, un convegno a Bologna che presentava vari fotografi internazionali che si occupavano specificatamente di famiglie, dolce attesa, newborn
Per noi fu un’emozione scoprire che ciò che avevamo già in mente si sarebbe potuto tradurre in realtà . Ho capito che questo ambito mi apparteneva e, guidata ancor una volta dalla passione, ho capito di volermi specializzare
Che riscontro ha avuto a Piacenza questa proposta di lavorare con bambini molto piccoli?
Sicuramente possiamo parlare di curiosità e interesse verso qualcosa ancora molto nuovo e ignoto. L’iniziale timidezza di porsi in momenti così personali davanti alla fotocamera è stata superata grandiosamente dall’impetuoso desiderio di voler effettivamente conservare emozioni incomparabili per ogni famiglia.

Certo, lavorare con neonati non deve essere facile, ma allo stesso tempo si hanno grandi soddisfazioni, a giudicare dagli scatti che ci avete proposto
Lavorando con i bambini bisogna prestare tantissime attenzioni, l’immagine deve ritrarre armonia rimanendo pulita e illuminata in modo da favorire la focalizzazione sul soggetto ritratto. La massima concentrazione per la sicurezza del bambino, poi, non può mai mancare.

La soddisfazione è quella di fissare per ogni mamma e papà un’immagine che essi vedono ogni giorno, nei momenti di intimità con il loro bambino. Credo sia un grandissimo privilegio entrare nelle famiglie in momenti così unici, intimi come l’attesa e la nascita di un figlio. Sento la responsabilità, di dare a chi si rivolge a me, un’emozione vera, autentica, che non svanirà nel tempo.
Curiosità…come si allestisce un set fotografico per un neonato?
Io preparo il lavoro circa un’ora prima dell’arrivo del mio cliente- precisa Paola-allestisco tutto ciò che può essere utile, i props, le fasce e le coperte curando gli abbinamenti di colore, e ogni dettaglio

Lavoro esclusivamente in interni con i neonati, mentre con le coppie in attesa mi piace tantissimo sfruttare gli esterni che il nostro splendido territorio ci offre. Capita, a volte, di gestire set fotografici a casa di clienti, per favorire al massimo le loro esigenze.
L’ambiente è naturalmente sempre ben riscaldato, con una cura maniacale della pulizia e della sicurezza.
Cosa vi chiedono i genitori, Paola? Trovi che siano ossessionati dall’immagine? Contagiati da quanto accade sui social, con tutta la vita in vetrina?
Più che dei genitori è una mia priorità quella di creare immagini che trasmettano sentimenti, e sicuramente coloro che si affidano a me hanno quest’esigenza.
Le persone si stanno aprendo e lo dimostra che recentemente mi è stato richiesto il servizio fotografico durante il parto.
Secondo me c’è sempre più spesso la volontà di “conservare” momenti preziosi e intimi che una donna condivide con il proprio compagno, ricordi speciali, che non si vogliono lasciar scomparire, ma anzi mostrare ai propri figli, quando saranno sufficientemente grandi da capire che sono nati dall’amore, un Grande Amore.

Il ricordo più bello, più tenero, pensando a tutti i bimbi che avete fotografato?
Paola Signaroldi non ha dubbi “Non dimenticherò mai la mia prima sessione new born, avvenuta subito dopo i corsi di preparazione. Ero colta da entusiasmo ma anche timore, quando però vidi una grande fiducia da parte dei genitori, tutto fu semplice, e la completa riuscita del servizio svoltosi tranquillamente e in modo spontaneo, mi aveva enormemente ripagato di tutto l’impegno. L’energia e lo slancio che avevo sentito crescere in quel momento è ancora quello di oggi, quello che mi consente di proseguire giorno dopo giorno nel lavoro che amo”





