Come bambini davanti al luna park c’è chi ha esultato allo spettacolo delle luci colorate puntate sulle pareti esterne di Palazzo Farnese.
Di giusto c’è che si tratta di un’illuminazione a led, quindi a basso consumo, mentre di sbagliato c’è tutto il resto come pensano quelli che non si fanno incantare dagli effetti speciali e sono in molti. Giudicano quelle luci troppo forti, troppo piatte, troppo dure e sfacciate. Non si capisce perché debbano essere colorate su un palazzo antico a cui tolgono ogni suggestione e senso di mistero.
Scelta schizofrenica o distopica, come è di moda dire oggi? Certamente scelta contraddittoria quella dell’Amministrazione Comunale che solo l’anno scorso aveva organizzato un grande evento per festeggiare la nostra colonia di RONDONI perché è una delle più numerose d’Europa.
I rondoni non si posano mai a terra, volano sempre o si nascondono negli anfratti, in crepe e buchi dei muri, si nutrono di insetti soprattutto di mosche e zanzare quindi ci sono anche utili. Sono uccelli migratori di origone euroasiatica. Quest’anno al loro ritorno troveranno meno cibo perché non ci sono più gli alberi di Piazza Cittadella e non avranno più adeguato riparo poiché i loro anfratti saranno illuminati.
Se ne andranno? Eppure i piacentini li hanno sempre amati come parte integrante e viva della piacentinità.
Nel 2015 il noto artista William Xerra e Francesco Paolo Paladino regista pluripremiato, ottimo musicista e e originale, profondo poeta, hanno creato il documentario “RONDONI” presentato al nostro Museo di Storia Naturale. L’opera, che è stata accompagnata da una pubblicazione artistica, è veramente bella ed emozionante. Le riprese sono sempre verso l’alto, sollevate da terra, esattamente come volassero coi rondoni. L’obiettivo non scende mai verso il basso e inquadra soprattutto velocissimi battiti d’ali poetici specialmente se intorno alla luna che sorge.
Grazie alla perfetta scelta del regista la colonna sonora è la sola voce dei rondoni che per lunghi momenti consente di immergerci in quel sibilo continuo e sottile, ma non fastidioso né tagliente. Suono simile, forse, alla nota SI, tenuto a lungo, incessante, e che colma di vibrante energia luminosa i cieli sopra il Farnese. Nota che attraversa nubi, cieli notturni o chiarissimi.
Come i rondoni abitano al Farnese anche Chirotteri cioè piccolissimi pipistrelli coperti di pelo che sono mammiferi quindi allattano i piccoli e poi ci stanno le Taccole che sono piccoli corvidi. Se di notte i loro nidi saranno illuminati a giorno come potranno a dormire?
Un anno si inneggia ai nostri uccelli e l’anno dopo li si danneggia. Contraddizione di scelte politiche casuali, senza continuità logica o invece è insensibile, fredda coerenza a quel raptus delendi che dopo aver distrutto la flora ora non si fa scrupolo di distruggere anche la fauna?
Chi passa dalle parti del Farnese non si capacta di vederlo avvolto nei colori quasi della bandiera francese. Gli edifici antichi non meritano certe carnevalate, ma vanno valorizzati rispettandoli con luci morbide e discrete in modo che le loro possenti architetture non ci vengano sbattute brutalmente in faccia. Dovrebbero invece essere solo accennate, emergere quasi per magia.
Personalmente avrei preferito qualcosa di più originale e forse unico: luci interne ad illuminare le finestre, ma alternativamente e lentamente come se qualcuno attraversasse le stanze. In tal modo sarebbero salvi i nidi e la magia misteriosa del luogo suscitando lo stupore di chi passa e per un attimo non sa se c’è un fantasma o un gioco di luci. Le luci colorate vanno bene forse per valorizzare anonime periferie o edifici moderni.
L’antico, a mio parere, va accostato in modo più sommesso, più delicato. So già che come al solito le mie proposte verranno derise e non saranno tenute in alcuna considerazione, ma per fortuna altre città ne hanno realizzate alcune.
Il semplice e bellissimo documentario sui rondoni si conclude con pochi attimi di voci umane, senza volti, che provengono dal basso e si intrecciano.
Ogni tanto qualche parola è comprensibile ad es. “Sono io colpevole” . Parole profetiche. Qualcuno avrà l’onesto coraggio di ammettere la colpa dell’ennesimo sfregio alla città (dopo l’orrido logo della Ricci Oddi, il taglio degli alberi ecc.) o sono i cittadini a doverlo ammettere per aver creduto nelle persone sbagliate o per non aver fatto abbastanza? Il dubbio non riguarda certo chi continua battersi per salvare alberi in ogni parte della città, lotta contro la privatizzazione del nuovo ospedale e si impegna in altre battaglie. Chi continua a presidiare Piazza Cittadella non lo fa più solo in memoria degli alberi uccisi, ma anche per la difesa dei rondoni e per la dignità di Palazzo Farnese.
Bruna Milani




Bravissima Bruna Milani! Condivido pienamente il suo pensiero e le sue considerazioni. Spero vivamente che chi “può” si sensibilizzi su questo fronte!
Davvero bravissima Bruna Milani sempre accanto alle battaglie giuste con onestà e purezza di cuore.Non sapevo di queste luci,il tuo giornalismo scuote gli animi.La ferita di piazza Cittadella si allarga sempre più. Non c’è medicamento che guarisca..
Brava Bruna,
condivido pienamente che le luci colorate sugli edifici storici siano una nota stonata.
Luci interne soffuse alle finestre sarebbero sicuramente più interessanti e meno fastidiose.
Per limitare il danno, l’illuminazione esterna esistente potrebbe essere accesa, non colorata, solo in determinate occasioni rispettando i periodi in cui i rondoni ,che noi tutti amiamo, sono ospiti speciali del Farnese e quindi di Piacenza.
Apprezzo l’ idea delle luci interne , far rivivere gli antichi fasti del Palazzo vivo! Bella l’idea di una nobil donna che vaga per le sale farnesiane con un lume in mano ! . Veder alle 5 del mattino che Palazzo Farnese sia un rosso acceso e che sfumi verso un tenuo rosa (perche’ bianco puro non e’ ) mi da l’ idea di sexy shop !
Brava,acuta,sensibile Bruna.I rondoni sono nella nostra storia,anche personale.Ho studiato al liceo classico e per quante ore,in quinta ginnasio con un”insegnante odiosa, di quinta,ho trascorso del tempo a contemplare invidiosa i rondoni volare liberl nel cielo
Veramente vorrei far notare che i fari dell’illuminazione esterna ci sono da vent’anni e che in più occasioni sono stati applicai dei filtri colorati per diverse ricorrenze. I rondoni non sono scomparsi e non sembra abbiano trovato particolare disturbo … d’altra parte l’illuminazione con i fari dal basso non raggiunge l’interno delle buche pontaie dove nidificano.
I nuovi fari Led sono dimmerabili e si può ridurre e regolare il flusso luminoso e gradazione di ciascuno dei 40 proiettori.
Ciò non toglie che, se proprio si vuole, si possono spegnere i fari (o diminuire la potenza) sul lato di viale Risorgimento durante i due/tre mesi della nidificazione dei rondoni.
Quanto alle prove di colore di questi giorni servono a calibrare e verificare il funzionamento dei Led RGBW mentre da natale al mese scorso le luci sono rimaste accese nel colore bianco caldo (e nessuno se ne è accorto).
bella l’idea delle luci alle finestre ma si scontra con la realtà: l’ultimo piano è dell’Archivio di Stato e non del Museo, al primo piano c’è la Pinacoteca e le finestre hanno delle tende oscuranti per proteggere i dipinti dalla luce solare. Le luci delle sale del museo non sono a Led ma ad alogenuri con dei tempi lunghi di riscaldamento e non possono essere spente e riaccese a piacimento: hanno una posizione di funzionamento obbligatoria e dei tempi di accensione e riaccensione simili a quelli delle lampade ai vapori di mercurio.
Parole, le tue Bruna, stupende, profonde cui plaudirebbero anche le rondini con il battito delle loro ali. La magia misteriosa di quel maniero, attorniato da tanta leggerezza di vita, cattura, se si ha l’ umiltà
di soffermarsi un attimo, anche gli animi più superficiali.
Amministratori illuminati sanno essere umili, saggi e soprattutto rispettosi dei cittadini e della cultura…che è vita!
Purtroppo a Piacenza perseverano solo quella squallida….” insensibile, fredda coerenza a quel raptus delendi ” ..e la costante mancanza di rispetto a persone, natura, cose e a cultura.
Meglio…persevera solo una sfacciata e sciagurata assenza di cultura!