HomeAttualità"L'ARTE DEGENERATA" E TUTTO QUELLO CHE NON VA DIMENTICATO

“L’ARTE DEGENERATA” E TUTTO QUELLO CHE NON VA DIMENTICATO

Nel periodo in cui si celebra “La giornata della memoria” la Biblioteca Civica di Rovereto (TN) propone fino al 8 febbraio 2026 una mostra interessantissima che pone a confronto opere messe alla gogna dal regime nazista e opere che lo stesso regime riteneva fossero invece degne d’essere considerate vera Arte. Nel 1933 in Germania vennero esposte al pubblico ludibrio opere straordinarie che ancora oggi ammiriamo per la loro “novità” di visione e interpretazione del reale, per l’uso anarchico del colore, per i soggetti “stravolti” dalla personale percezione dei singoli artisti. Erano opere moderne, d’avanguardia che smuovevano il tranquillo status quo tradizionale, espressioni di una ricerca che era voglia di cambiamento, desiderio di fuga dall’ovvio, di spazio per il sogno, la fantasia, l’inconscio, ma era un’arte che, più o meno consapevolmente, registrava la fine delle certezze e avvertiva l’arrivo della catastrofe. Opere che, dal regime nazista furono definite ”arte degenerata” in realtà  erano i nazisti ad essere umanità degenerata. Hitler era stato rifiutato dall’Accademia d’arte di Vienna e forse questa sua frustrazione ha avuto un ruolo nella persecuzione di tanti artisti pieni di originale fervore creativo. Molte loro opere furono confiscate ai Musei, altre vendute, molte distrutte.

Di “Entartete Kunst” furono tracciate opere di astrattisti tra cui Kandiskij e Klee,

 

nuova oggettività tra cui Otto Dix e George Grosz,

surrealisti  Max Ernst e Marc Chagall,

Bauhaus e Costruttivisti come Paul Klee, Vassilij Kandiskij., L. Moholy-Nagy, H. Bayer.

Nella Giornata della Memoria ricordiamo giustamente le vittime ebraiche dell’olocausto nazista, ma per amore di verità storica e umana dobbiamo ricordare anche gli altrettanti milioni di morti nei campi di concentramento: zingari, omosessuali, comunisti, disabili, e i giuliano-dalmati. Soffermiamoci a pensare, riflettere e magari persino, per empatia, soffrire anche per gli olocausti in corso oggi, di cui siamo un po’ tutti responsabili, perché di fronte a orrori così dovrebbe fermarsi il mondo e invece si balla, si canta, si festeggia, si va in vacanza come se nulla fosse. Non capiamo che questa indifferenza, per quanto frutto del sacrosanto desiderio di non intristirsi, espone tutti noi e il mondo intero al rischio di dolori ancora più grandi, a guerre morte e distruzione.

La bella mostra di Rovereto che mette a confronto due tipi di arte espone opere che parteciparono alle mostre di Monaco nel 1933 e nel 1939 e ci ricordano che un potere ottuso è sempre un potere arrogante e violento che non rispetta la libertà di pensiero e di espressione e che per quanto si creda forte non ha il  coraggio di confrontarsi con un pensiero diverso, soprattutto quando esso sostiene che la violenza non serve a nulla perché genera solo altra violenza e quando il pensiero non omologato sostiene che il dolore di uno è il dolore di tutti.

Bruna Milani

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2 Commenti

  1. Grazie di cuore a questa giornalista, sempre precisa e corretta nelle sue esposizioni, pur su argomenti terribili .
    Merita maggiore visibilità!!

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