Da giorni il Laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte sta facendo speakeraggio per le vie di Piacenza urlando ai quattro venti: <Sovrintendenza dove sei?> ma la Sovrintendenza, rintanata a chilometri da qui, non ci sente, non vede le carte che le sono state inviate dal Laboratorio, da Legambiente, da Italia Nostra e da molte altre associazioni artistiche e culturali piacentine e forse non ha più mani per scrivere. Infatti da oltre 40 giorni i piacentini che si oppongono all’abbattimento dell’ex Mercato Ortofrutticolo attendono risposta alla loro lettera raccomandata in cui chiedevano alla Sovrintendenza di rivedere il suo giudizio che autorizza la distruzione dell’ex Ortomercato, perché giudizio basato su elementi inesatti come dimostrato punto per punto dal manifesto “Sovrintendenza bocciata”.

Sabato 17 aprile alle ore 17 in piazzetta San Francesco l’ennesima chiamata verso la Sovrintendenza è diventata un evento di public art dedicata allo scomparso artista VITTORIO CANTÙ saggista, fondatore del gruppo Luogomobile (antesignano dell’attuale Laboratorio Popolare) ma soprattutto originalissimo poeta che Piacenza dovrebbe scoprire meglio e valorizzare. La dedica a questo poeta non è dovuta solo al fatto che è stato fondatore precursore del gruppo, ma per il culto che Vittorio Cantu’ aveva dei suoni, in particolare delle sonorità perdute tanto da sognare un museo per salvaguardarle. Ed è pensando alla vivacità e diversità di voci, toni, accenti che sono l’anima frizzante e travolgente di un mercato che il Laboratorio ha messo come sottofondo sonoro il vocìo delle contrattazioni e delle compravendite. Quanta umanità, quanta vita semplice, quotidiana, vera nel chiacchiericcio di un mercato e invece quanto silenzio, quante poche presenze, quanto possibile degrado in un parcheggio! È anche per ridare questa vivacità di genti e di voci che i cittadini vorrebbero trasformare l’ex Ortomercato in una Cittadella della Cultura e dello Spettacolo, ma il Comune vuole distruggere tutto entro agosto, incurante o incapace di salvaguardare il ben più importante patrimonio culturale che sta nelle menti di tanti piacentini: artisti, attori, musicisti, registi, fotografi, poeti. La Cittadella della Cultura e dello Spettacolo potrebbe essere la summa della creatività piacentina, il biglietto intellettuale da visita della nostra città. Perché quindi preferire alle idee e alla creatività il materialismo delle COSE? Utili magari, ma pur sempre cose. Anche la creatività può avere un grosso ritorno economico. Il museo del rock ad esempio porterebbe moltissimo turismo, lo abbiamo già verificato con gli indimenticabili eventi di massa dedicati ad Elvis Presley.

Nei giorni scorsi l’insistente domanda <Sovrintendenza dove sei?> è stata proiettata in vari luoghi di Piacenza, proprio là dove la Sovrintendenza ha lasciato fare, stravolgere, distruggere come l’antica, perduta pavimentazione di piazza Cavalli ora rovinata per sempre.
Bruna Milani
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