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LA GATTESCA POESIA DELLA PRIMAVERA

L’aria trasparente e luminosa lascia percepire l’avanzare felpato di qualcosa d’invisibile e meraviglioso come l’avvicinarsi di un gatto nascosto. Danno la stessa sensazione, i gatti e la Primavera, quella di essere sospesi tra la dimensione terrestre e qualcosa d’altro più bello, più saggio, più perfetto.
Inverno e Primavera si salutano intrecciandosi nell’abbraccio mischiando i loro opposti: primi tepori e ultimi brividi freddolosi.
Con le stesse mosse eleganti dei gatti Primavera si prende la rivincita sul buio, sul freddo, sulla nudità degli alberi e lo fa senza violenza, dolcemente, con carezze di petali , lievi sospiri di vento, qualche lacrimuccia di pioggia.
Ora che il Tempo svolta alla nuova costellazione Primavera torna ad affacciarsi sull’innocenza della rinascita che si diffonde ovunque nella natura con la sua bellezza e gloriosa e con la forza della sua ostinazione a riprovarci e ricominciare.

Ah se l’Equinozio di Primavera potesse esorcizzare tutto il male del mondo!

Invece lontano da qui, ma ben dentro il cuore e il pensiero, guerre inquinano acque, inzuppano i campi di sangue umano, riempiono i cieli di ordigni distruttivi che avvelenano l’aria, seminano odio, uccidono vite.
Ma Primavera , al contrario, non s’arrende, continua a riproporre la supremazia della vita e sparge meraviglie di colorata tenerezza.
Come i gatti che non senti arrivare e te li trovi davanti all’improvviso così abbiamo visto i prati riempirsi di fiori come per una festa. Margherite con le corolle spalancate, muscaris blu, primule bianche e gialle, miosotis azzurri, i fiocchetti gialli del tarassaco, il fiorellino bianco della rucola selvatica e tanti, tanti altri di cui non so il nome.

Un gatto che ci sosta davanti composto e solenne, come un faraone , isolato in se stesso come un mistico orientale, sembra dirci che c’è ben altro e di meglio che le cose a cui teniamo tanto.
Così quando la Primavera si sparge sui prati e veste a festa i rami che erano nudi, quando tornano i canti degli uccelli e le uova nei nidi e le cucciolate, tutto vuole ricordarci che c’è ben altra bellezza, ben altra gioia e ben altra perfezione che quella inventata dall’uomo. Come a dire che c’è qualcosa di superiore che non dipende da noi, che esiste indipendentemente da noi che sappiamo solo distruggere ciò che non abbiamo creato. Dovremmo invece amare, rispettare e tutelare la creazione e la vita che ci sono state regalate.

Se un gatto ci permette di accarezzare la sua flessuosa morbidezza sperimentiamo un sottile, straordinario piacere non solo tattile.
È lo stesso tipo di piacere immenso, completo, di quando accarezziamo un prato, un piacere che non solo prende l’anima e il corpo, ma ci apre a sensazioni sconosciute che ci danno pace e benessere.
Accade quando in mezzo a un prato si alza il vento portando un bouquet di profumi di fiori campestri, (i più veri, i più belli, i più amati) sullo sfondo dell’aroma energizzante e fresco dell’erba appena falciata.
Così come il gatto insegna che l’amore non si compra, non si impone, non si imprigiona, ma si può solo meritarlo e accoglierlo in tutta la sua essenza che ci trasforma e migliora, così fa Primavera.

Come possiamo, davanti alla sua bellezza delicata, essere capaci di brutalità? Come possiamo arrenderci quando lei c’insegna a riprovarci per fare meglio, per essere migliori? Perché portare distruzione quando la creazione è così stupenda?
Dovremmo immedesimarci nella Primavera per credere di poter rinascere nuovi anche noi, capaci di vivere in pace nella bellezza.

BENTORNATA PRIMAVERA ! Come i gatti e come la Poesia sei fatta di infinite sfumature, percezioni misteriose, impressioni intense e nuove, di fiabeschi stupori .

Torna sempre Primavera! Torna perché impariamo ad assomigliarti.

Bruna Milani

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