HomeAttualitàL' ARTE DI STRADA DIFENDE PIAZZA CITTADELLA

L’ ARTE DI STRADA DIFENDE PIAZZA CITTADELLA

Sabato 24 con un’ azione di street art del Laboratorio Popolare della Cultura e dell’ Arte è stata restaurata perfettamente in modo filologico la ruspa, fronteggiata da una persona che tenta di impedirne l’avanzata, che era stata già dipinta su un lato dell’ex biglietteria di Piazza Cittadella.

 

L’ opera in “stile Banksy” campeggiava a monito per ricordare il rischio che corre la Piazza col progetto di parcheggio interrato, ma era stata vandalizzata presumibilmente da estremisti di destra. La ruspa dipinta richiamava immediatamente la visione degli scavi previsti con tutti i problemi che comporterebbero: taglio degli alberi, inagibilità della piazza stessa, circolazione intensa di mezzi pesanti, polvere, rumori, inquinamento, rischio per i reperti archeologici, possibilità di trovarci qualche bomba dell’ultima guerra e dubbi sulla staticità dei palazzi circostanti. Un parcheggio interrato inoltre può essere usato come luogo di nascondimento pericoloso.
Se Banksy sia passato davvero a Piacenza per aiutare la causa di chi si oppone al parcheggio interrato non è dato sapere. Di certo la ruspa, lì, dove è stata ridipinta, ci sta a meraviglia.

Ben eseguita racchiude simbolicamente in modo efficace tutto il discorso che da anni coinvolge i piacentini e non solo quelli che abitano nella zona. L’ esecuzione del parcheggio è continuamente rinviata e se da una parte ciò pone inquietanti interrogativi sulla causa dei rinvii, dall’altra lascia aperto uno spiraglio alla speranza di ripensamento. Durante la performance di sabato, stese su fili tra gli alberi, sventolavano magliette con stampate immagini molto significative.

L’ impegno per salvaguardare la città in ogni sua parte dovrebbe essere di tutti i cittadini senza scadere in contrapposizioni fra opposte idee politiche. Vandalizzare un segno d’arte, che testimonia impegno civico a favore di tutti, è ingiusto e incivile. Ciascuno potrebbe dare il proprio contributo con le proprie modalità e ciò vale tanto per ogni persona quanto per i gruppi politici, tanto per gli artisti quanto per le associazioni. Invece, nonostante siano state invitate tutte le associazioni soprattutto ambientaliste, nessuna di esse era presente sabato in Piazza Cittadella. Perché ? Perché l’evento partiva da qualcun altro? Forse che un’ etichetta vale più del tentativo di risolvere un problema? Perché fra tanti artisti solo quelli del
Laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte sanno usare l’arte come impegno civico? Non lo scrivo per polemizzare, ma solo vorrei capire se questo disinteresse è anche frutto dei tempi che stiamo vivendo, tempi nei quali assistiamo a un continuo imbarbarimento, al massimo egoismo, a una sorta di anestesia sociale per cui nulla più scuote e coinvolge. Se così fosse significherebbe che non speriamo più di poter cambiare le cose. Questo sarebbe la fine di tutto a partire da noi.

Bruna Milani

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