Antonella Signaroldi–Karl Evver. Due artisti contemporanei onorano l’antichissima arte di vestire la nudità partendo da un piccolo baco. Inaugurazione domenica 13 marzo alle 11 e 30
Impressioni sulla seta è una mostra che porta con discrezione e originalità l’arte figurativa in un museo – il Bonum Comedere – che con altrettanta discrezione ma in piena scientificità celebra le più antiche arti della nostra civiltà: quelle del coltivare, del nutrirsi, del tèssere. Dell’umanizzare, in una parola, la Natura.
Si potrebbe parlare – se è lecito, in arte, sorridere – di una mostra a due teste, nel senso che è composta dalle opere di due artisti che si sono ispirati all’universo sapienziale e tecnologico della seta secondo la propria individualità, ciascuno di essi guardando a quell’universo da una personale prospettiva.
Antonella Signaroldi, una firma ormai non eludibile dell’incisione italiana, si è avvicinata col suo segno affettuoso ma non romantico al gelso, alle sue foglie tanto ambìte dal baco, alla farfallina che infine questo baco diviene per fuggire. Karl Evver, tra i pittori della sua generazione più inoltrati nella rilettura del mito e delle sue infinite forme di adattamento al presente, ha invece accostato il suo occhio libero da qualunque scrupolo naturalistico all’industriosità e alla ritualità inseparabili dalla produzione di questo filato, il più sensuoso mai sfiorato da mano umana.
In tempi come i nostri, nei quali gli strabilianti poteri della manipolazione sperimentale su esseri e cose pare tagliare qualunque legame dell’uomo con la verità, Impressioni sulla seta è un piccolo ma affettuoso viaggio pittorico lungo una misura, una manualità, un ritmo esistenziale che sarebbe bene non perdere né dimenticare, e il Bonum Comedere è senz’altro la sede più idonea a contenere un tale godimento pacato di una lontana sapienza.
La mostra è visitabile ogni domenica dalle 14 e 30 alle 18 e 30 o su appuntamento: telefonare al 339.571.00.88



