HomeAttualitàIL POETA PIETRO LABÒ PREMIATO AL CASTELLO DI DUINO

IL POETA PIETRO LABÒ PREMIATO AL CASTELLO DI DUINO

Se c’è un castello intimamente legato alla Poesia è certamente il bel Castello di Duino in provincia di Trieste. Dimora bellissima, poetica già a vedersi: bianca, a picco sul mare, circondata dal verde. Eleganti i suoi interni, ma l’emozione più forte viene al pensiero che lì sono passati o vi hanno soggiornato personaggi straordinari. Il castello infatti è sempre stato luogo di cultura e umanesimo. Le sue stanze e il suo giardino hanno visto Elisabetta d’Austria (Sissi), l’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria, i Conti di Chambord, Johann Strauss, Franz Liszt, Hugo von Hofmannsthal, Gabriele d’ Annunzio , Paul Valéry e tanti altri tra i quali spicca il sommo poeta boemo Rainer Maria Rilke

autore della splendida raccolta “Elegie duinesi” della quale scrisse le prime poesie proprio al Castello di Duino mentre era ospite della principessa Marie von Thurn und Taxis.
Significativo e benaugurante che il giovane poeta piacentino PIETRO LABÒ, alla sua prima partecipazione ad un concorso letterario, abbia vinto proprio lì la “Targa UNESCO” premio prestigioso poiché la competizione era internazionale.

Vi hanno preso parte autori da tutto il mondo.
Pietro ha vinto con una poesia di sole quattro righe: “Lettere dal fronte”. Il tema, non tanto della guerra in sé quanto piuttosto delle ingiuste e inutili sofferenze che essa provoca, è un argomento a cui il poeta Labò è particolarmente sensibile come già aveva dimostrato nella poesia contro la guerra che ha donato alla Croce Rossa Italiana di cui fa parte come volontario nel settore militare. Avevamo già detto dello stile assolutamente nuovo, unico di Pietro Labò che in questa poesia vincitrice usa un tono chiaro, scarno, asciutto, molto, molto incisivo e toccante tanto che durante la sua lettura della brevissima “Lettere dal fronte” tutta la giuria commossa si è alzata in piedi per applaudirlo.
Eppure nei suoi versi non c’è nulla di sentimentale, di retorico, sdolcinato, moralistico, ma solo la reale, nuda crudeltà della guerra.
La vittoria di Pietro Labò risale a un mese fa, ma ho dovuto insistere per potergli dedicare un meritatissimo articolo, infatti il poeta Pietro Labò non è di quei frustrati che, in cerca di visibilità, corrono a dire a tutti di aver vinto qualcosa. Lui no, perché è un poeta vero non tanto perché scrive versi, ma perché sente, pensa, vive con una sensibilità particolare e sa far dono della sua poesia. Non il finto dono di chi la distribuisce a destra e a manca pur di farsi leggere, ma ne fa un dono privato, delicato, profondamente sincero. L’ importante targa UNESCO appena vinta la donerà ai genitori del suo caro amico Guido recentemente scomparso.
Della serata a Duino, della premiazione e di quell’esperienza porta in sè l’emozione di essere stato in un luogo di Rilke, poi ricorda in particolare la bella poesia di un poeta africano, la piacevole occasione che gli ha fatto trascorrere tempo coi genitori. Bella la foto, scattata a loro insaputa, in cui lo si vede camminare col padre nella stessa postura: apparentemente lontani, in realtà uniti nella loro essenza da qualcosa di speciale.

Era giusto proporre Poesia, bellezza, affetti, per tener vivo e ricordare ciò che rimane di buono in questi tempi nei quali si vuol sostituire con la tecnologia il cervello umano, mentre vorrebbero abituarci alla violenza per farcela accettare come inevitabile e intanto ci spengono il cuore. Ben vengano dunque i poeti
soprattutto se ancora idealisti, amanti della vita, senza odio per alcuno anzi, pronti ad aiutare chiunque abbia bisogno. Un gigantesco. GRAZIE al poeta Pietro Labò

per aver aggiunto l’umano dei suoi versi allo scrigno della Poesia l’unica che possa conservare e tramandare ciò che di meglio risiede nei cuori.
Bruna Milani

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